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Questo manuale spiega come eseguire i programmi distribuiti con LilyPond versione 2.21.3. Inoltre, suggerisce alcune delle “migliori pratiche” per un uso efficiente. |
1. Eseguire lilypond | Utilizzo. | |
2. Aggiornare i file con convert-ly | Aggiornare i file di input. | |
3. Eseguire lilypond-book | Integrare testo e musica. | |
| 4. Programmi esterni | Combinare LilyPond con altri programmi. | |
| 5. Consigli su come scrivere i file | Migliori pratiche ed efficace soluzione degli errori. | |
Appendici | ||
|---|---|---|
| A. GNU Free Documentation License | Licenza di questo documento. | |
| B. Indice di LilyPond | ||
|
Questo manuale è disponibile in altri formati ed è integrato col resto della documentazione. Maggiori informazioni in (web-big-page)Manuali section ‘Manuali’ in Informazioni Generali. La documentazione completa si trova all’indirizzo http://lilypond.org/. |
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lilypond@translationof Running LilyPond
Questo capitolo descrive dettagliatamente gli aspetti tecnici dell’esecuzione di LilyPond.
| 1.1 Uso normale | ||
| 1.2 Uso da linea di comando | ||
| 1.3 Messaggi di errore | ||
| 1.4 Errori comuni |
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@translationof Normal usage
La maggior parte degli utenti esegue LilyPond attraverso un’interfaccia grafica (GUI); se non lo hai già fatto, leggi il (learning-big-page)Tutorial section ‘Tutorial’ in Manuale di Apprendimento. Se usi un editor diverso per scrivere i file LilyPond, leggi la documentazione di quel programma.
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@translationof Command-line usage
Questa sezione contiene informazioni aggiuntive sull’uso di LilyPond da linea
di comando. Questo può essere utile per assegnare opzioni aggiuntive al programma.
Inoltre, ci sono alcuni programmi complementari di ‘aiuto’ (come
midi2ly) che funzionano solo da linea di comando.
Con ‘linea di comando’ si intende la linea di comando del sistema operativo. Gli utenti Windows avranno più familiarità con i termini ‘shell DOS’ o ‘shell dei comandi’. Gli utenti MacOS X avranno più familiarità con i termini ‘terminale’ o ‘console’. Una configurazione ulteriore è necessaria per gli utenti MacOS X; si veda (web-big-page)MacOS X section ‘MacOS X’ in Informazioni Generali.
Descrivere come usare questa parte di un sistema operativo non rientra negli obiettivi di questo manuale; si prega di consultare altra documentazione su questo argomento se non si conosce la linea di comando.
Utilizzo di lilypond | ||
| Opzioni di base della linea di comando per LilyPond | ||
Opzioni avanzate della linea di comando per lilypond | ||
| Variabili d’ambiente | ||
| LilyPond in una gabbia chroot |
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lilypond@translationof Invoking LilyPond
L’eseguibile lilypond può essere lanciato dalla linea di comando
nel seguente modo.
lilypond [opzione]… file… |
Se invocato con un nome di file senza estensione, viene tentata per prima
l’estensione ‘.ly’. Per leggere l’input da stdin, usare un
trattino (-) al posto di file.
Quando ‘file.ly’ viene elaborato, lilypond crea ‘file.pdf’ come output predefinito. Possono essere specificati molti file, ognuno dei quali viene elaborato in modo indipendente.(1)
Se ‘file.ly’ contiene più di un blocco \book, tutte le altre
partiture sono salvate in file numerati, a partire da ‘file-1.pdf’. Inoltre,
il valore di output-suffix (suffisso di output) viene inserito tra la base
del nome del file e il numero. Per esempio, se ‘file.ly’ contiene
#(define output-suffix "violino")
\score { … }
#(define output-suffix "violoncello")
\score { … }
|
LilyPond produce come output ‘file-violino.pdf’ e ‘file-violoncello-1.pdf’.
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Dato che LilyPond è un’applicazione a linea di comando, si possono sfruttare le funzionalità della ‘shell’ usata per lanciare LilyPond.
Per esempio,
lilypond *.ly |
elabora tutti i file LilyPond nella directory corrente.
Potrebbe essere utile anche redirigere l’output della console (per esempio, in un file):
lilypond file.ly 1> stdout.txt lilypond file.ly 2> stderr.txt lilypond file.ly &> all.txt |
Questi comandi redirigono rispettivamente l’output ‘normale’, gli ‘errori’ o ‘tutto’ in file di testo. Consulta la documentazione della tua shell, del prompt dei comandi (Windows), delle applicazioni Terminale o Console (MacOS X), per verificare se la redirezione dell’output è supportata o se la sintassi è diversa.
L’esempio seguente cerca e elabora tutti i file di input nella directory corrente e in tutte le directory inferiori ricorsivamente. I file di output vengono salvati nella stessa directory in cui è stato lanciato il comando, invece delle stesse directory in cui si trovano i file di input.
find . -name '*.ly' -exec lilypond '{}' \;
|
Questo comando dovrebbe funzionare anche in MacOS X.
Gli utenti Windows devono lanciare questo comando:
forfiles /s /M *.ly /c "cmd /c lilypond @file" |
nel prompt dei comandi, che di solito si trova in
Avvio > Accessori > Prompt dei comandi, oppure
scrivendo ‘prompt dei comandi’ nella finestra di ricerca.
Altrimenti, si può indicare un percorso esplicito alla cartella che
contiene tutte le sottocartelle con i file di input tramite l’opzione
/p:
forfiles /s /p C:\Documents\MyScores /M *.ly /c "cmd /c lilypond @file" |
Tale percorso, se contiene spazi, deve essere racchiuso tra virgolette doppie:
forfiles /s /p "C:\Documents\My Scores" /M *.ly /c "cmd /c lilypond @file" |
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@translationof Basic command line options for LilyPond
Sono contemplate le seguenti opzioni.
-d, --define-default=variabile[=valore]Si veda Opzioni avanzate della linea di comando per lilypond.
-e, --evaluate=espressioneValuta l’espressione di Scheme prima di analizzare qualsiasi file ‘.ly’. Si possono specificare varie opzioni ‘-e’; saranno analizzate in modo sequenziale.
L’espressione viene analizzata nel modulo guile-user, dunque se vuoi
usare una definizione come (define-public a 42) in espressione,
usa
lilypond -e '(define-public a 42)' |
nella linea di comando, e includi
#(use-modules (guile-user)) |
in cima al file ‘.ly’.
Nota: Gli utenti Windows devono usare i doppi apici invece dei singoli apici.
-E, --epsGenera file EPS.
Questa opzione equivale a impostare le opzioni a linea di comando di LilyPond
--ps, -dbackend=eps e -daux-files='#f'.
-f, --format=formatoFormato del (principale) file di output. I valori possibili di formato
sono ps, pdf o png.
Esempio: lilypond -fpng file.ly
Per i formati svg e eps usare l’opzione -dbackend.
Vedi Opzioni avanzate della linea di comando per lilypond.
-h, --helpMostra una sintesi dell’utilizzo.
-H, --header=CAMPOEstrae un campo dell’intestazione nel file ‘NOME.CAMPO’.
Per esempio, supponiamo di avere un file di input ‘pippo.ly’ contenente
\header { title = "pluto" }
\score { c1 }
|
Il comando
lilypond -H title pippo.ly |
crea un file di testo semplice ‘pippo.title’ contenente la stringa
pluto.
-i, --init=fileImposta il file di inizializzazione su file (predefinito: ‘init.ly’).
-I, --include=directoryAggiunge directory al percorso di ricerca per i file di input con percorsi relativi. Per impostazione predefinita, cerca solo nella directory di lavoro corrente.
È possibile assegnare più opzioni ‘-I’. La ricerca inizia nella directory di lavoro corrente, e se il file da includere non viene trovato la ricerca continua nella directory indicata dalla prima opzione ‘-I’, poi nella directory della seconda opzione ‘-I’ e così via.
Nota: L’uso del carattere tilde (~) con l’opzione ‘-I’
potrebbe causare risultati inaspettati in alcune shell.
Gli utenti Windows devono aggiungere una barra obliqua al termine del percorso della directory.
-j, --jail=utente,gruppo,gabbia,directory[Questa opzione è disponibile solo per i sistemi operativi che supportano la
funzionalità chroot. Windows non la supporta.]
Esegue lilypond in una gabbia chroot.
L’opzione ‘--jail’ fornisce un’alternativa più flessibile a
‘--safe’ quando la formattazione di LilyPond è messa a disposizione attraverso
un server web o quando LilyPond esegue sorgenti provenienti dall’esterno
(si veda Opzioni avanzate della linea di comando per lilypond).
L’opzione ‘--jail’ modifica la radice di lilypond in
gabbia appena prima di iniziare il vero processo di compilazione. L’utente
e il gruppo vengono poi modificati per corrispondere a quelli forniti, e la
directory corrente viene spostata in directory. Questa configurazione
garantisce che non sia possibile (almeno in teoria) uscire dalla gabbia. Si noti
che perché ‘--jail’ funzioni lilypond deve essere eseguito come root;
di solito questo si fa in modo sicuro col comando sudo.
Configurare una gabbia è una questione un po’ delicata, perché bisogna essere sicuri che LilyPond possa trovare tutto quello di cui ha bisogno per compilare il sorgente dentro la gabbia. Una configurazione tipica comprende i seguenti elementi:
Si dovrebbe creare un filesystem separato LilyPond, così che possa essere
montato con opzioni di sicurezza come noexec, nodev, e
nosuid. In questo modo è impossibile lanciare degli eseguibili o
scrivere su un dispositivo direttamente da LilyPond. Se non si vuole creare
una partizione separata, si può creare un file di dimensioni ragionevoli e usarlo
per montare un dispositivo di loop. Un filesystem separato garantisce inoltre
che LilyPond non possa scrivere su uno spazio maggiore di quanto permesso.
Per eseguire LilyPond in una gabbia si dovrebbe usare un altro utente e gruppo
(ad esempio, lily/lily) con pochi privilegi. Ci dovrebbe essere
una sola directory scrivibile da questo utente, che dovrebbe essere passata in
dir.
LilyPond ha bisogno di leggere alcuni file quando viene lanciato. Tutti questi file devono essere copiati nella gabbia, sotto lo stesso percorso in cui appaiono nel vero filesystem principale. Si deve copiare l’intero contenuto dell’installazione LilyPond (ad esempio, ‘/usr/share/lilypond’).
Se c’è un problema, il modo più semplice per individuarlo è lanciare
LilyPond usando strace, che permette di scoprire quali
file mancano.
In una gabbia montata con noexec è impossibile eseguire qualsiasi
programma esterno. Dunque LilyPond deve essere eseguito con un backend che
non richieda tale programma. Come è già stato detto, deve essere eseguito
con privilegi di superutente (che ovviamente perde immediatamente),
possibilmente con l’uso di sudo. È una buona idea limitare il
numero di secondi di tempo della CPU che LilyPond può usare (ad esempio con
ulimit -t), e, se il sistema operativo lo permette, la quantità di
memoria che può essere allocata. Si veda anche LilyPond in una gabbia chroot.
-l, --loglevel=livelloImposta la verbosità dell’output della console su livello. I valori possibili sono:
NONENessun output, nemmeno i messaggi di errore.
ERRORSolo i messaggi di errore, niente avvisi o messaggi di elaborazione.
WARNAvvisi e messaggi di errore, nessun messaggio di elaborazione.
BASIC_PROGRESSMessaggi di elaborazione di base (riuscita), avvisi e errori.
PROGRESSTutti i messaggi di elaborazione, avvisi e errori.
INFOMessaggi di elaborazione, avvisi, errori e ulteriori informazioni di esecuzione. Questo è il valore predefinito.
DEBUGTutti i messaggi possibili, incluso l’output verboso di debug.
-o, --output=file-o, --output=cartellaImposta il file di output predefinito file oppure, se una cartella con quel nome esiste già, dirige l’output in cartella, prendendo il nome del file dal file di input. In entrambi i casi viene aggiunto il suffisso appropriato (ad esempio ‘.pdf’ per il PDF).
-O, --pspdfoptImposta l’ottimizzazione dell’output PS/PDF su chiave. I valori possibili sono:
sizeGenera un documento PS/EPS/PDF molto piccolo. Questo è il valore predefinito.
L’uso di questo valore è equivalente a impostare le opzioni a linea di comando
Scheme di LilyPond -dmusic-font-encodings='#f' e
-dgs-never-embed-fonts='#f'.
TeXProduce file ottimizzati per l’inclusione in documenti pdfTeX, LuaTeX o XeTeX.
L’uso di questo valore è equivalente a impostare le opzioni a linea di comando
Scheme di LilyPond -dmusic-font-encodings='#t' e
-dgs-never-embed-fonts='#f'.
TeX-GSSe si desidera includere più di un PDF generato da LilyPond in un documento TeX, usare questa opzione e rielaborare il PDF generato da TeX con Ghostscript.
L’uso di questo valore è equivalente a impostare le opzioni a linea di comando
Scheme di LilyPond -dmusic-font-encodings='#t' e
-dgs-never-embed-fonts='#t'.
--psQuesta opzione è equivalente a -fps.
--pngGenera immagini di ogni pagina in formato PNG. Questa opzione è equivalente
a -fpng.
La risoluzione dell’immagine può essere impostata in N DPI con
-dresolution=N |
--pdfGenera PDF. Questa è l’opzione predefinita ed è equivalente a -fpdf.
-s, --silent
Non mostra il progresso, ma solo i messaggi di errore. È equivalente a
-lERROR.
-v, --versionMostra informazioni sulla versione.
-V, --verboseAumenta la prolissità: mostra i percorsi completi di tutti i file letti, dà
informazioni sui tempi, etc. È equivalente a -lDEBUG.
-w, --warrantyMostra la garanzia con cui viene distribuito GNU LilyPond. (Distribuito con NESSUNA GARANZIA!)
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lilypond@translationof Advanced command line options for LilyPond
L’opzione ‘-d’ è l’interfaccia a linea di comando alla funzione Scheme
di LilyPond ly:set-option. Ciò significa che tutte le opzioni elencate
qui possono essere impostate anche nei file ‘.ly’.
-d, --define-default=nome-opzione[=valore-d, --define-default=no-nome-opzioneImposta l’equivalente simbolo interno di Scheme su nome-opzione. Per esempio, l’opzione da linea di comando
-dbackend=svg |
è equivalente a
#(ly:set-option 'backend 'svg) |
in un file di input di LilyPond.
Se non viene specificato un valore, viene usato il valore predefinito
#t (che potrebbe produrre risultati strani se il valore atteso
non è di tipo booleano). Per disabilitare un’opzione, si può usare il
prefisso no- prima di nome-opzione. Per esempio:
-dpoint-and-click='#f' |
è equivalente a
-dno-point-and-click |
[Attenzione: il carattere ‘#’ introduce un commento in molte shell, dunque si raccomanda di racchiudere sempre tra virgolette le espressioni che lo contengono.]
La seguente tabella elenca tutti i nomi delle opzioni supportate insieme ai
loro rispettivi valori. All’interno del codice Scheme, i valori delle
opzioni possono essere letti usando la funzione ly:get-option.
anti-alias-factornum
Elabora a una risoluzione più alta (usando il fattore num) e
ridimensiona il risultato per evitare gli “artefatti” nelle
immagini PNG. Predefinito: 1.0.
aux-filesbool
Se bool è #t, crea i file ‘.tex’, ‘.texi’ e ‘.count’
se usata con l’opzione del backend eps. Predefinito: #t.
backend simboloUsa simbolo come backend per l’output di LilyPond. I valori possibili sono:
psQuesta è l’impostazione predefinita. I file PostScript comprendono i tipi di carattere TTF, Type1 e OTF. Non vengono inclusi i “sottoinsiemi” di questi tipi. Se si usa un set di caratteri “orientali”, si possono ottenere file di grosse dimensioni.
Anche per l’output PDF viene usato il backend ps; i dati PS risultanti
sono poi rielaborati dallo script di Ghostscript ps2pdf, che si
occupa anche dei sottoinsiemi di font.
epsUsato come backend predefinito dal comando lilypond-book. Per
ogni pagina crea sia un singolo file con tutte le pagine e i tipi di carattere
inclusi sia file EPS (Encapsulated PostScript) separati per ogni pagina
ma senza i tipi di caratteri inclusi.
nullNon genera la stampa della partitura. Produce lo stesso effetto
di -dno-print-pages.
scmEstrae i comandi di disegno grezzi e interni, basati su Scheme.
svgScalable Vector Graphics.
Viene creato un singolo file SVG per ogni pagina dell’output. I glifi
musicali vengono tradotti in grafica vettoriale, ma i tipi di carattere
del testo non sono incorporati nei file SVG. Dunque qualsiasi
lettore SVG dovrà avere accesso ai tipi di carattere necessari per
rendere in modo adeguato il testo. Si raccomanda di non usare
“liste” o “alias” dei tipi di carattere se il lettore SVG non è
in grado di gestirli. Se si usano i file Web Open Font Format (WOFF),
è richiesta anche l’opzione svg-woff.
check-internal-typesbool
Se bool è t, controlla l’assegnazione di ogni proprietà per
i tipi. Predefinito: #f.
clip-systemsbool
Se bool è #t, estrae frammenti musicali da una partitura. Per
far ciò è necessario che sia stata definita la funzione clip-regions
all’interno del blocco \layout. Maggiori informazioni in
(notation-big-page)Estrarre frammenti musicali section ‘Estrarre frammenti musicali’ in Guida alla Notazione.
Nessun frammento verrà estratto se questa opzione è usata insieme
all’opzione ‘-dno-print-pages’. Predefinito: #f.
cropbool
Se bool è #t, comprime tutta la musica e le intestazioni, senza
margini, in file di output di una sola pagina. Predefinito: #f.
datadirPrefisso per i file di dati. Questa è un’opzione di sola lettura; la sua impostazione non ha effetto.
debug-gcbool
Se bool è #t, scarica le statistiche sul debug della memoria.
Predefinito: #t.
debug-gc-assert-parsed-deadbool
Per il debug della memoria: se bool è #t, assicura che tutti i
riferimenti agli oggetti analizzati siano eliminati. Questa è un’opzione
interna e viene abilitata automaticamente da `-ddebug-gc'.
Predefinito: #f.
debug-lexerbool
Se bool è #t, fa il debug dell’analizzatore lessicale flex.
Predefinito: #f.
debug-page-breaking-scoringbool
Se bool è #t, crea le partiture per diverse configurazioni di
interruzione di pagina. Predefinito: #f.
debug-parserbool
Se bool è #t, fa il debug dell’analizzatore bison.
Predefinito: #f.
debug-property-callbacksbool
Se bool è #t, fa il debug delle catene cicliche di callback.
Predefinito: #f.
debug-skylinesbool
Se bool è #t, fa il debug dei profili (“skyline”).
Predefinito: #f.
delete-intermediate-filesbool
Se bool è #t, cancella i file ‘.ps’ intermedi e
inutilizzabili creati durante la compilazione. Predefinito: #t.
dump-cpu-profilebool
Se bool è #t, scarica l’informazione sui tempi (dipendente dal
sistema). Predefinito: #f.
dump-profilebool
Se bool è #t, scarica l’informazione sulla memoria e il tempo
per ogni file. Predefinito: #f.
dump-signaturesbool
Se bool è #t, scarica le firme dell’output di ogni sistema. Usato
per testare le regressioni. Predefinito: #f.
embed-source-codebool
Se bool è #t, incorpora i file sorgente LilyPond nel documento
PDF generato. Predefinito: #f.
eps-box-paddingnum
Sposta il margine sinistro della cornice EPS dell’output di num
millimetri. Predefinito: f (ovvero nessuna cornice).
font-export-dirstringa
Imposta la directory per esportare i font come file PostScript su stringa.
Predefinito: #f (ovvero directory corrente).
gs-load-fontsbool
Se bool è #t, carica i font attraverso Ghostscript. Questa opzione
fa sì che file di output di LilyPond contengano solo i riferimenti a tutti i
font, che devono essere risolti in font reali in un passaggio successivo di
elaborazione da parte di Ghostscript. Predefinito: #f.
gs-load-lily-fontsbool
Se bool è #t, carica i font LilyPond attraverso Ghostscript.
Questa opzione fa sì che file di output di LilyPond contengano solo i
riferimenti ai suoi font musicali, che devono essere risolti in font reali
in un passaggio successivo di elaborazione da parte di Ghostscript. Tutti
gli altri font sono generati normalmente. Predefinito: #f.
gs-never-embed-fontsbool
Se bool è #t, fa sì che Ghostscript incorpori solo i font TrueType
e nessun altro formato per font. Predefinito: #f.
guibool
Se bool è #t, esegue LilyPond senza stampare messaggi e redirige
tutto l’output in un file di log.
Predefinito: #f.
Nota per gli utenti Windows: per impostazione predefinita, ‘lilypond.exe’ stampa tutta l’informazione sull’avanzamento nella finestra dei comandi, mentre ‘lilypond-windows.exe’ non lo fa e riporta un prompt, privo di informazioni sull’avanzamento, subito nella linea di comando. L’opzione ‘-dgui’ può essere usata in questo caso per redirigere l’output in un file di log.
helpbool
Se bool è #t, mostra questo aiuto. Predefinito: #f.
include-book-title-previewbool
Se bool è #t, include i titoli dei libri nelle immagini di
anteprima. Predefinito: #t.
include-eps-fontsbool
Se bool è #t, include i font in file EPS con sistemi separati.
Predefinito: #t.
include-settingsstringa
Include il file stringa per le impostazioni globali, che viene incluso
prima che la partitura sia elaborata.
Predefinito: #f (ovvero nessun file per le impostazioni globali).
job-countnum
Elabora in parallelo, usando num lavori.
Predefinito: #f (ovvero nessuna elaborazione in parallelo).
log-filestring
Redirige l’output nel file di log ‘stringa.log’.
Predefinito: #f (ovvero nessun file di log).
max-markup-depthnum
Imposta la massima profondità per la struttura del blocco markup sul valore
num. Se un blocco markup ha più livelli, assume che non terminerà da
solo, stampa un avviso e restituisce al suo posto un markup vuoto.
Predefinito: 1024.
midi-extensionstring
Imposta l’estensione predefinita per il file MIDI su ‘.stringa’.
Predefinito: "midi".
music-strings-to-pathsbool
Se bool è #t, converte le stringhe di testo in percorsi quando
i glifi appartengono a un font musicale.
Predefinito: #f.
paper-sizestringa-tra-virgolette
Imposta la dimensione predefinita del foglio su stringa-tra-virgolette.
Nota che la stringa deve essere racchiusa tra virgolette precedute dal segno
di escape. Predefinito: "\"a4\"".
pixmap-formatsimbolo
Imposta il formato di output di Ghostscript per le immagini raster su
simbolo. Predefinito: png16m.
point-and-clickbool
Se bool è #t, aggiunge i collegamenti “punta e clicca”
all’output PDF e SVG. Si veda Punta e clicca.
Predefinito: #t.
previewbool
Se bool è #t, crea immagini di anteprima oltre al normale output.
Predefinito: #f.
Questa opzione è supportata da tutti i backend (pdf, png,
ps, eps e svg, eccetto scm. Per un file di
input chiamato file e backend formato, genera un file di
output dal nome ‘file.preview.formato’, contenente
i titoli e il primo sistema. Se vengono usati i blocchi \book o
\bookpart, i titoli di \book, \bookpart o \score
appariranno nell’output, incluso il primo sistema di ogni blocco \score
se la variabile print-all-headers di \paper è impostata
su #t.
Per impedire il normale output, si usano le opzioni ‘-dprint-pages’ o ‘-dno-print-pages’ in base alle proprie esigenze.
print-pagesbool
Se bool è #t, genera le pagine complete.
Predefinito: #t.
L’opzione ‘-dno-print-pages’ è utile in combinazione con ‘-dpreview’ o ‘-dcrop’.
profile-property-accesses boolSe bool è #t, mantiene una statistica delle chiamate di funzione
get_property(). Predefinito: #f.
protected-scheme-parsing boolSe bool è #t, continua finché l’analizzatore non coglie degli
errori nel codice Scheme interno al file di input. Se impostato su #f,
in caso di errore si ferma e mostra la traccia di stack.
Predefinito: #t.
read-file-list stringaUsa il file stringa che contiene un elenco di file di input da
elaborare.
Predefinito: #f (ovvero nessun file con l’elenco di input).
relative-includesbool
Quando elabora un comando \include, cerca il file incluso in posizione
relativa al file corrente se bool è #t. Se impostato su
#f, cerca il file relativo al file root.
Predefinito: #f.
resolutionnum
Imposta la risoluzione per generare immagini PNG su num dpi.
Predefinito: 101.
safebool
Se bool è #t, non si fida dell’input nel file ‘.ly’.
Predefinito: #f.
Quando la formattazione di LilyPond viene messa a disposizione tramite un server
web, si DEVE passare l’opzione -dsafe o l’opzione ‘--jail’.
L’opzione -dsafe impedisce che il codice Scheme presente nell’input
possa fare uno scempio,
% troppo pericoloso per scriverlo correttamente
#(s ystem "rm -rf /")
% malvagio ma non distruttivo
{ c4^$(ly:gulp-file "/etc/passwd") }
|
L’opzione ‘-dsafe’ serve a valutare le espressioni Scheme presenti nell’input in uno speciale modulo di sicurezza. Questo modulo di sicurezza è derivato dal modulo GUILE ‘safe-r5rs’, ma aggiunge alcune funzioni del LilyPond API. Queste funzioni sono elencate in ‘scm/safe-lily.scm’.
Inoltre, la modalità sicura non permette le direttive \include e
disabilita l’uso del backslash nelle stringhe TeX. In modalità sicura,
non è possibile importare le variabili di LilyPond in Scheme.
L’opzione ‘-dsafe’ non rileva il sovrautilizzo di risorse. È ancora possibile far sì che il programma rimanga in sospeso per un tempo indefinito, ad esempio alimentando il backend con strutture di dati cicliche. Dunque se si vuole usare LilyPond su un server web pubblicamente accessibile, si deve limitare il processo nell’uso della CPU e della memoria.
La modalità sicura bloccherà la compilazione di molti utili frammenti di codice LilyPond.
L’opzione ‘--jail’ è un’alternativa più sicura, ma richiede più lavoro per configurarla. Si veda Opzioni di base della linea di comando per LilyPond.
separate-log-filesbool
Per i file di input ‘file1.ly’, ‘file2.ly’, …, salva i dati di
log nei file ‘file1.log’, ‘file2.log’, …, se bool è
#t.
Predefinito: #f.
show-available-fontsbool
Se bool è #t, elenca i nomi di font disponibili così come li
consegna la libreria fontconfig. In fondo a questo elenco LilyPond mostra
le impostazioni di configurazione di fontconfig.
Predefinito: #f.
strict-infinity-checkingbool
Se bool è #t, forza il blocco di lilypond quando si
incontrano eccezioni Inf e NaN sui numeri in virgola mobile.
Predefinito: #f.
strip-output-dirbool
Se bool è #t, non usa le directory dei percorsi dei file di input
per costruire i nomi dei file di output.
Predefinito: #t.
strokeadjustbool
Se bool è #t, forza l’aggiustamento del tratto da parte di
PostScript. Questa opzione è utile quando il PDF è generato dall’output
PostScript (l’aggiustamento del tratto di solito è abilitato automaticamente
per gli strumenti bitmap a bassa risoluzione). Senza questa opzione, i
lettori PDF tendono a produrre larghezze dei gambi molto variabili alle
risoluzioni tipiche dei monitor. Tuttavia l’opzione non produce effetti
visibili sulla qualità di stampa e causa un notevole aumento della
dimensione dei file PDF.
Predefinito: #f.
svg-woffbool
Questa opzione è richiesta se si usano i file del formato per font Web Open
Font Format (WOFF) col backend svg. Se bool è #t, viene
creato un singolo file SVG per ogni pagina di output. Eccetto i glifi
musicali di LilyPond, nessun altro tipo di carattere verrà incorporato nel
file. Dunque qualsiasi lettore SVG dovrà avere accesso ai tipi di carattere
per rendere in modo adeguato il testo. Si raccomanda di non usare gli
“alias” o le “liste” dei tipi di carattere se il lettore SVG non è
in grado di gestirli.
Predefinito: #f.
trace-memory-frequencybool
Se bool è #t, registra molte volte al secondo l’uso delle celle
da parte di Scheme. Per il file di input ‘pippo.ly’, salva i risultati
in ‘pippo.stacks’ e ‘pippo.graph’.
Predefinito: #f.
trace-scheme-coveragebool
Se bool è #t, registra la copertura dei file Scheme. Per il file
di input ‘pippo.ly’, fa ciò nel file ‘pippo.cov’.
Predefinito: #f.
verboseLivello di verbosità. Questa è un’opzione di sola lettura; la sua impostazione non ha effetto.
warning-as-errorbool
Se bool è #t, trasforma tutti i messaggi di avviso e di
“errore di programmazione” in errori.
Predefinito: #f.
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@translationof Environment variables
lilypond riconosce le seguenti variabili d’ambiente:
LILYPOND_DATADIRSpecifica la directory predefinita in cui saranno cercati i messaggi della localizzazione e i file di dati. Questa directory deve contenere sottodirectory chiamate ‘ly/’, ‘ps/’, ‘tex/’, etc.
LANGDetermina la lingua per i messaggi di avviso.
LILYPOND_LOGLEVELIl livello di log (loglevel) predefinito. Se LilyPond viene chiamato senza un livello di log esplicito (ovvero senza l’opzione ‘--loglevel’ della linea di comando), viene usato questo valore.
LILYPOND_GC_YIELDUna variabile, in forma di percentuale, che regola il modo in cui viene gestita
la memoria. Con valori più alti il programma usa più memoria, con valori
più bassi usa più tempo della CPU. Il valore predefinito è 70.
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@translationof LilyPond in chroot jail
Configurare un server perché esegua LilyPond in una gabbia chroot è un lavoro
complesso. La procedura è spiegata sotto. Gli esempi si riferiscono a
Ubuntu GNU/Linux e potrebbero richiedere l’uso di sudo in alcune situazioni.
lily:
adduser lily |
Questo comando creerà anche un nuovo gruppo per l’utente lily, e una
cartella home,
/home/lily
lily crea un file da usare come
filesystem separato:
dd if=/dev/zero of=/home/lily/loopfile bs=1k count= 200000 |
In questo esempio è stato creato un file di 200MB da usare come filesystem della gabbia.
lily:
mkdir /mnt/lilyloop losetup /dev/loop0 /home/lily/loopfile mkfs -t ext3 /dev/loop0 200000 mount -t ext3 /dev/loop0 /mnt/lilyloop mkdir /mnt/lilyloop/lilyhome chown lily /mnt/lilyloop/lilyhome |
/mnt/lilyloop
e DIR sarà /lilyhome.
Puoi usare sed per creare i comandi di copia necessari per un certo
eseguibile:
for i in "/usr/local/lilypond/usr/bin/lilypond" "/bin/sh" "/usr/bin/; \
do ldd $i | sed 's/.*=> \/\(.*\/\)\([^(]*\).*/mkdir -p \1 \&\& \
cp -L \/\1\2 \1\2/' | sed 's/\t\/\(.*\/\)\(.*\) (.*)$/mkdir -p \
\1 \&\& cp -L \/\1\2 \1\2/' | sed '/.*=>.*/d'; done
|
#!/bin/sh
## Impostazioni predefinite
username=lily
home=/home
loopdevice=/dev/loop0
jaildir=/mnt/lilyloop
# Il prefisso (senza la barra iniziale!)
lilyprefix=usr/local
# La directory di sistema in cui è installato lilypond
lilydir=/$lilyprefix/lilypond/
userhome=$home/$username
loopfile=$userhome/loopfile
adduser $username
dd if=/dev/zero of=$loopfile bs=1k count=200000
mkdir $jaildir
losetup $loopdevice $loopfile
mkfs -t ext3 $loopdevice 200000
mount -t ext3 $loopdevice $jaildir
mkdir $jaildir/lilyhome
chown $username $jaildir/lilyhome
cd $jaildir
mkdir -p bin usr/bin usr/share usr/lib usr/share/fonts $lilyprefix tmp
chmod a+w tmp
cp -r -L $lilydir $lilyprefix
cp -L /bin/sh /bin/rm bin
cp -L /usr/bin/convert /usr/bin/gs usr/bin
cp -L /usr/share/fonts/truetype usr/share/fonts
# Ora la magica ricopiatura della libreria
for i in "$lilydir/usr/bin/lilypond" "$lilydir/usr/bin/guile" "/bin/sh" \
"/bin/rm" "/usr/bin/gs" "/usr/bin/convert"; do ldd $i | sed 's/.*=> \
\/\(.*\/\)\([^(]*\).*/mkdir -p \1 \&\& cp -L \/\1\2 \1\2/' | sed \
's/\t\/\(.*\/\)\(.*\) (.*)$/mkdir -p \1 \&\& cp -L \/\1\2 \1\2/' \
| sed '/.*=>.*/d'; done | sh -s
# I file condivisi per Ghostscript...
cp -L -r /usr/share/ghostscript usr/share
# I file condivisi per ImageMagick
cp -L -r /usr/lib/ImageMagick* usr/lib
### Ora, assumendo di avere test.ly in /mnt/lilyloop/lilyhome,
### si dovrebbe poter eseguire:
### Nota che /$lilyprefix/bin/lilypond è uno script, che imposta la variabile
### LD_LIBRARY_PATH - questo è cruciale
/$lilyprefix/bin/lilypond -jlily,lily,/mnt/lilyloop,/lilyhome test.ly
|
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@translationof Error messages
Quando si compila un file possono apparire vari messaggi di errore:
Qualcosa appare sospetto. Se stai cercando di fare qualcosa di insolito allora comprenderai il messaggio e potrai ignorarlo. Tuttavia di solito i messaggi di avvertimento indicano che il file di input ha qualcosa che non va.
C’è qualcosa di assolutamente sbagliato. Il passo attualmente in elaborazione (analisi, interpretazione o formattazione) verrà completato, ma il passo successivo verrà saltato.
C’è qualcosa di assolutamente sbagliato e LilyPond non può continuare. Questo accade raramente. La causa più comune è un’errata installazione dei tipi di carattere.
Gli errori che capitano mentre si esegue del codice Scheme sono individuati
dall’interprete Scheme. Se si esegue con l’opzione di prolissità (-V o
‘--verbose’), viene stampata una traccia della chiamata di funzione
responsabile dell’errore.
Si è verificata una qualche incongruenza interna. Questi messaggi di errore servono ad aiutare programmatori e debugger. Di solito si possono ignorare. Talvolta sono talmente numerosi da nascondere il resto dell’output.
Segnala un serio errore di programmazione che ha mandato in crash il programma. Questi errori sono considerati critici. Se ti imbatti in un errore simile, invia una segnalazione di errore.
Se gli avvertimenti e gli errori possono essere collegati a una parte specifica del file di input, i messaggi di errore hanno la seguente forma
file:riga:colonna: messaggio riga di input responsabile dell'errore |
Nella riga responsabile si inserisce un a capo per indicare la colonna in cui è stato trovato l’errore. Ad esempio,
test.ly:2:19: error: not a duration: 5
{ c'4 e'
5 g' }
|
Queste posizioni indicano il punto in cui LilyPond ritiene più probabile che siano apparsi l’avvertimento o l’errore, ma (per loro stessa natura) avvertimenti ed errori capitano quando succede qualcosa di imprevisto. Se non riesci a vedere un errore nella riga suggerita, prova a controllare una o due righe sopra la posizione indicata.
Attenzione: l’analisi degli errori è sempre attivata nel corso dei vari passaggi di elaborazione. Per esempio, se ci sono parti di input che sono elaborati varie volte (es: per produrre l’output midi e quello grafico) oppure se viene usata la stessa variabile musicale in vari contesti, potrebbe apparire lo stesso messaggio molteplici volte. Anche la diagnosi eseguita in uno degli ‘ultimi’ passaggi (es: controlli di battuta) può apparire varie volte.
Maggiori informazioni sugli errori si trovano in Errori comuni.
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@translationof Common errors
Le condizioni di errore descritte di seguito capitano spesso, ma la causa non è ovvia né facile da trovare. Una volta che sono state individuate e comprese, è facile gestirle.
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@translationof Music runs off the page
Se la musica esce dalla pagina al di là del margine destro o appare eccessivamente compressa, quasi sempre è dovuto all’inserimento di una durata errata di una nota, che fa sì che l’ultima nota di una misura si estenda oltre la barra di divisione. Non è sbagliato se la nota finale di una misura non termina entro la barra di divisione inserita automaticamente, perché semplicemente si assume che la nota continui nella misura successiva. Ma se si presenta una lunga sequenza di misure simili, la musica può apparire compressa o può uscire dalla pagina perché gli a capo automatici possono essere inseriti soltanto alla fine di misure complete, ovvero quando tutte le note finiscono prima o alla fine della misura.
Nota: Una durata sbagliata può inibire l’interruzione di linea, portando a una linea di musica estremamente compressa o a musica che esce dalla pagina.
La durata errata può essere trovata facilmente se si usano i controlli di battuta, si veda (notation-big-page)Controlli di battuta e del numero di battuta section ‘Controlli di battuta e del numero di battuta’ in Guida alla Notazione.
Se si vuole davvero ottenere una serie di tali misure sovrapposte bisogna inserire una barra di divisione invisibile nel punto in cui si desidera l’interruzione di linea. Per i dettagli si veda (notation-big-page)Stanghette section ‘Stanghette’ in Guida alla Notazione.
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@translationof An extra staff appears
Se i contesti non sono creati esplicitamente con \new o
\context, saranno creati senza avviso appena si incontra
un comando che non può essere applicato a un contesto
esistente. Nelle partiture semplici la creazione automatica dei contesti
è utile: infatti la maggior parte degli esempi nei manuali LilyPond sfrutta
questa semplificazione. Talvolta, però, la creazione silenziosa di contesti
può causare la comparsa di nuovi righi o partiture non desiderate. Ad esempio,
si potrebbe pensare che il seguente codice colori di rosso tutte le teste
delle note nel rigo, ma in realtà produce due righi, di cui il più basso
conserva il colore nero predefinito per le teste delle note.
\override Staff.NoteHead.color = #red \new Staff { a' }
Questo accade perché non esiste un contesto Staff quando viene
elaborata l’istruzione di override, quindi ne viene implicitamente creato uno e
l’override viene applicato ad esso. Ma poi il comando \new Staff crea
un altro rigo separato nel quale vengono inserite le note. Il codice
corretto per colorare le teste di tutte le note è
\new Staff { \override Staff.NoteHead.color = #red a' }
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@translationof Error message Unbound variable %
Questo messaggio di errore comparirà in fondo alla console di output o nel file di log insieme al messaggio “GUILE signalled an error …” ogni volta che viene chiamata una routine di Scheme che contenga (erroneamente) un commento LilyPond invece di un commento Scheme.
I commenti LilyPond iniziano con un segno di percentuale, (%), e non
devono essere usati all’interno delle routine di Scheme. I commenti Scheme
iniziano con un punto e virgola, (;).
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@translationof Error message FT_Get_Glyph_Name
Questo messaggio di errore compare nella console di output o nel file di log file se un file di input contiene un carattere non-ASCII e non è stato salvato nella codifica UTF-8. Per dettagli si veda (notation-big-page)Codifica del testo section ‘Codifica del testo’ in Guida alla Notazione.
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@translationof Warning staff affinities should only decrease
Questo avvertimento può apparire se non ci sono dei righi nell’output,
ad esempio se ci sono solo un contesto ChordName e un
contesto Lyrics, come in un lead sheet. Si possono evitare questi
messaggi di avvertimento facendo in modo che uno dei contesti si comporti
come un rigo inserendo
\override VerticalAxisGroup.staff-affinity = ##f |
all’inizio del contesto. Per dettagli si veda “Spacing of non-staff lines” in (notation-big-page)Spaziatura verticale flessibile all’interno dei sistemi section ‘Spaziatura verticale flessibile all'interno dei sistemi’ in Guida alla Notazione.
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\new inaspettato@translationof Error message unexpected new
Un blocco \score deve contenere una singola espressione musicale.
Se invece contiene vari \new Staff, \new StaffGroup o simili
contesti introdotti con \new senza che questi siano racchiusi tra
parentesi graffe, { … }, o doppie parentesi uncinate, << … >>,
ovvero così:
\score {
% Invalido! Genera l'errore: errore di sintassi, \new inaspettato
\new Staff { … }
\new Staff { … }
}
|
verrà generato questo messaggio di errore.
Per evitare l’errore, è sufficiente racchiudere tutti i blocchi \new tra
parentesi graffe o doppie parentesi uncinate.
Se si usano le parentesi graffe, i blocchi \new appariranno in
modo sequenziale:
\score { { \new Staff { a' a' a' a' } \new Staff { g' g' g' g' } } }
ma è più probabile che si debbano usare le doppie parentesi uncinate in modo che i nuovi righi siano avviati in parallelo, ovvero contemporaneamente:
\score { << \new Staff { a' a' a' a' } \new Staff { g' g' g' g' } >> }
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@translationof Warning this voice needs a voiceXx or shiftXx setting
Se note appartenenti a due voci diverse con gambi nella stessa direzione si trovano nello stesso momento musicale, e per le voci non è stato specificato alcun spostamento, quando si compila il file apparirà il messaggio di avviso ‘avviso: questa voce ha bisogno di un'impostazione \voiceXx o \shiftXx’. Tale avviso apparirà anche quando le note non hanno gambi visibili, come nel caso delle semibrevi, se i gambi di note più brevi della stessa altezza sono nella stessa direzione.
Ricorda che la direzione del gambo, a meno che non sia specificata, per
esempio tramite \voiceOne, etc., dipende dalla posizione della
nota sul rigo. Dunque se la direzione del gambo non è specificata, l’avviso
apparirà solo quando i gambi si trovano nella stessa direzione, ovvero
quando le note si trovano nella stessa metà del rigo.
Si possono evitare questi avvisi mettendo le note in voci in cui siano
indicate le direzioni dei gambi e gli spostamenti, per esempio usando
\voiceOne, etc.
Le note delle voci con un numero maggiore di due, \voiceThree etc., sono
spostate automaticamente per avitare la collisione tra colonne di note. Ciò
causa uno spostamento visibile delle note con gambo, mentre le semibrevi
non sono spostate visibilmente, a meno che non si verifichi una reale collisione
tra teste di nota oppure quando le voci si incrociano rispetto al loro ordine
naturale (quando le note di \voiceThree sono più alte di quelle di
\voiceOne, etc.)
Manuale di apprendimento: (learning-big-page)Definire esplicitamente le voci section ‘Definire esplicitamente le voci’ in Manuale di Apprendimento, (learning-big-page)Esempio musicale section ‘Esempio musicale’ in Manuale di Apprendimento.
Guida alla notazione: (notation-big-page)Polifonia su un solo rigo section ‘Polifonia su un solo rigo’ in Guida alla Notazione, (notation-big-page)Risoluzione delle collisioni section ‘Risoluzione delle collisioni’ in Guida alla Notazione.
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convert-ly@translationof Updating files with convert-ly
Via via che LilyPond migliora, la sintassi (il linguaggio di input) di alcuni comandi e funzioni può cambiare. Ciò può causare errori imprevisti, avvisi e perfino output errato se i file di input, creati in precedenza per versioni più vecchie, vengono usati con versioni più recenti.
Per superare questo problema, si può usare il comando convert-ly per
aggiornare questi file di input più vecchi alla nuova sintassi.
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@translationof Why does the syntax change?
Le modifiche della sintassi di solito servono a rendere l’input più facile sia da leggere che da scrivere e talvolta ad aggiungere a LilyPond nuove funzionalità o miglioramenti di funzioni esistenti.
Ecco un esempio reale:
Tutti i nomi delle proprietà di \paper e \layout dovrebbero essere
scritte nella forma primo-secondo-terzo. Tuttavia, nella versione 2.11.60
è emerso che la proprietà printallheaders non seguiva questa convenzione.
Questa proprietà doveva essere lasciata così come era (confondendo i nuovi
utenti con un formato di input incoerente), o doveva essere cambiata
(disturbando i vecchi utenti con file di input già scritti)?
Fu deciso di cambiare il nome della proprietà in print-all-headers, e
tramite il comando convert-ly i vecchi utenti avevano a disposizione
uno strumento per aggiornare automaticamente i propri file di input.
Tuttavia il comando convert-ly non è sempre in grado di gestire tutti
i cambiamenti di sintassi. Nelle versioni di LilyPond precedenti la versione
2.4.2, gli accenti e i caratteri non inglesi venivano inseriti con la notazione
standard di LaTeX. Per esempio, per inserire la parola francese che significa
‘Natale’ si usava No\"el. Ma nelle versioni successive di LilyPond, il
carattere speciale ë deve essere inserito direttamente come carattere
UTF-8. Il comando convert-ly non può sostituire i caratteri speciali
di LaTeX con i rispettivi caratteri UTF-8, dunque è necessario aggiornare a mano
i vecchi file di input di LilyPond.
Le regole di conversione del comando convert-ly si basano sulla ricerca
e sostituzione di parole chiave (piuttosto che su una completa ‘comprensione’
del contesto di ciò che sta cambiando in un certo file di input). Ciò comporta
varie conseguenze:
convert-ly tendono spesso
a dare per scontato certe forme stilistiche. Seguire lo stile di input usato
nei manuali di LilyPond è dunque la via più sicura per aggiornamenti indolori,
soprattutto perché gli esempi dei manuali stessi sono tutti aggiornati col
comando convert-ly.
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convert-ly@translationof Invoking convert-ly
Il comando convert-ly usa il numero specificato da \version nel
file di input per determinare versioni precedenti. Nella maggior parte dei casi
per aggiornare il file di input è sufficiente eseguire:
convert-ly -e miofile.ly |
nella directory che contiene il file di input. Questo comando aggiornerà
‘miofile.ly’ e preserverà il file originale rinominandolo
‘miofile.ly~’. Verrà modificato anche il numero di \version
nel file di input aggiornato, insieme agli aggiornamenti di sintassi
richiesti.
Dopo averlo lanciato, il comando convert-ly elencherà i numeri di
versione per i quali sono state eseguite le conversioni. Se non vengono
elencati dei numeri di versione il file è già aggiornato e utilizza la sintassi
LilyPond più recente.
Nota: Per ogni nuova versione di LilyPond, viene creato un nuovo
convert-ly, ma non tutte le versioni di LilyPond necessitano
di cambi di sintassi per i propri file di input creati da una versione
precedente. Ciò significa che il comando convert-ly converterà
i file di input solo fino all’ultimo cambio di sintassi in suo possesso
e di conseguenza il numero di version nel file di input aggiornato
è talvolta precedente alla versione del comando convert-ly stesso.
Per convertire tutti i file di input in una directory si usa:
convert-ly -e *.ly |
Sia gli utenti Linux che MacOS X possono usare le rispettive applicazioni
del terminale, ma gli utenti MacOS X possono anche eseguire questo comando
direttamente dalla voce di menu Compila > Aggiorna la sintassi.
Un utente Windows deve eseguire il comando:
convert-ly.py -e *.ly |
inserendolo in un prompt dei comandi, che di solito si trova in
Start > Accessori > Prompt dei comandi o, per gli utenti della
versione 8, scrivendo ‘prompt dei comandi’ nella finestra di ricerca.
Per convertire tutti i file di input che si trovano in diverse sottodirectory:
find . -name '*.ly' -exec convert-ly -e '{}' \;
|
Questo esempio cerca e converte tutti i file di input nella directory corrente e in tutte le sue sottodirectory ricorsivamente. I file convertiti saranno salvati nella stessa directory insieme all’originale rinominato. Dovrebbe funzionare anche per gli utenti MacOS X, anche se solo tramite l’applicazione del terminale.
Gli utenti Windows devono usare:
forfiles /s /M *.ly /c "cmd /c convert-ly.py -e @file" |
Altrimenti, si può indicare un percorso esplicito alla cartella che
contiene tutte le sottocartelle con i file di input tramite l’opzione
/p:
forfiles /s /p C:\Documents\MyScores /M *.ly /c "cmd /c convert-ly.py -e @file" |
Tale percorso, se contiene spazi, deve essere racchiuso tra virgolette doppie:
forfiles /s /p "C:\Documents\My Scores" /M *.ly /c "cmd /c convert-ly.py -e @file" |
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convert-ly@translationof Command line options for convert-ly
Il programma viene lanciato in questo modo:
convert-ly [opzione]… nomefile… |
Esistono le seguenti opzioni:
-d, --diff-version-updateaumenta il numero di versione in \version solo se il file è stato
modificato da convert-ly. In questo caso, la dichiarazione di
versione corrisponderà alla versione successiva all’ultimo reale cambiamento.
Il numero di una versione instabile sarà arrotondato al numero della versione
stabile successiva, a meno che ciò non vada oltre il numero di versione
obiettivo. Senza questa opzione, la versione rifletterà l’ultima
conversione tentata.
-e, --editApplica le conversioni direttamente nel file di input, modificando
l’originale. Il file originale viene rinominato ‘nomefile.ly~’. Questo
file di backup può essere un file nascosto in alcuni sistemi operativi.
Altrimenti, se si desidera specificare un nome diverso per il file
aggiornato senza usare il predefinito ~ dell’opzione -e
appeso al vecchio file di input, si può usare la redirezione dell’output:
convert-ly miofile.ly > mionuovofile.ly |
Gli utenti Windows devono usare:
convert-ly.py miofile.ly > mionuovofile.ly |
-b, --backup-numberedSe usato insieme all’opzione ‘-e’, aggiunge un numero al nome dei file di backup, in modo da non sovrascrivere i backup precedenti. I file di backup possono essere nascosti in alcuni sistemi operativi.
-f, --from=from-patchlevelImposta la versione da cui convertire. Se non viene impostata, convert-ly
la ricaverà dalla stringa \version presente nel file.
Esempio: ‘--from=2.10.25’
-h, --helpMostra la schermata di aiuto.
-l loglevel, --loglevel=loglevelImposta la verbosità dell’output su loglevel. I valori possibili, in
caratteri maiuscoli, sono PROGRESS (predefinito), NONE,
WARNING, ERROR e DEBUG.
-n, --no-versionNormalmente convert-ly aggiunge un indicatore \version
nell’output. Questa opzione lo impedisce.
-s, --show-rulesMostra tutte le conversioni conosciute ed esce.
-t, --to=to-patchlevelImposta esplicitamente la versione obiettivo della conversione, altrimenti viene usato il valore più recente. Deve essere maggiore della versione iniziale.
convert-ly --to=2.14.1 miofile.ly |
Per aggiornare i frammenti LilyPond presenti nei file texinfo, si usa
convert-ly --from=… --to=… --no-version *.itely |
Per vedere i cambiamenti della sintassi di LilyPond tra due versioni, si usa
convert-ly --from=… --to=… -s |
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convert-ly@translationof Problems running convert-ly
Quando si esegue convert-ly in una finestra del Prompt dei comandi in Windows su un file il cui nome o percorso contengano degli spazi, è necessario includere tutto il nome del file di input con tre (!) virgolette doppie:
convert-ly """D:/Mie Partiture/Ode.ly""" > "D:/Mie Partiture/new Ode.ly" |
Se il semplice comando convert-ly -e *.ly non funziona perché la
linea di comando espansa diventa troppo lunga, si può inserire il comando
convert-ly in un loop. Questo esempio per UNIX
aggiornerà tutti i file ‘.ly’ nella directory corrente
for f in *.ly; do convert-ly -e $f; done; |
Nella finestra del Prompt dei comandi di Windows il comando corrispondente è
for %x in (*.ly) do convert-ly -e """%x""" |
Non vengono gestiti tutti i cambiamenti del linguaggio. Si può specificare solo un’opzione di output. È piuttosto improbabile che si aggiornino automaticamente il codice scheme e le interfacce di Scheme di LilyPond; tieniti pronto a correggere a mano il codice Scheme.
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@translationof Manual conversions
In teoria, un programma come convert-ly potrebbe gestire qualsiasi
cambiamento di sintassi. Dopo tutto, un programma per computer interpreta
la vecchia versione e la nuova versione, quindi un altro programma
può tradurre un file in un altro(2).
Tuttavia il progetto LilyPond ha risorse limitate: non tutte le conversioni sono compiute automaticamente. Di seguito è riportato l’elenco dei problemi noti.
1.6->2.0:
Doesn't always convert figured bass correctly, specifically things like {<
>}. Mats' comment on working around this:
To be able to run convert-ly
on it, I first replaced all occurrences of '{<' to some dummy like '{#'
and similarly I replaced '>}' with '&}'. After the conversion, I could
then change back from '{ #' to '{ <' and from '& }' to '> }'.
Doesn't convert all text markup correctly. In the old markup syntax,
it was possible to group a number of markup commands together within
parentheses, e.g.
-#'((bold italic) "string")
This will incorrectly be converted into
-\markup{{\bold italic} "string"}
instead of the correct
-\markup{\bold \italic "string"}
2.0->2.2:
Doesn't handle \partCombine
Doesn't do \addlyrics => \lyricsto, this breaks some scores with multiple
stanzas.
2.0->2.4:
\magnify isn't changed to \fontsize.
- \magnify #m => \fontsize #f, where f = 6ln(m)/ln(2)
remove-tag isn't changed.
- \applyMusic #(remove-tag '. . .) => \keepWithTag #'. . .
first-page-number isn't changed.
- first-page-number no => print-first-page-number = ##f
Line breaks in header strings aren't converted.
- \\\\ as line break in \header strings => \markup \center-align <
"First Line" "Second Line" >
Crescendo and decrescendo terminators aren't converted.
- \rced => \!
- \rc => \!
2.2->2.4:
\turnOff (used in \set Staff.VoltaBracket = \turnOff) is not properly
converted.
2.4.2->2.5.9
\markup{ \center-align <{ ... }> } should be converted to:
\markup{ \center-align {\line { ... }} }
but now, \line is missing.
2.4->2.6
Special LaTeX characters such as $~$ in text are not converted to UTF8.
2.8
\score{} must now begin with a music expression. Anything else
(particularly \header{}) must come after the music.
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@translationof Writing code to support multiple versions
In alcuni casi, in particolare quando si scrive codice destinato a funzionare
come libreria, è opportuno far sì che supporti molteplici versioni di
LilyPond nonostante le modifiche della sintassi. Per farlo si possono
avvolgere porzioni alternative di codice in espressioni condizionali che
dipendono dalla versione di LilyPond attualmente eseguita. La funzione
Scheme ly:version? prevede un operatore di confronto op
e una versione di riferimento ver passata come elenco di interi di
massimo tre elementi. Gli elementi mancanti vengono ignorati, quindi
'(2 20) equivale a qualsiasi versione della serie di versioni
2.20. Sono possibili costrutti come il seguente:
#(cond ((ly:version? > '(2 20)) (ly:message "Questo è il codice da eseguire per LilyPond 2.20 o successivi")) ((ly:version? = '(2 19 57)) (ly:message "Questo verrà eseguito soltanto con LilyPond 2.19.57")) (else (ly:message "Questo verrà eseguito con qualsiasi altra versione")))
Solitamente questa funzione viene integrata nelle funzioni di una libreria, per consentire l’uso di sintassi alternativa, ma è anche possibile usare il confronto direttamente nell’input musicale, come nell’esempio seguente:
{
c' d' e' f'
#(if (ly:version? = '(2 21))
#{ \override NoteHead.color = #red #}
#{ \override NoteHead.color = #blue #})
g' a' b' c''
}
Nota: Questa funzione è stata introdotta in LilyPond 2.19.57, dunque non è possibile fare confronti usando versioni precedenti.
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lilypond-bookSe si desidera aggiungere a un documento illustrazioni musicali, si può semplicemente fare nello stesso modo in cui si farebbe con altri tipi di immagini: prima si creano le immagini separatamente, in formato PostScript o PNG, poi le si includono in un documento LaTeX o HTML.
lilypond-book offre la possibilità di automatizzare tale procedimento: questo
programma estrae i frammenti musicali dal documento, esegue lilypond
su di essi e crea un nuovo documento contenente le illustrazioni musicali così
ottenute. Le definizioni relative alla larghezza del rigo e alle dimensioni
dei caratteri vengono regolate per adeguarsi alla formattazione del documento.
Si tratta di un programma separato da lilypond e viene lanciato
dalla linea di comando; per maggiori informazioni, si veda
Uso da linea di comando. In caso di problemi nell’eseguire
lilypond-book da linea di comando su Windows o Mac OS X, si veda
(web-big-page)Windows section ‘Windows’ in Informazioni Generali o
(web-big-page)MacOS X section ‘MacOS X’ in Informazioni Generali.
Questo procedimento può essere applicato ai documenti LaTeX, HTML, Texinfo o DocBook.
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@translationof An example of a musicological document
Alcuni testi contengono degli esempi musicali: si tratta di trattati musicologici, canzonieri o manuali come questo. È possibile crearli a mano, semplicemente importando un’immagine PostScript nell’elaboratore di testo. Tuttavia esiste una procedura automatizzata che permette di ridurre il carico di lavoro richiesto dai documenti in formato HTML, LaTeX, Texinfo e DocBook.
Uno script chiamato lilypond-book estrarrà i frammenti musicali, li
formatterà e restituirà la notazione risultante. Ecco un piccolo esempio
da usare con LaTeX. L’esempio contiene anche del testo esplicativo,
dunque non è necessario entrare nei dettagli.
\documentclass[a4paper]{article}
\begin{document}
I documenti per \verb+lilypond-book+ possono combinare liberamente musica e testo.
Ad esempio,
\begin{lilypond}
\relative {
c'2 e2 \tuplet 3/2 { f8 a b } a2 e4
}
\end{lilypond}
Le opzioni vengono specificate tra parentesi quadre.
\begin{lilypond}[fragment,quote,staffsize=26,verbatim]
c'4 f16
\end{lilypond}
Se l'esempio è più grande, è possibile metterlo in un file separato e inserirlo
con \verb+\lilypondfile+.
\lilypondfile[quote,noindent]{screech-and-boink.ly}
(Se vuoi provare, sostituisci @file{screech-and-boink.ly} con qualsiasi file @file{.ly}
che si trovi nella stessa directory di questo file.)
\end{document}
Salva il codice precedente in un file chiamato ‘lilybook.lytex’, quindi esegui in un terminale
lilypond-book --output=out --pdf lilybook.lytex
lilypond-book (GNU LilyPond) 2.21.3
Lettura di lilybook.lytex...
…tagliato molto output…
Compilazione di lilybook.tex...
cd out
pdflatex lilybook.tex
…tagliato molto output…
xpdf lilybook.pdf
(sostituisci |
L’esecuzione di lilypond-book e pdflatex crea molti file
temporanei e questo potrebbe rendere disordinata la directory di lavoro. Per
ovviare a questo inconveniente, è consigliabile usare l’opzione --output=dir. In questo
modo i file verranno salvati in una sottodirectory ‘dir’ separata.
Infine ecco il risultato dell’esempio in LaTeX.(3) Si conclude qui la parte di tutorial.
I documenti per lilypond-book possono combinare liberamente musica
e testo. Ad esempio,
Le opzioni vengono specificate tra parentesi quadre.
c'4 f16
Se l’esempio è più grande, è possibile riportarlo in un file a parte e inserirlo con \verb+\lilypondfile+.
Perché sia visibile la tagline, predefinita o personalizzata, l’intero
frammento deve essere compreso in un costrutto \book { }.
\book{
\header{
title = "Una scala in LilyPond"
}
\relative {
c' d e f g a b c
}
}
|
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@translationof Integrating music and text
Questa sezione spiega come integrare LilyPond in vari formati di output.
| 3.2.1 LaTeX | ||
| 3.2.2 Texinfo | ||
| 3.2.3 HTML | ||
| 3.2.4 DocBook |
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LaTeX costituisce lo standard de facto per le pubblicazioni nell’ambito delle scienze esatte. Si basa sul motore tipografico TeX, che produce la migliore qualità tipografica possibile.
Si veda The Not So Short Introduction to LaTeX per una panoramica sull’uso di LaTeX.
lilypond-book fornisce i seguenti comandi e ambienti per includere
la musica nei file LaTeX:
\lilypond{…}, dove si può inserire direttamente del
codice lilypond corto
\begin{lilypond}…\end{lilypond}, dove si può inserire
direttamente del codice lilypond più lungo
\lilypondfile{…} per inserire un file lilypond
\musicxmlfile{…} per inserire un file MusicXML, che
sarà elaborato da musicxml2ly e da lilypond.
Nel file di input, la musica viene specificata con uno dei seguenti comandi:
\begin{lilypond}[le,opzioni,vanno,qui]
CODICE LILYPOND
\end{lilypond}
\lilypond[le,opzioni,vanno,qui]{ CODICE LILYPOND }
\lilypondfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
\musicxmlfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
|
Inoltre, \lilypondversion mostra la versione
di lilypond impiegata.
L’esecuzione di lilypond-book produce un file che può essere
ulteriormente elaborato con LaTeX.
Vediamo alcuni esempi. L’ambiente lilypond
\begin{lilypond}[quote,fragment,staffsize=26]
c' d' e' f' g'2 g'2
\end{lilypond}
|
genera
La versione breve
\lilypond[quote,fragment,staffsize=11]{<c' e' g'>}
|
genera
Attualmente non è possibile includere { o } all’interno di
\lilypond{}, dunque questo comando è utile solo se usato con
l’opzione fragment.
La lunghezza predefinita del rigo musicale sarà regolata in base ai
comandi presenti nel preambolo del documento, ovvero la parte del documento
che precede \begin{document}. Il comando lilypond-book
li invia a LaTeX per definire la larghezza del testo. La larghezza del
rigo nei frammenti musicali è quindi regolato in base alla larghezza del
testo. Si noti che questo algoritmo euristico può fallire facilmente; in
questi casi occorre usare l’opzione line-width nel frammento musicale.
Ogni frammento chiamerà le seguenti macro se sono state definite dall’utente:
\preLilyPondExample prima della musica,
\postLilyPondExample dopo la musica,
\betweenLilyPondSystem[1] tra i sistemi, se
lilypond-book ha diviso il frammento in più file
PostScript. Prende un parametro e riceve
tutti i file già inclusi in questo frammento.
Per impostazione predefinita inserisce semplicemente un \linebreak.
Talvolta si ha necessità di mostrare degli elementi musicali (ad esempio le legature di portamento e di valore) che proseguono dopo la fine del frammento. È possibile inserirli mandando il rigo a capo e impedendo l’inclusione del restante output di LilyPond.
In LaTeX, si definisce \betweenLilyPondSystem in modo tale che
l’inclusione di altri sistemi venga terminata una volta incluso il
numero di sistemi richiesti. Dato che \betweenLilyPondSystem viene
chiamato la prima volta dopo il primo sistema, includere solo il primo
sistema è semplice.
\def\betweenLilyPondSystem#1{\endinput}
\begin{lilypond}[fragment]
c'1\( e'( c'~ \break c' d) e f\)
\end{lilypond}
|
Se serve una maggior quantità di sistemi, occorre usare un condizionale
TeX prima di \endinput. In questo esempio, sostituisci ‘2’ col
numero di sistemi che desideri avere nell’output.
\def\betweenLilyPondSystem#1{
\ifnum#1<2\else\expandafter\endinput\fi
}
|
(Dato che \endinput arresta immediatamente l’elaborazione del file di
input corrente, occorre usare \expandafter per ritardare la chiamata di
\endinput e far sì che avvenga dopo l’esecuzione di \fi, in modo
da bilanciare la condizione \if-\fi.)
Ricorda che la definizione di \betweenLilyPondSystem è
efficace finché TeX esce dal gruppo attuale (ad esempio l’ambiente
LaTeX) o è sovrascritto da un’altra definizione (che vale, in
gran parte dei casi, per il resto del documento). Per reimpostare
la definizione, si scrive
\let\betweenLilyPondSystem\undefined |
nel sorgente LaTeX.
Si potrebbe semplificare la procedura creando una macro TeX
\def\onlyFirstNSystems#1{
\def\betweenLilyPondSystem##1{%
\ifnum##1<#1\else\expandafter\endinput\fi}
}
|
e poi specificando prima di ogni frammento la quantità di sistemi desiderata,
\onlyFirstNSystems{3}
\begin{lilypond}…\end{lilypond}
\onlyFirstNSystems{1}
\begin{lilypond}…\end{lilypond}
|
Esistono opzioni specifiche da linea di comando per lilypond-book e
altri dettagli da conoscere quando si elaborano documenti LaTeX; si veda
Utilizzo di lilypond-book.
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@translationof Texinfo
Texinfo è il formato standard per la documentazione del progetto GNU. Un esempio di documento Texinfo è questo stesso manuale. Le versioni del manuale in formato HTML, PDF e Info vengono generate da un documento Texinfo.
lilypond-book fornisce i seguenti comandi e ambienti per includere
musica nei file Texinfo:
\lilypond{…}, dove si può inserire direttamente del
codice lilypond corto
\begin{lilypond}…\end{lilypond}, dove si può inserire
direttamente del codice lilypond più lungo
\lilypondfile{…} per inserire un file lilypond
\musicxmlfile{…} per inserire un file MusicXML, che
sarà elaborato da musicxml2ly e da lilypond.
Nel file di input, la musica viene specificata con uno dei seguenti comandi
@lilypond[le,opzioni,vanno,qui]
IL TUO CODICE LILYPOND
@end lilypond
@lilypond[le,opzioni,vanno,qui]{ IL TUO CODICE LILYPOND }
@lilypondfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
@musicxmlfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
|
Inoltre, @lilypondversion mostra la versione di
lilypond impiegata.
Quando si esegue lilypond-book su di esso, il risultato è un
file Texinfo (con estensione ‘.texi’) contenente degli elementi @image
per l’HTML, Info e l’output per la stampa. lilypond-book genera le
immagini della musica in formati EPS e PDF per l’utilizzo nell’output per la
stampa e in formato PNG per l’utilizzo nell’output HTML e Info.
Vediamo due piccoli esempi. Un ambiente lilypond
@lilypond[fragment] c' d' e' f' g'2 g' @end lilypond |
genera
La versione breve
@lilypond[fragment,staffsize=11]{<c' e' g'>}
|
genera
Diversamente da LaTeX, @lilypond{…} non genera un’immagine
nel testo. Prende sempre un paragrafo proprio.
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@translationof HTML
lilypond-book fornisce i seguenti comandi e ambienti per includere
musica nei file HTML:
\lilypond{…}, dove si può inserire direttamente del
codice lilypond corto
\begin{lilypond}…\end{lilypond}, dove si può inserire
direttamente del codice lilypond più lungo
\lilypondfile{…} per inserire un file lilypond
\musicxmlfile{…} per inserire un file MusicXML, che
sarà elaborato da musicxml2ly e da lilypond.
Nel file di input, la musica viene specificata con uno dei seguenti comandi:
\begin{lilypond}[le,opzioni,vanno,qui] CODICE LILYPOND \end{lilypond}
\lilypond[le,opzioni,vanno,qui]{ CODICE LILYPOND }
\lilypondfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
\musicxmlfile[le,opzioni,vanno,qui]{nomefile}
<lilypond le opzioni vanno qui> CODICE LILYPOND </lilypond> <lilypond le opzioni vanno qui: CODICE LILYPOND /> <lilypondfile le opzioni vanno qui>nomefile</lilypondfile> <musicxmlfile le opzioni vanno qui>nomefile</musicxmlfile> |
Ad esempio, puoi scrivere
<lilypond fragment relative=2> \key c \minor c4 es g2 </lilypond> |
lilypond-book genera quindi un file HTML con gli elementi appropriati
per le immagini dei frammenti musicali:
Per le immagini in linea, si usa <lilypond … />, dove le opzioni
sono distinte dalla musica attraverso i due punti, ad esempio
Un po' di musica in <lilypond relative=2: a b c/> una linea di testo. |
Per includere file separati, si usa
<lilypondfile opzione1 opzione2 …>filename</lilypondfile> |
<musicxmlfile> usa la stessa sintassi di <lilypondfile>, ma semplicemente
si riferisce a un file MusicXML invece che a un file LilyPond.
Per una lista di opzioni da usare con gli elementi lilypond e
lilypondfile, si veda Opzioni dei frammenti musicali.
Inoltre, <lilypondversion/> mostra la versione di
lilypond impiegata.
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@translationof DocBook
Per inserire frammenti di codice LilyPond è una buona idea mantenere la conformità del documento DocBook, in modo da poter usare gli editor DocBook, la validazione, etc. Quindi non si usano elementi personalizzati, ma si specifica una convenzione basata sugli elementi DocBook standard.
Per inserire un frammento di qualsiasi tipo si usano gli elementi mediaobject
e inlinemediaobject, in modo che il frammento possa essere formattato
in linea o meno. Le opzioni di formattazione del frammento vengono sempre
indicate nella proprietà role dell’elemento più interno (si vedano
le prossime sezioni). Gli elementi sono scelti in modo da permettere agli editor
DocBook di ottenere una formattazione ottimale. I file DocBook da
elaborare con lilypond-book devono avere estensione ‘.lyxml’.
Si tratta del caso più semplice. Bisogna usare l’estensione ‘.ly’ per
il file da includere e inserirlo come uno standard imageobject, con
la seguente struttura:
<mediaobject>
<imageobject>
<imagedata fileref="music1.ly" role="printfilename" />
</imageobject>
</mediaobject>
|
Nota che sei libero di usare mediaobject o inlinemediaobject
come elemento più esterno.
È possibile includere codice LilyPond all’interno di un elemento
programlisting in cui il linguaggio sia impostato su lilypond
e con la seguente struttura:
<inlinemediaobject>
<textobject>
<programlisting language="lilypond" role="fragment verbatim staffsize=16 ragged-right relative=2">
\context Staff \with {
\remove "Time_signature_engraver"
\remove "Clef_engraver"}
{ c4( fis) }
</programlisting>
</textobject>
</inlinemediaobject>
|
Come si vede, l’elemento più esterno è mediaobject o
inlinemediaobject e c’è un textobject che contiene al
suo interno il programlisting.
L’esecuzione di lilypond-book su un file ‘.lyxml’ creerà un
documento DocBook valido con estensione ‘.xml’ che potrà essere
ulteriormente elaborato. Usando
dblatex, creerà automaticamente un file
PDF da questo documento. Per generare l’HTML (HTML Help,
JavaHelp etc.) si possono usare i fogli di stile DocBook XSL ufficiali;
tuttavia è possibile che sia necessario modificarli un po’.
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@translationof Music fragment options
Nelle pagine che seguono, per ‘comando LilyPond’ si intende un qualsiasi
comando descritto nelle sezioni precedenti che sia gestito da lilypond-book
per produrre un frammento musicale. Per semplicità, i comandi LilyPond vengono
mostrati soltanto nella sintassi LaTeX.
Nota che la stringa delle opzioni è analizzata da sinistra a destra; se un’opzione ricorre più di una volta, viene applicata nella sua ultima occorrenza.
Sono disponibili le seguenti opzioni per i comandi LilyPond:
staffsize=altezzaImposta la dimensione del pentagramma a altezza, misurata in punti.
ragged-rightProduce linee con margine destro irregolare e spaziatura naturale, ovvero
viene aggiunto ragged-right = ##t al frammento LilyPond. Frammenti
con un solo rigo avranno sempre il margine destro irregolare, a meno che
non venga specificato esplicitamente noragged-right.
noragged-rightPer i frammenti di una sola linea, fa sì che la lunghezza del rigo venga estesa
fino a coincidere con la larghezza della linea, ovvero viene aggiunto
ragged-right = ##f al frammento LilyPond.
line-widthline-width=dimensione\unitàImposta la lunghezza della linea a dimensione, usando unità come
unità di misura. unità può essere una delle seguenti stringhe: cm,
mm, in o pt. Questa opzione riguarda l’output LilyPond
(ovvero, la lunghezza del rigo del frammento musicale), non la formattazione
del testo.
Se usato senza un argomento, imposta la lunghezza della linea a un valore predefinito (calcolato da un algoritmo euristico).
Se non viene assegnata un’opzione line-width, lilypond-book
cerca di indovinare un valore predefinito per gli ambienti lilypond che
non usano l’opzione ragged-right.
papersize=stringaDove stringa è una delle dimensioni del foglio definite in ‘scm/paper.scm’,
ad esempio a5, quarto, 11x17 etc.
I valori non definiti in ‘scm/paper.scm’ saranno ignorati, sarà inviato
un messaggio di avviso e al frammento sarà assegnata la dimensione predefinita,
ovvero a4.
notimeNon viene visualizzata l’indicazione di tempo e disabilita i segni relativi alla scansione ritmica (segno di tempo, barre di divisione) nella partitura.
fragmentFa sì che lilypond-book aggiunga del codice boilerplate in modo che
sia possibile inserire semplicemente, ad esempio,
c'4 |
senza \layout, \score, etc.
nofragmentNon aggiunge del codice ulteriore per completare il codice LilyPond nei frammenti
musicali. Essendo l’impostazione predefinita, nofragment di norma
è ridondante.
indent=dimensione\unitàImposta l’indentazione del primo sistema musicale a dimensione, usando
unità come unità di misura. unità è una delle seguenti stringhe:
cm, mm, in o pt. Questa opzione riguarda
LilyPond, non la formattazione del testo.
noindentImposta l’indentazione del primo sistema musicale su zero. Questa opzione
interessa LilyPond, non la formattazione del testo. L’assenza di indentazione è
l’impostazione predefinita, dunque normalmente noindent è ridondante.
quoteRiduce la lunghezza della linea di un frammento musicale di 2*0.4in
e inserisce l’output in un blocco per le citazioni. Il valore ‘0.4in’
può essere controllato con l’opzione exampleindent.
exampleindentImposta la quantità di spazio con cui l’opzione quote indenta un
frammento musicale.
relativerelative=nUsa la modalità di ottava relativa. Per impostazione predefinita, le altezze delle note
sono riferite al Do centrale. L’argomento opzionale del numero intero
specifica l’ottava della nota iniziale: il valore predefinito 1 è il
Do centrale. L’opzione relative funziona solo quando è impostata
l’opzione fragment, quindi fragment è implicitamente sottinteso
da relative, a prescindere dalla presenza dell’opzione (no)fragment
nel sorgente.
LilyPond usa lilypond-book anche per produrre la propria
documentazione. A questo scopo, esistono altre opzioni più complesse
per i frammenti musicali.
verbatimL’argomento di un comando LilyPond viene copiato nel file di output e racchiuso
in un blocco di testo, seguito da qualsiasi testo assegnato con l’opzione
intertext (non ancora implementato); quindi viene mostrata la musica
vera e propria. Questa opzione non funziona bene con \lilypond{} se
fa parte di un paragrafo.
Se verbatim viene usato in un comando lilypondfile, è possibile
includere il testo di una parte soltanto del file sorgente. Se il file
sorgente ha un commento contenente ‘begin verbatim’ (senza
virgolette), la citazione del sorgente nel blocco testuale inizierà dopo
l’ultima occorrenza di tale commento; in modo analogo, la citazione del testo
sorgente si fermerà proprio prima della prima occorrenza di un commento
contenente ‘end verbatim’, se presente. Nel seguente file sorgente di
esempio, la musica viene interpretata in modalità relativa ma il blocco
testuale non mostrerà il blocco relative, ovvero
\relative { % begin verbatim
c'4 e2 g4
f2 e % end verbatim
}
|
mostrerà il seguente blocco testuale
c4 e2 g4 f2 e |
Se si desidera tradurre i commenti e i nomi delle variabili nell’output
verbatim ma non nei sorgenti, si può impostare la variabile d’ambiente
LYDOC_LOCALEDIR sul percorso di una directory; la directory deve
contenere un albero dei cataloghi di messaggio ‘.mo’ che hanno
lilypond-doc come dominio.
addversion(Solo per l’output Texinfo.) Aggiunge \version
@w{"@version{}"} nella prima riga dell’output di verbatim.
texidoc(Solo per l’output Texinfo.) Se lilypond viene lanciato con
l’opzione ‘--header=texidoc’ e il file da elaborare si
chiama ‘foo.ly’, verrà creato un file ‘foo.texidoc’ a patto che
ci sia un campo texidoc nel blocco \header. L’opzione texidoc
fa sì che lilypond-book includa tali file, aggiungendo il loro
contenuto in forma di blocco di documentazione proprio prima del frammento
di musica (ma fuori dall’ambiente example generato da un’opzione
quote).
Se il file ‘foo.ly’ contiene
\header {
texidoc = "Questo file mostra il funzionamento di una singola nota."
}
{ c'4 }
|
e il documento Texinfo ‘test.texinfo’ contiene
@lilypondfile[texidoc]{foo.ly}
|
il seguente comando produce il risultato atteso
lilypond-book --pdf --process="lilypond \ -dbackend=eps --header=texidoc" test.texinfo |
Per la maggior parte, i documenti di test di LilyPond (nella directory ‘input’ della distribuzione) sono piccoli file ‘.ly’ che hanno esattamente questo aspetto.
Ai fini della localizzazione, se il documento Texinfo document contiene
@documentlanguage LANG e l’header di ‘foo.ly’
contiene un campo texidocLANG, quando si lancia lilypond
con l’opzione ‘--header=texidocLANG’ verrà incluso
‘foo.texidocLANG’ invece di ‘foo.texidoc’.
doctitle(Solo per l’output Texinfo.) Questa opzione funziona in modo simile
all’opzione texidoc: se lilypond viene lanciato con
l’opzione ‘--header=doctitle’ e il file da elaborare si chiama
‘foo.ly’ e contiene un campo doctitle nel blocco
\header, viene creato un file ‘foo.doctitle’. Se si usa
l’opzione doctitle, i contenuti di ‘foo.doctitle’,
che dovrebbero trovarsi su una singola linea di text, vengono inseriti
nel documento Texinfo come @lydoctitle text.
@lydoctitle è una macro definita nel documento Texinfo.
Lo stesso discorso relativo all’elaborazione texidoc delle lingue
localizzate si applica anche a doctitle.
nogettext(Solo per l’output Texinfo.) Non tradurre i commenti e i nomi delle variabili nel blocco testuale del frammento citato.
printfilenameSe un file di input di LilyPond viene incluso con \lilypondfile, il
nome del file viene mostrato immediatamente prima del frammento musicale. Per l’output
HTML, questo nome è un collegamento. Viene mostrata solo la base del nome del
file, ovvero viene tolta la parte che costituisce il percorso del file.
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lilypond-book@translationof Invoking lilypond-book
lilypond-book crea un file con una delle seguenti
estensioni: ‘.tex’, ‘.texi’, ‘.html’ o ‘.xml’,
a seconda del formato dell’output. Tutti i file ‘.tex’, ‘.texi’ e
‘.xml’ necessitano di un’ulteriore elaborazione.
Esistono due modi di elaborare il documento LaTeX per la stampa o la
pubblicazione: generare direttamente un file PDF tramite PDFLaTeX oppure
generare un file PostScript tramite LaTeX, attraverso un traduttore da DVI a
PostScript come dvips. Il primo modo è più semplice e raccomandato(4), e
indipendentemente da quello che userai, puoi convertire facilmente PostScript e
PDF con strumenti come ps2pdf e pdf2ps inclusi nel pacchetto
Ghostscript.
Per creare un file PDF con PDFLaTeX, si usa:
lilypond-book --pdf tuofile.lytex pdflatex tuofile.tex |
Per produrre l’output PDF attraverso LaTeX/dvips/ps2pdf:
lilypond-book tuofile.lytex latex tuofile.tex dvips -Ppdf tuofile.dvi ps2pdf tuofile.ps |
Il file ‘.dvi’ creato da questa sequenza non conterrà le teste delle note. È normale; se si seguono le istruzioni, le teste verranno incluse nei file ‘.ps’ e ‘.pdf’.
L’esecuzione di dvips potrebbe generare dei messaggi di avviso
relativi ai caratteri; questi messaggi sono innocui e possono
essere ignorati. Se esegui latex in modalità due colonne, ricorda
di aggiungere ‘-t landscape’ alle opzioni di dvips.
Gli ambienti come:
\begin{lilypond} … \end{lilypond}
|
non sono interpretati da LaTeX. lilypond-book estrae questi
‘ambienti’ e li copia in file in un suo formato per poter eseguire
LilyPond su di essi. Prende quindi gli elementi grafici risultanti
e crea un file ‘.tex’ dove le macro
\begin{lilypond}…\end{lilypond} sono poi
sostituite da comandi di ‘inclusione di immagini’. È a questo
punto che LaTeX viene eseguito (anche se LaTeX è stato eseguito
in precedenza, in realtà ha agito su un documento ‘vuoto’ solo per
fare alcuni calcoli, come per esempio di \linewidth).
Il comando \pageBreak non funziona all’interno dell’ambiente
\begin{lilypond} … \end{lilypond}.
Molte variabili del blocco \paper non funzionano all’interno dell’ambiente
\begin{lilypond} … \end{lilypond}. Usa
\newcommand con \betweenLilyPondSystem nel preambolo;
\newcommand{\betweenLilyPondSystem}[1]{\vspace{36mm}\linebreak}
|
Per generare un documento Texinfo (in qualsiasi formato di output), si seguono
le normali procedure usate con Texinfo; ovvero, si lancia texi2pdf o
texi2dvi o makeinfo, a seconda del formato di output
che si vuole creare.
Si veda la documentazione di Texinfo per ulteriori dettagli.
lilypond-book accetta le seguenti opzioni da linea di comando:
-f formato--format=formatoSpecifica il tipo di documento da elaborare: html, latex,
texi (il formato predefinito) o docbook. Se manca questa opzione,
lilypond-book cerca di rilevare il formato automaticamente, si veda
Estensioni dei nomi di file. Attualmente, texi è equivalente a
texi-html.
-F filtro--filter=filtroConvoglia i frammenti attraverso il filtro. lilypond-book non
esegue contemporaneamente il filtro e l’elaborazione. Ad esempio,
lilypond-book --filter='convert-ly --from=2.0.0 -' mio-libro.tely |
-h--helpMostra un breve messaggio di aiuto.
-I dir--include=dirAggiunge dir al percorso di inclusione. lilypond-book cerca
anche dei frammenti già compilati nel percorso di inclusione e non li riscrive
nella directory di output, quindi in alcuni casi è necessario eseguire
ulteriori comandi come makeinfo o latex con le stesse
opzioni ‘-I dir’.
-l loglevel--loglevel=loglevelImposta la verbosità dell’output su loglevel. I valori possibili sono NONE,
ERROR, WARNING, PROGRESS (predefinito) e DEBUG. Se
questa opzione non viene usata e la variabile d’ambiente LILYPOND_BOOK_LOGLEVEL
è impostata, il suo valore viene usato come loglevel.
-o dir--output=dirSalva i file generati nella directory dir. L’esecuzione di
lilypond-book genera tanti piccoli file che LilyPond
elaborerà. Per evitare tutto questo disordine nella directory dei
sorgenti, si usa l’opzione da linea di comando ‘--output’
e si entra in questa directory prima di eseguire latex
o makeinfo.
lilypond-book --output=out tuofile.lytex cd out … |
--skip-lily-checkNon si arresta se non viene trovato l’output di lilypond. Viene usata per la documentazione Info di LilyPond, che è priva di immagini.
--skip-png-checkNon si arresta se non vengono trovate immagini PNG per i file EPS. Viene usata per la documentazione Info di LilyPond, che è priva di immagini.
--lily-output-dir=dirScrive i file lily-XXX nella directory dir, crea un link nella directory ‘--output’. Si usa questa opzione per risparmiare tempo nella compilazione di documenti situati in directory diverse che condividono molti identici frammenti.
--lily-loglevel=loglevelSet the output verbosity of the invoked lilypond calls to loglevel.
I valori possibili sono NONE, ERROR, WARNING, BASIC_PROGRESS,
PROGRESS, INFO (predefinito) e DEBUG. Se questa opzione
non viene usata e la variabile d’ambiente LILYPOND_LOGLEVEL è
impostata, il suo valore viene usato come loglevel.
--info-images-dir=dirFormatta l’output di Texinfo in modo che Info cerchi le immagini della musica in dir.
--latex-program=progLancia l’eseguibile prog invece di latex. Questa opzione
è utile, ad esempio, se il documento è elaborato con xelatex.
--left-padding=quantitàCrea una spaziatura corrispondente a questa quantità tra i riquadri EPS. quantità è misurata in millimetri e il valore predefinito è 3.0. Questa opzione si usa se i righi dello spartito oltrepassano il margine destro.
La larghezza di un sistema molto denso può variare in base agli elementi della notazione attaccati al margine sinistro, come i numeri di battuta e i nomi degli strumenti. Questa opzione accorcia tutte le linee e le sposta a a destra della stessa quantità.
-P comando--process=comandoElabora i frammenti di LilyPond con comando. Il comando predefinito è
lilypond. lilypond-book non userà ‘--filter’ e
‘--process’ contemporaneamente.
--pdfCrea file PDF da usare con PDFLaTeX.
--redirect-lilypond-outputPer impostazione predefinita, l’output viene mostrato sul terminale. Questa opzione redirige tutto l’output in dei file di log nella stessa directory dei file sorgente.
--use-source-file-namesSalva i file di output dei frammenti con lo stesso nome, esclusa l’estensione,
dei sorgenti. Questa opzione funziona solo con i frammenti inclusi con
lilypondfile e solo se le directory indicate da ‘--output-dir’ e
‘--lily-output-dir’ sono diverse.
-V--verboseMostra un output dettagliato. Questo è equivalente a --loglevel=DEBUG.
-v--versionMostra informazioni sulla versione.
Il comando Texinfo @pagesizes non viene interpretato. Allo stesso
modo, i comandi LaTeX che modificano i margini e la larghezza della linea
dopo il preambolo vengono ignorati.
Solo il primo \score di un blocco LilyPond viene elaborato.
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@translationof Filename extensions
Si può usare qualsiasi estensione per il file di input, ma se non si usa
l’estensione raccomandata per uno specifico formato potrebbe essere
necessario specificare a mano il formato di output; per i dettagli si veda
Utilizzo di lilypond-book. Altrimenti, lilypond-book sceglie
automaticamente il formato di output in base all’estensione del file di input.
estensione formato di output ‘.html’ HTML ‘.htmly’ HTML ‘.itely’ Texinfo ‘.latex’ LaTeX ‘.lytex’ LaTeX ‘.lyxml’ DocBook ‘.tely’ Texinfo ‘.tex’ LaTeX ‘.texi’ Texinfo ‘.texinfo’ Texinfo ‘.xml’ HTML
Se si usa per il file di input la stessa estensione che lilypond-book
usa per il file di output e se il file di input è nella stessa directory
in cui lavora lilypond-book, bisogna usare l’opzione ‘--output’
per far sì che lilypond-book sia eseguito; altrimenti si ferma e
mostra un messaggio di errore simile a “L’output sovrascriverebbe il file di input”.
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@translationof lilypond-book templates
Ecco alcuni modelli da usare con lilypond-book. Se non hai familiarità
con questo programma, consulta Eseguire lilypond-book.
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Si possono includere frammenti LilyPond in un documento LaTeX.
\documentclass[]{article}
\begin{document}
Normale testo LaTeX.
\begin{lilypond}
\relative {
a'4 b c d
}
\end{lilypond}
Altro testo LaTeX, seguito da alcune opzioni tra parentesi quadre.
\begin{lilypond}[fragment,relative=2,quote,staffsize=26,verbatim]
d4 c b a
\end{lilypond}
\end{document}
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Si possono includere frammenti LilyPond in Texinfo; infatti questo intero manuale è scritto in Texinfo.
\input texinfo @node Top
@top
Testo Texinfo
@lilypond
\relative {
a4 b c d
}
@end lilypond
Altro testo Texinfo, seguito dalle opzioni tra parentesi.
@lilypond[verbatim,fragment,ragged-right]
d4 c b a
@end lilypond
@bye
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<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN">
<!-- header_tag -->
<HTML>
<body>
<p>
I documenti per lilypond-book possono combinare liberamente musica e testo. Ad
esempio,
<lilypond>
\relative {
a'4 b c d
}
</lilypond>
</p>
<p>
Ancora un po' di LilyPond, questa volta con delle opzioni:
<lilypond fragment quote staffsize=26 verbatim>
a4 b c d
</lilypond>
</p>
</body>
</html>
|
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\documentclass{article}
\usepackage{ifxetex}
\ifxetex
%elementi specifici di xetex
\usepackage{xunicode,fontspec,xltxtra}
\setmainfont[Numbers=OldStyle]{Times New Roman}
\setsansfont{Arial}
\else
%Questo può essere lasciato vuoto se non si usa pdftex
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{mathptmx}%Times
\usepackage{helvet}%Helvetica
\fi
%Qui è possibile inserire tutti i pacchetti inclusi anche in pdftex
\usepackage[ngerman,finnish,english]{babel}
\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\title{Un breve documento con LilyPond e xelatex}
\maketitle
I comandi abituali di \textbf{font} interni al \emph{testo} funzionano,
perché \textsf{sono supportati da \LaTeX{} e XeteX.}
Se vuoi usare comandi specifici come \verb+\XeTeX+, devi
includerli nuovamente in un ambiente \verb+\ifxetex+.
You can use this to print the \ifxetex \XeTeX{} command \else
XeTeX command \fi which is not known to normal \LaTeX .
Nel testo normale si possono usare semplicemente i comandi LilyPond, come in
questo esempio:
\begin{lilypond}
{a2 b c'8 c' c' c'}
\end{lilypond}
\noindent
e così via.
I tipi di carattere dei frammenti inseriti con LilyPond devono essere impostati
all'interno dei frammenti stessi. Si legga il manuale di Uso dell'applicazione per
sapere come usare lilypond-book.
\selectlanguage{ngerman}
Auch Umlaute funktionieren ohne die \LaTeX -Befehle, wie auch alle
anderen
seltsamen Zeichen: __ ______, wenn sie von der Schriftart
unterst__tzt werden.
\end{document}
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@translationof Sharing the table of contents
Queste funzioni sono già incluse nel pacchetto OrchestralLily:
http://repo.or.cz/w/orchestrallily.git |
Alcuni utenti preferiscono esportare l’indice da lilypond e leggerlo da dentro LaTeX per la sua maggiore flessibilità nella gestione del testo.
Per questo esempio si presume che lo spartito abbia vari movimenti nello stesso file di output di lilypond.
#(define (oly:create-toc-file layout pages)
(let* ((label-table (ly:output-def-lookup layout 'label-page-table)))
(if (not (null? label-table))
(let* ((format-line (lambda (toc-item)
(let* ((label (car toc-item))
(text (caddr toc-item))
(label-page (and (list? label-table)
(assoc label label-table)))
(page (and label-page (cdr label-page))))
(format #f "~a, section, 1, {~a}, ~a" page text label))))
(formatted-toc-items (map format-line (toc-items)))
(whole-string (string-join formatted-toc-items ",\n"))
(output-name (ly:parser-output-name))
(outfilename (format #f "~a.toc" output-name))
(outfile (open-output-file outfilename)))
(if (output-port? outfile)
(display whole-string outfile)
(ly:warning (_ "Unable to open output file ~a for the TOC information") outfilename))
(close-output-port outfile)))))
\paper {
#(define (page-post-process layout pages) (oly:create-toc-file layout pages))
}
|
In LaTeX l’intestazione deve includere:
\usepackage{pdfpages}
\includescore{nameofthescore}
|
dove \includescore viene definito in questo modo:
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
% \includescore{PossibleExtension}
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
% Read in the TOC entries for a PDF file from the corresponding .toc file.
% This requires some heave latex tweaking, since reading in things from a file
% and inserting it into the arguments of a macro is not (easily) possible
% Solution by Patrick Fimml on #latex on April 18, 2009:
% \readfile{filename}{\variable}
% reads in the contents of the file into \variable (undefined if file
% doesn't exist)
\newread\readfile@f
\def\readfile@line#1{%
{\catcode`\^^M=10\global\read\readfile@f to \readfile@tmp}%
\edef\do{\noexpand\g@addto@macro{\noexpand#1}{\readfile@tmp}}\do%
\ifeof\readfile@f\else%
\readfile@line{#1}%
\fi%
}
\def\readfile#1#2{%
\openin\readfile@f=#1 %
\ifeof\readfile@f%
\typeout{No TOC file #1 available!}%
\else%
\gdef#2{}%
\readfile@line{#2}%
\fi
\closein\readfile@f%
}%
\newcommand{\includescore}[1]{
\def\oly@fname{\oly@basename\@ifmtarg{#1}{}{_#1}}
\let\oly@addtotoc\undefined
\readfile{\oly@xxxxxxxxx}{\oly@addtotoc}
\ifx\oly@addtotoc\undefined
\includepdf[pages=-]{\oly@fname}
\else
\edef\includeit{\noexpand\includepdf[pages=-,addtotoc={\oly@addtotoc}]
{\oly@fname}}\includeit
\fi
}
|
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@translationof Alternate methods of mixing text and music
Altri modi per combinare testo e musica (senza usare
lilypond-book) sono trattati in
Inclusione di partiture LilyPond in altri programmi.
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@translationof External programs
LilyPond può interagire con altri programmi in vari modi.
| 4.1 Punta e clicca | ||
| 4.2 LilyPond e gli editor di testo | ||
| 4.3 Conversione da altri formati | ||
| 4.4 Inclusione di partiture LilyPond in altri programmi | ||
4.5 include indipendenti |
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@translationof Point and click
Il "punta e clicca" aggiunge dei collegamenti ai documenti pdf per certi elementi musicali.
| 4.1.1 Configurare il sistema | ||
| Abilitare il punta e clicca | ||
| Punta e clicca selettivo |
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@translationof Configuring the system for point and click
Quando questa funzionalità è attiva, LilyPond aggiunge dei collegamenti ipertestuali al file PDF e SVG. Questi collegamenti vengono inviati a un ‘programma di supporto per URI’ o al browser web, che apre un editor di testo col cursore posizionato nel punto giusto.
Perché questo procedimento funzioni è necessario configurare il lettore PDF in modo che segua i collegamenti ipertestuali usando lo script ‘lilypond-invoke-editor’ fornito insieme a LilyPond.
‘lilypond-invoke-editor’ è un piccolo programma di supporto. Lancia un
editor per gli URI textedit e un browser web per altri URI. Controlla
le variabili d’ambiente EDITOR e LYEDITOR per scoprire e
lanciare l’editor preferito da usare. La variabile LYEDITOR ha priorità
sulla variabile EDITOR ed è quindi consigliato l’uso della prima se si
desidera usare un editor per il terminale e un editor diverso per il punta e
clicca di LilyPond.
Ogni editor ha una diversa sintassi per aprire un file a una specifica riga e colonna. Per comodità dell’utente, LilyPond ha comandi pronti per vari editor, elencati in ‘scm/editor.scm’. Ciò significa che basta scrivere il nome del file eseguibile dell’editor, per esempio:
export LYEDITOR=atom |
e verrà lanciato
atom %(file)s:%(line)s:%(column)s |
dove %(file)s, %(line)s e %(column)s vengono sostituiti
rispettivamente dal file, dalla riga e dalla colonna.
Per poter usare un editor non elencato in ‘scm/editor.scm’, occorre
scoprire la sua specifica sintassi e assegnare il comando completo alla
variabile LYEDITOR. Ecco un esempio per l’editor Visual Studio Code:
export LYEDITOR="code --goto %(file)s:%(line)s:%(column)s" |
Nota: Se si sceglie Emacs, è necessaria un’ulteriore configurazione. Bisogna
aggiungere la riga (server-start) al proprio file ‘~/.emacs’,
altrimenti ogni clic su un oggetto del PDF aprirà una nuova finestra di Emacs.
| Usare Xpdf | ||
| Usare GNOME 2 | ||
| Usare GNOME 3 | ||
| Ulteriore configurazione per Evince |
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@translationof Using Xpdf for point and click
Se si usa Xpdf su UNIX, si deve inserire la seguente riga nel file ‘xpdfrc’. Su UNIX, questo file può essere ‘/etc/xpdfrc’ oppure ‘$HOME/.xpdfrc’.
urlCommand "lilypond-invoke-editor %s" |
Se si usa Ubuntu, è probabile che la versione di Xpdf installata nel sistema causi il crash per qualsiasi file PDF: questa situazione continua da molti anni ed è dovuta a una corrispondenza sbagliata tra librerie. Conviene installare un pacchetto aggiornato di ‘xpdf’ e il corrispondente pacchetto ‘libpoppler’ da Debian. Dopo aver verificato che funziona, si può usare il comando
sudo apt-mark hold xpdf |
per impedire a Ubuntu di sovrascriverlo al prossimo ‘aggiornamento’ del suo pacchetto difettoso.
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@translationof Using GNOME 2 for point and click
Per usare GNOME 2 (e i visualizzatori PDF ad esso integrati), il magico comando che fornisce al sistema gli URI ‘textedit:’ è:
gconftool-2 -t string -s /desktop/gnome/url-handlers/textedit/command "lilypond-invoke-editor %s" gconftool-2 -s /desktop/gnome/url-handlers/textedit/needs_terminal false -t bool gconftool-2 -t bool -s /desktop/gnome/url-handlers/textedit/enabled true |
Dopo questi comandi:
gnome-open textedit:///etc/issue:1:0:0 |
dovrebbe lanciare ‘lilypond-invoke-editor’ per l’apertura del file.
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@translationof Using GNOME 3 for point and click
In GNOME 3, gli URI sono gestiti da ‘gvfs’ invece che da ‘gconf’. Si crea un file in una directory locale (ad esempio ‘/tmp’) che abbia il nome ‘lilypond-invoke-editor.desktop’ e il seguente contenuto:
[Desktop Entry] Version=1.0 Name=lilypond-invoke-editor GenericName=Textedit URI handler Comment=URI handler for textedit: Exec=lilypond-invoke-editor %u Terminal=false Type=Application MimeType=x-scheme-handler/textedit; Categories=Editor NoDisplay=true |
e poi si eseguono i comandi
xdg-desktop-menu install ./lilypond-invoke-editor.desktop xdg-mime default lilypond-invoke-editor.desktop x-scheme-handler/textedit |
Dopo questi comandi:
gnome-open textedit:///etc/issue:1:0:0 |
dovrebbe lanciare ‘lilypond-invoke-editor’ per l’apertura del file.
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@translationof Extra configuration for Evince
Se gnome-open funziona, ma Evince si rifiuta ancora di
aprire i collegamenti punta e clicca a causa di permessi negati,
potrebbe essere necessario cambiare il profilo Apparmor di
Evince che controlla il tipo di azioni che Evince ha il
permesso di eseguire.
In Ubuntu, si modifica il file ‘/etc/apparmor.d/local/usr.bin.evince’ e si aggiungono le seguenti righe:
# Per i collegamenti Textedit /usr/local/bin/lilypond-invoke-editor Cx -> sanitized_helper, |
Dopo aver aggiunto queste righe, si lancia il comando
sudo apparmor_parser -r -T -W /etc/apparmor.d/usr.bin.evince |
Ora Evince dovrebbe essere in grado di aprire i collegamenti punta e clicca. È probabile che configurazioni simili funzionino anche con altri visualizzatori.
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@translationof Enabling point and click
La funzionalità "punta e clicca" è abilitata di default quando si creano i file PDF o SVG.
I collegamenti "punta e clicca" appesantiscono sensibilmente i file di output. Per ridurre la dimensione di questi file (e dei file PS), è possibile disattivare il "punta e clicca" inserendo
\pointAndClickOff |
in un file ‘.ly’. Il "punta e clicca" può essere abilitato esplicitamente con
\pointAndClickOn |
Si può disabilitare il "punta e clicca" anche con un’opzione da linea di comando:
lilypond -dno-point-and-click file.ly |
Nota: Occorre sempre disattivare il "punta e clicca" nei file LilyPond che si vogliano diffondere, per evitare di includere nel file PDF delle informazioni sui percorsi del proprio computer: questo infatti può costituire un rischio di sicurezza.
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@translationof Selective point-and-click
Per alcune applicazioni interattive, si potrebbe voler includere soltanto alcuni elementi punta e clicca. Ad esempio, se qualcuno volesse creare un’applicazione che riproduca audio o video a partire da una nota in particolare, sarebbe inopportuno che il clic sulla nota portasse alla posizione di un’alterazione o di una legatura che si trovi sopra quella nota.
Questo può essere controllato indicando quali eventi includere:
\pointAndClickTypes #'note-event
\relative {
c'2\f( f)
}
|
oppure
#(ly:set-option 'point-and-click 'note-event)
\relative {
c'2\f( f)
}
|
lilypond -dpoint-and-click=note-event example.ly |
Si può includere più di un evento:
\pointAndClickTypes #'(note-event dynamic-event)
\relative {
c'2\f( f)
}
|
oppure
#(ly:set-option 'point-and-click '(note-event dynamic-event))
\relative {
c'2\f( f)
}
|
lilypond \ -e"(ly:set-option 'point-and-click '(note-event dynamic-event))" \ example.ly |
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@translationof Text editor support
Vari editor di testo hanno funzionalità specifiche per LilyPond.
| Modalità di Emacs | ||
| Modalità di Vim | ||
| Altri editor |
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@translationof Emacs mode
Emacs ha una modalità ‘lilypond-mode’, che fornisce il completamento delle parole, l’indentazione, le parentesi automatiche e la colorazione della sintassi specifiche di LilyPond, comode scorciatoie per la compilazione e la possibilità di leggere i manuali di LilyPond usando Info. Se ‘lilypond-mode’ non è installato nel tuo computer, vedi sotto.
Una modalità Emacs per inserire la musica e eseguire LilyPond è presente
nell’archivio dei sorgenti nella directory ‘elisp’. Lancia make
install per installarla in elispdir. Il file ‘lilypond-init.el’
deve essere messo in load-path‘/site-start.d/’ o aggiunto a
‘~/.emacs’ oppure ‘~/.emacs.el’.
Come utente normale, puoi aggiungere il percorso dei sorgenti (ad esempio ‘~/site-lisp/’) al tuo load-path aggiungendo la seguente riga (modificata di conseguenza) al file ‘~/.emacs’
(setq load-path (append (list (expand-file-name "~/site-lisp")) load-path)) |
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@translationof Vim mode
Per Vim, sono disponibili le seguenti funzionalità per LilyPond: un plugin di riconoscimento del tipo di file, una modalità di indentazione e di evidenziazione della sintassi. Per abilitarle, crea (o modifica) il file ‘$HOME/.vimrc’ in modo che contenga queste tre righe, in questo ordine:
filetype off set runtimepath+=/usr/local/share/lilypond/current/vim/ filetype on syntax on |
Se LilyPond non è installato nella directory ‘/usr/local/’, modifica il percorso in modo adeguato. Questo argomento è trattato in (learning-big-page)Altre fonti di informazione section ‘Altre fonti di informazione’ in Manuale di Apprendimento.
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@translationof Other editors
Altri editor (sia testuali che grafici) supportano LilyPond, ma i loro specifici file di configurazione non sono distribuiti insieme a LilyPond. Consulta la documentazione di questi programmi per maggiori informazioni. Questi editor sono elencati in (web-big-page)Editing facilitato section ‘Editing facilitato’ in Informazioni Generali.
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@translationof Converting from other formats
È possibile inserire la musica anche importandola da altri formati. Questo capitolo documenta gli strumenti inclusi nella distribuzione che svolgono questo compito. Esistono altri strumenti che producono l’input di LilyPond, ad esempio i sequencer ad interfaccia grafica e i convertitori XML. Per maggiori dettagli consulta il sito web.
Si tratta di programmi separati da lilypond e sono eseguiti
dalla linea di comando; si veda Uso da linea di comando per maggiori
informazioni. Se usi MacOS 10.3 o 10.4 e hai problemi a
eseguire alcuni di questi script, ad esempio convert-ly, vedi
(web-big-page)MacOS X section ‘MacOS X’ in Informazioni Generali.
Purtroppo non abbiamo le risorse per mantenere questi programmi; prendeteli “così come sono”! Accettiamo con piacere le patch, ma ci sono poche possibilità che i bug vengano risolti.
4.3.1 Utilizzo di midi2ly | Importare MIDI. | |
4.3.2 Utilizzo di musicxml2ly | Importare MusicXML. | |
4.3.3 Utilizzo di abc2ly | Importare ABC. | |
4.3.4 Utilizzo di etf2ly | Importare Finale. | |
| 4.3.5 Altri formati |
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midi2ly@translationof Invoking midi2ly
midi2ly trasforma un file MIDI Type 1 in un file sorgente
di LilyPond.
Il protocollo MIDI (Music Instrument Digital Interface) è uno standard per gli strumenti digitali: fornisce le specifiche per la connessione via cavo, un protocollo seriale e un formato di file. Il formato MIDI è uno standard de facto per esportare la musica da altri programmi, dunque questa capacità diventa utile quando si importano file creati con un programma che converta direttamente in questo formato.
midi2ly converte le tracce presenti nei contesti
(internals-big-page)Staff section ‘Staff’ in Guida al Funzionamento Interno e
i canali dei contesti
(internals-big-page)Voice section ‘Voice’ in Guida al Funzionamento Interno. Per indicare le altezze viene usata
la modalità relativa, mentre le durate sono precisate solo quando necessario.
È possibile registrare un file MIDI usando una tastiera digitale e poi
convertirlo in file ‘.ly’. Tuttavia, la conversione da MIDI a LY non
è banale: l’esecuzione umana non sarà mai sufficientemente precisa dal punto di vista
ritmico. Se lanciata con la quantizzazione (opzioni ‘-s’ e ‘-d’)
midi2ly cerca di compensare questi errori di tempo, ma non è
molto efficace. Dunque non si raccomanda l’uso di midi2ly
per i file midi generati a partire da un’esecuzione umana.
Si lancia dalla linea di comando in questo modo:
midi2ly [opzione]… file-midi |
Attenzione: per ‘linea di comando’ si intende la linea di comando del sistema operativo. Si veda Conversione da altri formati per maggiori informazioni su questo argomento.
midi2ly accetta le seguenti opzioni.
-a, --absolute-pitchesCrea altezze assolute.
-d, --duration-quant=DURQuantizza la durata delle note di DUR.
-e, --explicit-durationsCrea durate esplicite.
-h, --helpMostra una sintesi dell’utilizzo del programma.
-k, --key=acc[:minor]Imposta la tonalità predefinita. acc > 0 imposta il numero di
diesis; acc < 0 imposta il numero di bemolle. Una tonalità
minore si indica con :1.
-o, --output=fileScrive l’output in file.
-s, --start-quant=DURLa quantizzazione delle note inizia su DUR.
-t, --allow-tuplet=DUR*NUM/DENConsente l’inserimento di gruppi irregolari DUR*NUM/DEN.
-v, --verboseMostra un output dettagliato.
-V, --versionMostra il numero di versione.
-w, --warrantyMostra la garanzia e il copyright.
-x, --text-lyricsInterpreta il testo come liriche.
Le note sovrapposte in un arpeggio non sono rese correttamente: viene letta solo la prima nota, mentre le altre vengono ignorate. Assegna a tutte la stessa durata e introduci le opportune indicazioni di fraseggio o di pedalizzazione.
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musicxml2ly@translationof Invoking musicxml2ly
MusicXML è un dialetto di XML che viene usato per rappresentare la notazione musicale.
musicxml2ly estrae note, articolazioni, struttura della partitura e
testi da file MusicXML organizzati in parti e poi li scrive in un file
‘.ly’. Si lancia dalla linea di comando nel modo seguente:
musicxml2ly [opzione]… file.xml |
Attenzione: per ‘linea di comando’ si intende la linea di comando del sistema operativo. Si veda Conversione da altri formati per maggiori informazioni su questo argomento.
Se si usa ‘-’ al posto di file.xml, musicxml2ly legge
tutto l’input direttamente dalla linea di comando.
musicxml2ly accetta le seguenti opzioni:
-a, --absoluteconverte le altezze relative in assolute.
--fb --fretboardsconverte eventi <frame> in una voce FretBoard separata invece di
usare markup.
-h, --helpmostra l’uso e una sintesi di tutte le opzioni a linea di comando disponibili.
-l, --language=LINGUAusa LINGUA per i nomi delle altezze, ad esempio deutsch per i nomi
delle note in tedesco.
--loglevel=LIVELLOLOGImposta la verbosità dell’output su LIVELLOLOG. I valori possibili sono
NONE, ERROR, WARNING, PROGRESS (predefinito) e
DEBUG.
--lxmlusa il pacchetto Python lxml.etree per l’analisi della sintassi XML; usa meno memoria e tempo del processore.
-m, --midiattiva il blocco midi nel file .ly.
--nb, --no-beamingignora le informazioni relative alle travature, impiegando la disposizione automatica delle travature fornita da LilyPond.
--nd, --no-articulation-directionsnon converte le direzioni (^, _ o -) per
articolazioni, dinamiche, etc.
--nrp, --no-rest-positionsnon converte l’esatta posizione verticale delle pause.
--nsb, --no-system-breaksignora le interruzioni di sistema.
--npl, --no-page-layoutnon converte l’esatta formattazione di pagina né le interruzioni (scorciatoia
per le opzioni --nsb --npb --npm).
--npb, --no-page-breaksignora le interruzioni di pagina.
--npm, --no-page-marginsignora i margini della pagina.
--nsd, --no-stem-directionsignora le direzioni dei gambi definite in MusicXML, usa invece la disposizione automatica dei gambi di LilyPond.
-o, --output=FILEimposta il nome del file di output su FILE. Se FILE è ‘-’, l’output sarà salvato su stdout. Se non specificato, verrà usato file-xml.ly.
-r, --relativeconverte le altezze in modalità relativa (predefinito).
--transpose=ALTEZZAl’intervallo tra l’altezza c e ALTEZZA da usare per la
trasposizione.
--sm, --shift-meter=BATTITI/TIPOBATTITOcambia la lunghezza|durata delle note come funzione di una certa indicazione
di tempo, per far apparire la partitura più veloce o più lenta, (per esempio,
4/4 o 2/2).
--tc, --tab-clef=NOMECHIAVETABpermette di scegliere una delle due versioni delle chiavi per intavolatura
(tab e moderntab).
--sn --string-numbers=t[rue]/f[alse]disattiva lo stampo del numero di corda con --string-numbers
false. Il valore predefinito è true.
-v, --verbosemostra un output dettagliato.
--versionmostra il numero di versione ed esce.
-z, --compressedil file di input è un file MusicXML compresso in un archivio ZIP.
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abc2ly@translationof Invoking abc2ly
Nota: Questo programma non è attualmente supportato e un giorno potrebbe essere rimosso dalle future versioni di LilyPond.
ABC è un semplice formato basato su ASCII. È descritto nel sito di ABC:
abc2ly traduce dal formato ABC al formato LilyPond. Viene lanciato
nel modo seguente:
abc2ly [opzione]… file-abc |
abc2ly accetta le seguenti opzioni:
-b, --beams=Nonepreserva le regole di disposizione delle travature di ABC
-h, --helpmostra questo messaggio di aiuto
-o, --output=fileimposta il nome del file di output su file.
-s, --strictimposta una modalità di interpretazione letterale per effettuare una conversione stretta
--versionmostra informazioni sulla versione.
Esiste una rudimentale funzione per aggiungere codice LilyPond nel file sorgente ABC. Per esempio:
%%LY voices \set autoBeaming = ##f |
il testo che segue la parola chiave ‘voices’ verrà inserito nella voce in uso del file di output LilyPond.
Analogalmente,
%%LY slyrics more words |
fa sì che il testo che segue la parola chiave ‘slyrics’ venga inserito nella riga corrente del testo.
Lo standard ABC standard non è molto ‘standard’. Per le funzionalità più avanzate (ad esempio, la musica polifonica) esistono diversi tipi di convenzioni.
Un file che contiene più di un brano non può essere convertito.
ABC allinea le parole e le note all’inizio di una riga; abc2ly non
lo fa.
abc2ly ignora la disposizione delle travature fatta da ABC.
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etf2ly@translationof Invoking etf2ly
Nota: Questo programma non è attualmente supportato e un giorno potrebbe essere rimosso dalle future versioni di LilyPond.
ETF (Enigma Transport Format) è un formato usato da Finale, un prodotto di Coda
Music Technology. etf2ly converte parte di un file ETF
in un file LilyPond pronto all’uso.
Si lancia dalla linea di comando nel modo seguente:
etf2ly [opzione]… file-etf |
Attenzione: per ‘linea di comando’ si intende la linea di comando del sistema operativo. Si veda Conversione da altri formati per maggiori informazioni su questo argomento.
etf2ly accetta le seguenti opzioni:
-h, --helpmostra questo messaggio di aiuto
-o, --output=FILEimposta il nome del file di output su FILE
--versionmostra informazioni sulla versione
La lista degli script per gestire le articolazioni è incompleta. Le misure vuote
confondono etf2ly. Le sequenze di abbellimenti non sono risolte correttamente.
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@translationof Other formats
LilyPond non supporta la conversione da altri formati, ma esistono alcuni strumenti esterni che possono generare file LilyPond. L’elenco si trova in (web-big-page)Editing facilitato section ‘Editing facilitato’ in Informazioni Generali.
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@translationof LilyPond output in other programs
Questa sezione presenta dei metodi per integrare testo e musica diversi
dal metodo automatizzato di lilypond-book.
| 4.4.1 LuaTex | ||
| 4.4.2 OpenOffice e LibreOffice | ||
| 4.4.3 Altri programmi |
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@translationof LuaTex
Per integrare l’output di LilyPond in un documento, oltre a
lilypond-book, esiste un programma alternativo che può
essere usato con LuaTex:
lyluatex.
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@translationof OpenOffice and LibreOffice
La notazione di LilyPond può essere aggiunta a OpenOffice e LibreOffice con OOoLilyPond, un’estensione di OpenOffice.org che converte i file di LilyPond in immagini incluse nei documenti di OpenOffice.org. Sebbene non sia più sviluppato, sembra che funzioni ancora nella versione 4.
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@translationof Other programs
Per inserire l’output di LilyPond in altri programmi, si usa . Bisogna creare ogni esempio singolarmente e aggiungerlo al documento; consulta la documentazione del relativo programma.
Altri programmi in grado di gestire i formati ‘PNG’, ‘EPS’ o
‘PDF’ dovrebbero usare lilypond invece di lilypond-book.
Ciascun output di LilyPond deve essere creato e inserito separatamente.
Consultare la documentazione del programma usato per sapere come inserire
file.
Per ridurre lo spazio bianco intorno alla partitura LilyPond, si usano le seguenti opzioni:
\paper{
indent=0\mm
line-width=120\mm
oddFooterMarkup=##f
oddHeaderMarkup=##f
bookTitleMarkup = ##f
scoreTitleMarkup = ##f
}
… music …
|
Per creare immagini ‘EPS’:
lilypond -dbackend=eps -dno-gs-load-fonts -dinclude-eps-fonts myfile.ly |
Per creare immagini ‘PNG’:
lilypond -dbackend=eps -dno-gs-load-fonts -dinclude-eps-fonts --png miofile.ly |
Per creare immagini ‘PNG’ trasparenti:
lilypond -dbackend=eps -dno-gs-load-fonts -dinclude-eps-fonts \ -dpixmap-format=pngalpha --png miofile.ly |
Per inserire molti frammenti di una grande partitura, si può usare anche la funzione di ritaglio dei sistemi; si veda (notation-big-page)Estrarre frammenti musicali section ‘Estrarre frammenti musicali’ in Guida alla Notazione.
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include indipendenti@translationof Independent includes
Alcuni utenti hanno creato file che possono essere inclusi in LilyPond
tramite \include per produrre certi effetti. Quelli elencati
in questo capitolo fanno parte di LilyPond. Maggiori informazioni
in
(notation-big-page)Lavorare coi file di input section ‘Lavorare coi file di input’ in Guida alla Notazione.
| 4.5.1 Articolazione MIDI |
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@translationof MIDI articulation
Il progetto Articulate è un tentativo di migliorare l’output MIDI di LilyPond. Aggiusta la durata delle note (che non si trovano in una legatura di portamento) in base ai segni di articolazione attaccati ad esse. Per esempio, ‘staccato’ dimezza il valore della nota, ‘tenuto’ assegna alla nota la sua durata completa, e così via.
Maggiori informazioni in (notation-big-page)Miglioramento dell’output MIDI section ‘Miglioramento dell'output MIDI’ in Guida alla Notazione.
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@translationof Suggestions for writing files
Ora puoi iniziare a scrivere file di input di LilyPond più grandi – non più i piccoli esempi del tutorial, ma pezzi completi. Ma qual è il modo migliore di farlo?
Finché LilyPond comprende i file di input e produce l’output che desideri, non importa quale aspetto abbiano i file di input. Tuttavia, ci sono altri aspetti da tenere a mente quando si scrivono file di input di LilyPond.
convert-ly, ma altre potrebbero richiedere
un intervento manuale. I file di input di LilyPond possono essere strutturati
in moda da essere poi aggiornati in modo più semplice (o più difficile).
| 5.1 Consigli generali | ||
| 5.2 Scrivere musica esistente | ||
| 5.3 Grandi progetti | ||
| 5.4 Risoluzione dei problemi | ||
| 5.5 Make e Makefile |
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@translationof General suggestions
Ecco alcuni consigli che possono aiutare a evitare (e risolvere) i problemi più comuni in fase di scrittura:
\version in ogni file di input,
non importa quanto piccolo possa essere il file. Ciò impedisce di dover
ricordare con quale versione di LilyPond è stato creato il file ed è
importante soprattutto per Aggiornare i file con convert-ly (che ha
bisogno della dichiarazione \version); o quando si inviano i file
di input a altri utenti (per esempio, quando si chiede aiuto nelle mailing
list). Nota che tutti i modelli contengono l’informazione su \version.
c4 d e invece di c d e f può semplificare il
riarrangiamento della musica in un momento successivo.
<< e >>) aiuta a evitare tali problemi. Per esempio,
\new Staff {
\relative {
r4 g'8 g c8 c4 d |
e4 r8 |
% Sezione Ossia
<<
{ f8 c c | }
\new Staff {
f8 f c |
}
>>
r4 |
}
}
|
è molto più semplice da leggere di
\new Staff { \relative { r4 g'8 g c4 c8 d | e4 r8
% Sezione Ossia
<< { f8 c c } \new Staff { f8 f c } >> r4 | } }
|
\override nel blocco \layout:
\score {
…music…
\layout {
\override TabStaff.Stemstencil = ##f
}
}
|
Ciò non creerà un nuovo contesto ma sarà applicato quando ne viene creato uno. Vedi anche (learning-big-page)Ridurre l’input grazie a variabili e funzioni section ‘Ridurre l'input grazie a variabili e funzioni’ in Manuale di Apprendimento e (learning-big-page)Fogli di stile section ‘Fogli di stile’ in Manuale di Apprendimento.
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@translationof Typesetting existing music
Se stai riportando della musica da una partitura esistente (ovvero il brano contenuto in uno spartito già scritto),
showLastLength o showFirstLength per velocizzare
l’elaborazione – vedi
(notation-big-page)Saltare la musica già corretta section ‘Saltare la musica già corretta’ in Guida alla Notazione.
mBreak = { \break } e inserisci \mBreak
nel file di input ogni volta che nel manoscritto c’è un a capo. In questo
modo è più semplice confrontare la musica generata da LilyPond con quella
originale. Quando hai finito la revisione della partitura, puoi
definire mBreak = { } per eliminare tutte queste interruzioni di
riga. Così LilyPond potrà inserire le interruzioni dove ritiene stiano
meglio.
\transpose c altezza-naturale {…}
|
(dove altezza-naturale corrisponde all’intonazione di base dello
strumento) così che la musica contenuta nella variabile sia effettivamente
scritta in Do. La puoi presentare trasposta quando la variabile viene usata,
se necessario, ma potresti non desiderarlo (ad esempio quando si stampa una
partitura in intonazione reale, quando si traspone una parte per trombone
dalla chiave di Sol alla chiave di basso, etc.). Errori nelle trasposizioni
sono meno probabili se tutta la musica contenuta nelle variabili è ad
un’altezza costante.
Inoltre, trasponi sempre in relazione al Do. Questo significa che le uniche altre tonalità che userai saranno le altezze naturali degli strumenti - bes per una tromba in Si bemolle, aes per un clarinetto in La bemolle, etc.
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@translationof Large projects
Quando si lavora a un grande progetto, definire una struttura chiara nel file di input diventa vitale.
\score è la parte più probabilmente soggetta a cambiamenti;
è invece molto improbabile che la definizione di violin cambi
in una nuova versione di LilyPond.
violin = \relative {
g'4 c'8. e16
}
…
\score {
\new GrandStaff {
\new Staff {
\violin
}
}
}
|
fthenp, ma si dovrebbe farlo una volta sola e senza toccare
niente in violin.
fthenp = _\markup{
\dynamic f \italic \small { 2nd } \hspace #0.1 \dynamic p }
violin = \relative {
g'4\fthenp c'8. e16
}
|
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@translationof Troubleshooting
Prima o poi ti capiterà di scrivere un file che LilyPond non riesce a compilare. I messaggi inviati da LilyPond potrebbero aiutarti a trovare l’errore, ma in molti casi sarà necessario fare qualche ricerca per individuare l’origine del problema.
Gli strumenti più potenti a questo riguardo sono il commento della
linea singola (indicato da %) e il commento di blocco
(indicato da %{ … %}). Se non sai dove sia il problema,
inizia col commentare ampie parti del file di input. Dopo aver commentato
una sezione, prova a compilare di nuovo il file. Se funziona, allora il
problema deve trovarsi nella parte che hai appena commentato. Se non
funziona, continua a commentare il materiale finché non ottieni un codice
funzionante.
Nel caso estremo, potresti finire con soltanto
\score {
<<
% \melody
% \harmony
% \bass
>>
\layout{}
}
|
(in altre parole, un file senza musica)
Se dovesse succedere, non rinunciare. Decommenta un pezzetto – ad esempio,
la parte di basso – e vedi se funziona. Se non funziona,
allora commenta tutta la musica del basso (ma lascia
\bass in \score non commentato).
bass = \relative {
%{
c'4 c c c
d d d d
%}
}
|
Ora inizia a decommentare mano a mano la parte di
bass finché non trovi la linea che causa il problema.
Un’altra tecnica di debug molto utile consiste nel creare (web-big-page)Esempi minimi section ‘Esempi minimi’ in Informazioni Generali.
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@translationof Make and Makefiles
Tutte le piattaforme su cui LilyPond può essere installato supportano un
software chiamato make. Questo software legge un file speciale chiamato
Makefile che definisce quali file dipendono da quali altri e quali
comandi occorra dare al sistema operativo per produrre un file da un
altro. Ad esempio Makefile può spiegare come generare
‘ballad.pdf’ e ‘ballad.midi’ da ‘ballad.ly’ eseguendo
LilyPond.
In alcune situazioni, è una buona idea creare un Makefile
per il proprio progetto, per proprio comodo o come cortesia
per quanti altri possano avere accesso ai file sorgente.
Questo vale per i progetti molto ampi con tanti file inclusi e
diverse opzioni di output (ad esempio, partitura completa, parti, partitura
del direttore, riduzione per pianoforte, etc.) o per progetti che
richiedono comandi difficili per la compilazione (come i progetti che
usano lilypond-book). I Makefile variano molto in complessità
e flessibilità, in base alle necessità e alle abilità degli autori.
Il programma GNU Make è installato nelle distribuzioni GNU/Linux
e su MacOS X ed è disponibile anche per Windows.
Si veda il Manuale di GNU Make per conoscere in dettaglio l’uso di
make, dato che quel che segue dà solo un’idea delle sue potenzialità.
I comandi per definire delle regole in un Makefile cambiano in base
alla piattaforma; ad esempio le varie distribuzioni di GNU/Linux e
MacOS usano bash, mentre Windows usa cmd. Nota che su
MacOS X è necessario configurare il sistema per usare l’interprete da linea
di comando. Di seguito alcuni Makefile di esempio, con versioni sia per
GNU/Linux/MacOS sia per Windows.
Il primo esempio è per una composizione per orchestra in quattro movimenti e presenta una directory strutturata come segue:
Symphony/ |-- MIDI/ |-- Makefile |-- Notes/ | |-- cello.ily | |-- figures.ily | |-- horn.ily | |-- oboe.ily | |-- trioString.ily | |-- viola.ily | |-- violinOne.ily | `-- violinTwo.ily |-- PDF/ |-- Parts/ | |-- symphony-cello.ly | |-- symphony-horn.ly | |-- symphony-oboes.ly | |-- symphony-viola.ly | |-- symphony-violinOne.ly | `-- symphony-violinTwo.ly |-- Scores/ | |-- symphony.ly | |-- symphonyI.ly | |-- symphonyII.ly | |-- symphonyIII.ly | `-- symphonyIV.ly `-- symphonyDefs.ily |
I file ‘.ly’ nelle directory ‘Scores’ e ‘Parts’ prendono le note dai file ‘.ily’ nella directory ‘Notes’:
%%% inizio del file "symphony-cello.ly" \include ../symphonyDefs.ily \include ../Notes/cello.ily |
Il Makefile avrà i target di score (l’intero brano in partitura
completa), movements (singoli movimenti in partitura completa),
e parts (singole parti per i musicisti). C’è anche un
target archive che creerà un archivio compresso dei file sorgenti,
utile per la condivisione via web o email. Ecco un esempio di
Makefile per GNU/Linux e MacOS X. Dovrebbe essere salvato col
nome Makefile nella directory principale del progetto:
Nota: Quando si definisce un target o una regola di pattern, le linee successive devono iniziare con i tabulatori, non con gli spazi.
# Il prefisso al nome dei file di output
piece = symphony
# Determinazione del numero dei processori
CPU_CORES=`cat /proc/cpuinfo | grep -m1 "cpu cores" | sed s/".*: "//`
# Il comando per eseguire lilypond
LILY_CMD = lilypond -ddelete-intermediate-files \
-dno-point-and-click -djob-count=$(CPU_CORES)
# I suffissi usati in questo Makefile.
.SUFFIXES: .ly .ily .pdf .midi
# I file di input e di output vengono cercati nelle directory elencate
# nella variabile VPATH. Tutte queste sono sottodirectory della directory
# corrente (assegnata dalla variabile `CURDIR' di GNU make).
VPATH = \
$(CURDIR)/Scores \
$(CURDIR)/PDF \
$(CURDIR)/Parts \
$(CURDIR)/Notes
# La regola di pattern per creare i file PDF e MIDI da un file di input LY.
# I file di output .pdf vengono messi nella sottodirectory `PDF', mentre i file
# .midi vanno nella sottodirectory `MIDI'.
%.pdf %.midi: %.ly
$(LILY_CMD) $<; \ # questa linea inizia con una tabulazione
if test -f "$*.pdf"; then \
mv "$*.pdf" PDF/; \
fi; \
if test -f "$*.midi"; then \
mv "$*.midi" MIDI/; \
fi
notes = \
cello.ily \
horn.ily \
oboe.ily \
viola.ily \
violinOne.ily \
violinTwo.ily
# Le dipendenze dei movimenti.
$(piece)I.pdf: $(piece)I.ly $(notes)
$(piece)II.pdf: $(piece)II.ly $(notes)
$(piece)III.pdf: $(piece)III.ly $(notes)
$(piece)IV.pdf: $(piece)IV.ly $(notes)
# Le dipendenze della partitura completa.
$(piece).pdf: $(piece).ly $(notes)
# Le dipendenze delle parti.
$(piece)-cello.pdf: $(piece)-cello.ly cello.ily
$(piece)-horn.pdf: $(piece)-horn.ly horn.ily
$(piece)-oboes.pdf: $(piece)-oboes.ly oboe.ily
$(piece)-viola.pdf: $(piece)-viola.ly viola.ily
$(piece)-violinOne.pdf: $(piece)-violinOne.ly violinOne.ily
$(piece)-violinTwo.pdf: $(piece)-violinTwo.ly violinTwo.ily
# Lanciare `make score' per generare la partitura completa di tutti i quattro
# movimenti in un unico file.
.PHONY: score
score: $(piece).pdf
# Lanciare `make parts' per generare tutte le parti.
# Lanciare `make foo.pdf' per generare la parte per lo strumento `foo'.
# Esempio: `make symphony-cello.pdf'.
.PHONY: parts
parts: $(piece)-cello.pdf \
$(piece)-violinOne.pdf \
$(piece)-violinTwo.pdf \
$(piece)-viola.pdf \
$(piece)-oboes.pdf \
$(piece)-horn.pdf
# Lanciare `make movements' per generare i file per i
# quattro movimenti separatamente.
.PHONY: movements
movements: $(piece)I.pdf \
$(piece)II.pdf \
$(piece)III.pdf \
$(piece)IV.pdf
all: score parts movements
archive:
tar -cvvf stamitz.tar \ # questa linea inizia con una tabulazione
--exclude=*pdf --exclude=*~ \
--exclude=*midi --exclude=*.tar \
../Stamitz/*
|
Ci sono alcune complicazioni specifiche della piattaforma Windows. Dopo aver
scaricato e installato GNU Make per Windows, bisogna impostare il percorso
corretto nelle variabili d’ambiente di sistema perché la
shell DOS possa trovare il programma Make. Per farlo, clicca col tasto destro
del mouse su "My Computer," poi scegli Proprietà e
Avanzate. Clicca su Variabili di ambiente, e poi nel
pannello Variabili di Sistema, nella sezione Percorso, clicca su
modifica e aggiungi il percorso al file eseguibile GNU Make, che
avrà un aspetto simile:
C:\Program Files\GnuWin32\bin |
Lo stesso Makefile deve essere modificato per gestire diversi comandi
shell e gli spazi che sono presenti in alcune directory predefinite
di sistema. Il target archive target viene tolto perché Windows
non ha il comando tar; inoltre Windows ha una diversa estensione
predefinita per i file midi.
## VERSIONE DI WINDOWS
##
piece = symphony
LILY_CMD = lilypond -ddelete-intermediate-files \
-dno-point-and-click \
-djob-count=$(NUMBER_OF_PROCESSORS)
#get the 8.3 name of CURDIR (workaround for spaces in PATH)
workdir = $(shell for /f "tokens=*" %%b in ("$(CURDIR)") \
do @echo %%~sb)
.SUFFIXES: .ly .ily .pdf .mid
VPATH = \
$(workdir)/Scores \
$(workdir)/PDF \
$(workdir)/Parts \
$(workdir)/Notes
%.pdf %.mid: %.ly
$(LILY_CMD) $< # questa linea inizia con una tabulazione
if exist "$*.pdf" move /Y "$*.pdf" PDF/
if exist "$*.mid" move /Y "$*.mid" MIDI/
notes = \
cello.ily \
figures.ily \
horn.ily \
oboe.ily \
trioString.ily \
viola.ily \
violinOne.ily \
violinTwo.ily
$(piece)I.pdf: $(piece)I.ly $(notes)
$(piece)II.pdf: $(piece)II.ly $(notes)
$(piece)III.pdf: $(piece)III.ly $(notes)
$(piece)IV.pdf: $(piece)IV.ly $(notes)
$(piece).pdf: $(piece).ly $(notes)
$(piece)-cello.pdf: $(piece)-cello.ly cello.ily
$(piece)-horn.pdf: $(piece)-horn.ly horn.ily
$(piece)-oboes.pdf: $(piece)-oboes.ly oboe.ily
$(piece)-viola.pdf: $(piece)-viola.ly viola.ily
$(piece)-violinOne.pdf: $(piece)-violinOne.ly violinOne.ily
$(piece)-violinTwo.pdf: $(piece)-violinTwo.ly violinTwo.ily
.PHONY: score
score: $(piece).pdf
.PHONY: parts
parts: $(piece)-cello.pdf \
$(piece)-violinOne.pdf \
$(piece)-violinTwo.pdf \
$(piece)-viola.pdf \
$(piece)-oboes.pdf \
$(piece)-horn.pdf
.PHONY: movements
movements: $(piece)I.pdf \
$(piece)II.pdf \
$(piece)III.pdf \
$(piece)IV.pdf
all: score parts movements
|
Il Makefile seguente è per un documento lilypond-book fatto con
LaTeX. Questo progetto ha un indice, dunque il comando latex deve
essere eseguito due volte per aggiornare i collegamenti. I file di output
sono tutti salvati nella directory out per i file .pdf e nella directory
htmlout per i file html.
SHELL=/bin/sh
FILE=myproject
OUTDIR=out
WEBDIR=htmlout
VIEWER=acroread
BROWSER=firefox
LILYBOOK_PDF=lilypond-book --output=$(OUTDIR) --pdf $(FILE).lytex
LILYBOOK_HTML=lilypond-book --output=$(WEBDIR) $(FILE).lytex
PDF=cd $(OUTDIR) && pdflatex $(FILE)
HTML=cd $(WEBDIR) && latex2html $(FILE)
INDEX=cd $(OUTDIR) && makeindex $(FILE)
PREVIEW=$(VIEWER) $(OUTDIR)/$(FILE).pdf &
all: pdf web keep
pdf:
$(LILYBOOK_PDF) # inizia con una tabulazione
$(PDF) # inizia con una tabulazione
$(INDEX) # inizia con una tabulazione
$(PDF) # inizia con una tabulazione
$(PREVIEW) # inizia con una tabulazione
web:
$(LILYBOOK_HTML) # inizia con una tabulazione
$(HTML) # inizia con una tabulazione
cp -R $(WEBDIR)/$(FILE)/ ./ # inizia con una tabulazione
$(BROWSER) $(FILE)/$(FILE).html & # inizia con una tabulazione
keep: pdf
cp $(OUTDIR)/$(FILE).pdf $(FILE).pdf # inizia con una tabulazione
clean:
rm -rf $(OUTDIR) # inizia con una tabulazione
web-clean:
rm -rf $(WEBDIR) # inizia con una tabulazione
archive:
tar -cvvf myproject.tar \ # inizia questa linea con una tabulazione
--exclude=out/* \
--exclude=htmlout/* \
--exclude=myproject/* \
--exclude=*midi \
--exclude=*pdf \
--exclude=*~ \
../MyProject/*
|
Il Makefile precedente non funziona su Windows. Un’alternativa per
gli utenti Windows consiste nel creare un semplice file batch
contenente i comandi per la compilazione. Questo file non terrà
traccia delle dipendenze come fa invece un Makefile, ma almeno riduce
il processo di compilazione a un solo comando. Salva il codice
seguente come build.bat o build.cmd.
Il file batch può essere eseguito nel prompt DOS o semplicemente con
un doppio clic sulla sua icona.
lilypond-book --output=out --pdf myproject.lytex cd out pdflatex myproject makeindex myproject pdflatex myproject cd .. copy out\myproject.pdf MyProject.pdf |
Questo manuale:
Uso da linea di comando,
Eseguire lilypond-book
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Version 1.3, 3 November 2008
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The “Invariant Sections” are certain Secondary Sections whose titles are designated, as being those of Invariant Sections, in the notice that says that the Document is released under this License. If a section does not fit the above definition of Secondary then it is not allowed to be designated as Invariant. The Document may contain zero Invariant Sections. If the Document does not identify any Invariant Sections then there are none.
The “Cover Texts” are certain short passages of text that are listed, as Front-Cover Texts or Back-Cover Texts, in the notice that says that the Document is released under this License. A Front-Cover Text may be at most 5 words, and a Back-Cover Text may be at most 25 words.
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The “Title Page” means, for a printed book, the title page itself, plus such following pages as are needed to hold, legibly, the material this License requires to appear in the title page. For works in formats which do not have any title page as such, “Title Page” means the text near the most prominent appearance of the work’s title, preceding the beginning of the body of the text.
The “publisher” means any person or entity that distributes copies of the Document to the public.
A section “Entitled XYZ” means a named subunit of the Document whose title either is precisely XYZ or contains XYZ in parentheses following text that translates XYZ in another language. (Here XYZ stands for a specific section name mentioned below, such as “Acknowledgements”, “Dedications”, “Endorsements”, or “History”.) To “Preserve the Title” of such a section when you modify the Document means that it remains a section “Entitled XYZ” according to this definition.
The Document may include Warranty Disclaimers next to the notice which states that this License applies to the Document. These Warranty Disclaimers are considered to be included by reference in this License, but only as regards disclaiming warranties: any other implication that these Warranty Disclaimers may have is void and has no effect on the meaning of this License.
You may copy and distribute the Document in any medium, either commercially or noncommercially, provided that this License, the copyright notices, and the license notice saying this License applies to the Document are reproduced in all copies, and that you add no other conditions whatsoever to those of this License. You may not use technical measures to obstruct or control the reading or further copying of the copies you make or distribute. However, you may accept compensation in exchange for copies. If you distribute a large enough number of copies you must also follow the conditions in section 3.
You may also lend copies, under the same conditions stated above, and you may publicly display copies.
If you publish printed copies (or copies in media that commonly have printed covers) of the Document, numbering more than 100, and the Document’s license notice requires Cover Texts, you must enclose the copies in covers that carry, clearly and legibly, all these Cover Texts: Front-Cover Texts on the front cover, and Back-Cover Texts on the back cover. Both covers must also clearly and legibly identify you as the publisher of these copies. The front cover must present the full title with all words of the title equally prominent and visible. You may add other material on the covers in addition. Copying with changes limited to the covers, as long as they preserve the title of the Document and satisfy these conditions, can be treated as verbatim copying in other respects.
If the required texts for either cover are too voluminous to fit legibly, you should put the first ones listed (as many as fit reasonably) on the actual cover, and continue the rest onto adjacent pages.
If you publish or distribute Opaque copies of the Document numbering more than 100, you must either include a machine-readable Transparent copy along with each Opaque copy, or state in or with each Opaque copy a computer-network location from which the general network-using public has access to download using public-standard network protocols a complete Transparent copy of the Document, free of added material. If you use the latter option, you must take reasonably prudent steps, when you begin distribution of Opaque copies in quantity, to ensure that this Transparent copy will remain thus accessible at the stated location until at least one year after the last time you distribute an Opaque copy (directly or through your agents or retailers) of that edition to the public.
It is requested, but not required, that you contact the authors of the Document well before redistributing any large number of copies, to give them a chance to provide you with an updated version of the Document.
You may copy and distribute a Modified Version of the Document under the conditions of sections 2 and 3 above, provided that you release the Modified Version under precisely this License, with the Modified Version filling the role of the Document, thus licensing distribution and modification of the Modified Version to whoever possesses a copy of it. In addition, you must do these things in the Modified Version:
If the Modified Version includes new front-matter sections or appendices that qualify as Secondary Sections and contain no material copied from the Document, you may at your option designate some or all of these sections as invariant. To do this, add their titles to the list of Invariant Sections in the Modified Version’s license notice. These titles must be distinct from any other section titles.
You may add a section Entitled “Endorsements”, provided it contains nothing but endorsements of your Modified Version by various parties—for example, statements of peer review or that the text has been approved by an organization as the authoritative definition of a standard.
You may add a passage of up to five words as a Front-Cover Text, and a passage of up to 25 words as a Back-Cover Text, to the end of the list of Cover Texts in the Modified Version. Only one passage of Front-Cover Text and one of Back-Cover Text may be added by (or through arrangements made by) any one entity. If the Document already includes a cover text for the same cover, previously added by you or by arrangement made by the same entity you are acting on behalf of, you may not add another; but you may replace the old one, on explicit permission from the previous publisher that added the old one.
The author(s) and publisher(s) of the Document do not by this License give permission to use their names for publicity for or to assert or imply endorsement of any Modified Version.
You may combine the Document with other documents released under this License, under the terms defined in section 4 above for modified versions, provided that you include in the combination all of the Invariant Sections of all of the original documents, unmodified, and list them all as Invariant Sections of your combined work in its license notice, and that you preserve all their Warranty Disclaimers.
The combined work need only contain one copy of this License, and multiple identical Invariant Sections may be replaced with a single copy. If there are multiple Invariant Sections with the same name but different contents, make the title of each such section unique by adding at the end of it, in parentheses, the name of the original author or publisher of that section if known, or else a unique number. Make the same adjustment to the section titles in the list of Invariant Sections in the license notice of the combined work.
In the combination, you must combine any sections Entitled “History” in the various original documents, forming one section Entitled “History”; likewise combine any sections Entitled “Acknowledgements”, and any sections Entitled “Dedications”. You must delete all sections Entitled “Endorsements.”
You may make a collection consisting of the Document and other documents released under this License, and replace the individual copies of this License in the various documents with a single copy that is included in the collection, provided that you follow the rules of this License for verbatim copying of each of the documents in all other respects.
You may extract a single document from such a collection, and distribute it individually under this License, provided you insert a copy of this License into the extracted document, and follow this License in all other respects regarding verbatim copying of that document.
A compilation of the Document or its derivatives with other separate and independent documents or works, in or on a volume of a storage or distribution medium, is called an “aggregate” if the copyright resulting from the compilation is not used to limit the legal rights of the compilation’s users beyond what the individual works permit. When the Document is included in an aggregate, this License does not apply to the other works in the aggregate which are not themselves derivative works of the Document.
If the Cover Text requirement of section 3 is applicable to these copies of the Document, then if the Document is less than one half of the entire aggregate, the Document’s Cover Texts may be placed on covers that bracket the Document within the aggregate, or the electronic equivalent of covers if the Document is in electronic form. Otherwise they must appear on printed covers that bracket the whole aggregate.
Translation is considered a kind of modification, so you may distribute translations of the Document under the terms of section 4. Replacing Invariant Sections with translations requires special permission from their copyright holders, but you may include translations of some or all Invariant Sections in addition to the original versions of these Invariant Sections. You may include a translation of this License, and all the license notices in the Document, and any Warranty Disclaimers, provided that you also include the original English version of this License and the original versions of those notices and disclaimers. In case of a disagreement between the translation and the original version of this License or a notice or disclaimer, the original version will prevail.
If a section in the Document is Entitled “Acknowledgements”, “Dedications”, or “History”, the requirement (section 4) to Preserve its Title (section 1) will typically require changing the actual title.
You may not copy, modify, sublicense, or distribute the Document except as expressly provided under this License. Any attempt otherwise to copy, modify, sublicense, or distribute it is void, and will automatically terminate your rights under this License.
However, if you cease all violation of this License, then your license from a particular copyright holder is reinstated (a) provisionally, unless and until the copyright holder explicitly and finally terminates your license, and (b) permanently, if the copyright holder fails to notify you of the violation by some reasonable means prior to 60 days after the cessation.
Moreover, your license from a particular copyright holder is reinstated permanently if the copyright holder notifies you of the violation by some reasonable means, this is the first time you have received notice of violation of this License (for any work) from that copyright holder, and you cure the violation prior to 30 days after your receipt of the notice.
Termination of your rights under this section does not terminate the licenses of parties who have received copies or rights from you under this License. If your rights have been terminated and not permanently reinstated, receipt of a copy of some or all of the same material does not give you any rights to use it.
The Free Software Foundation may publish new, revised versions of the GNU Free Documentation License from time to time. Such new versions will be similar in spirit to the present version, but may differ in detail to address new problems or concerns. See https://www.gnu.org/copyleft/.
Each version of the License is given a distinguishing version number. If the Document specifies that a particular numbered version of this License “or any later version” applies to it, you have the option of following the terms and conditions either of that specified version or of any later version that has been published (not as a draft) by the Free Software Foundation. If the Document does not specify a version number of this License, you may choose any version ever published (not as a draft) by the Free Software Foundation. If the Document specifies that a proxy can decide which future versions of this License can be used, that proxy’s public statement of acceptance of a version permanently authorizes you to choose that version for the Document.
“Massive Multiauthor Collaboration Site” (or “MMC Site”) means any World Wide Web server that publishes copyrightable works and also provides prominent facilities for anybody to edit those works. A public wiki that anybody can edit is an example of such a server. A “Massive Multiauthor Collaboration” (or “MMC”) contained in the site means any set of copyrightable works thus published on the MMC site.
“CC-BY-SA” means the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 license published by Creative Commons Corporation, a not-for-profit corporation with a principal place of business in San Francisco, California, as well as future copyleft versions of that license published by that same organization.
“Incorporate” means to publish or republish a Document, in whole or in part, as part of another Document.
An MMC is “eligible for relicensing” if it is licensed under this License, and if all works that were first published under this License somewhere other than this MMC, and subsequently incorporated in whole or in part into the MMC, (1) had no cover texts or invariant sections, and (2) were thus incorporated prior to November 1, 2008.
The operator of an MMC Site may republish an MMC contained in the site under CC-BY-SA on the same site at any time before August 1, 2009, provided the MMC is eligible for relicensing.
To use this License in a document you have written, include a copy of the License in the document and put the following copyright and license notices just after the title page:
Copyright (C) year your name. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.3 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. A copy of the license is included in the section entitled ``GNU Free Documentation License''. |
If you have Invariant Sections, Front-Cover Texts and Back-Cover Texts, replace the “with…Texts.” line with this:
with the Invariant Sections being list their titles, with
the Front-Cover Texts being list, and with the Back-Cover Texts
being list.
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If you have Invariant Sections without Cover Texts, or some other combination of the three, merge those two alternatives to suit the situation.
If your document contains nontrivial examples of program code, we recommend releasing these examples in parallel under your choice of free software license, such as the GNU General Public License, to permit their use in free software.
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@translationof LilyPond index
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Lo stato di GUILE non viene ripristinato dopo l’elaborazione di un file ‘.ly’: attenzione quindi a non cambiare alcun valore predefinito dall’interno di Scheme.
O almeno questo è possibile in qualsiasi file LilyPond che non contenga codice Scheme. Se c’è del codice Scheme nel file, allora il file LilyPond contiene un linguaggio Turing-completo, ed è possibile imbattersi in problemi col famigerato “Problema dell’arresto” in informatica.
Questo tutorial è elaborato da Texinfo, dunque l’esempio produce dei risultati leggermente diversi nella formattazione.
Nota che PDFLaTeX e LaTeX potrebbero non essere entrambi utilizzabili per compilare un qualsiasi documento LaTeX: ecco perché vengono illustrati i due modi.
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lilypond
\new inaspettatoconvert-ly
lilypond-book
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