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@translationof Score layout
Questa sezione tratta le opzioni di formattazione della partitura disponibili
nel blocco \layout.
4.2.1 Il blocco \layout | ||
| 4.2.2 Impostare la dimensione del rigo |
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\layout@translationof The layout block
Mentre il blocco \paper contiene le impostazioni relative
alla formattazione della pagina per l’intero documento, il blocco
\layout contiene impostazioni di formattazione specifica
di un brano. Per impostare globalmente le opzioni di formattazione
del brano, inserirle in un blocco \layout del livello superiore.
Per impostare le impostazioni di formattazione per un singolo brano, inserirle
in un blocco \layout racchiuso in un blocco \score, dopo la
musica. Le impostazioni che possono apparire in un blocco
\layout includono:
layout-set-staff-size,
\context e
\paper che agiscono sulla formattazione del brano.
La funzione layout-set-staff-size è spiegata nella prossima
sezione, Impostare la dimensione del rigo. Le modifiche di contesto sono
trattate in un capitolo separato; vedi Modifica dei componenti aggiuntivi di un contesto e
Modifica delle impostazioni predefinite di un contesto.
Le variabili \paper che possono apparire in un blocco \layout,
con valori predefiniti presi dal blocco \paper, sono:
line-width, ragged-right e ragged-last
(vedi variabili \paper per larghezze e margini)
indent e short-indent
(vedi Variabili \paper per spostamenti e indentazioni)
system-count
(vedi variabili di \paper per l’interruzione di linea)
Ecco un esempio di blocco \layout:
\layout {
indent = 2\cm
\context {
\StaffGroup
\override StaffGrouper.staff-staff-spacing.basic-distance = #8
}
\context {
\Voice
\override TextScript.padding = #1
\override Glissando.thickness = #3
}
}
|
Si possono inserire molteplici blocchi \layout come espressioni
di livello superiore. Ciò può essere utile, per esempio, se impostazioni
diverse sono salvate in file separati e incluse facoltativamente.
Internamente, quando un blocco \layout viene elaborato, viene fatta
una copia della configurazione del blocco \layout corrente, poi
qualsiasi modifica apportata nel blocco viene applicata e il risultato
viene salvato come la nuova configurazione corrente. Dalla prospettiva
dell’utente, i blocchi \layout sono combinati, ma in situazioni di
conflitto (ovvero quando viene modificata la stessa proprietà in blocchi
diversi) hanno precedenza le definizioni più recenti.
Per esempio, se questo blocco
\layout {
\context {
\Voice
\override TextScript.color = #magenta
\override Glissando.thickness = #1.5
}
}
|
viene posto dopo quello dell’esempio precedente, le sovrascritture di
'padding e 'color per TextScript sono combinate, mentre
quella più recente di 'thickness per Glissando sostituisce
(o nasconde) quella precedente.
I blocchi \layout possono essere assegnati a delle variabili per
poterli riusare successivamente, ma il modo in cui ciò funziona è
leggermente ma significativamente diverso rispetto a scriverle davvero.
Se una variabile è definita in questo modo,
layoutVariable = \layout {
\context {
\Voice
\override NoteHead.font-size = #4
}
}
|
manterrà la configurazione attuale di \layout con l’aggiunta
della sovrascrittura NoteHead.font-size, ma questa combinazione
non è salvata come la nuova configurazione corrente. Attenzione
al fatto che la “configurazione corrente” viene letta quando la variabile
è definita e non quando viene usata, dunque il contenuto della variabile
dipende dalla sua posizione nel file di input.
La variabile può quindi essere usata all’interno di un altro
blocco \layout, per esempio:
\layout {
\layoutVariable
\context {
\Voice
\override NoteHead.color = #red
}
}
|
Un blocco \layout che contiene una variabile, come nell’esempio
precedente, non copia la configurazione corrente bensì usa il
contenuto di \layoutVariable come configurazione di base per
altre aggiunte. Ciò significa che qualsiasi modifica definita tra la
definizione della variabile e il momento in cui essa viene usata è perduta.
Se layoutVariable è definita (o inclusa con \include) subito
prima di essere usata, il suo contenuto comprende soltanto la configurazione
corrente più le sovrascritture definite al suo interno. Quindi nell’esempio
precedente che illustra l’uso di \layoutVariable il blocco \layout
finale conterrebbe:
TextScript.padding = #1 TextScript.color = #magenta Glissando.thickness = #1.5 NoteHead.font-size = #4 NoteHead.color = #red |
più le sovrascritture indent e StaffGrouper.
Ma se la variabile fosse già stata definita prima del primo blocco
\layout, la configurazione corrente conterrebbe soltanto
NoteHead.font-size = #4 % (scritta nella definizione della variabile) NoteHead.color = #red % (aggiunta dopo l'uso della variabile) |
Se ben organizzate, le variabili \layout possono essere un
valido strumento per strutturare le formattazioni dei sorgenti, e anche
per ripristinare la configurazione di \layout a uno stato conosciuto.
Guida alla notazione: Modifica delle impostazioni predefinite di un contesto.
Frammenti: (snippets)Spacing section ‘Spacing’ in Frammenti di codice.
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@translationof Setting the staff size
La dimensione del rigo (in inglese staff size) è 20 punti, che corrispondono a un’altezza del rigo di 7.03mm (un punto è uguale a 100/7227 di un pollice o a 2540/7227 mm). La dimensione del rigo può essere modificata in tre modi:
\book, per essere precisi), usare
set-global-staff-size:
#(set-global-staff-size 14) |
L’esempio precedente imposta la dimensione del rigo globale a 14pt (4.92mm) e ridimensiona proporzionalmente tutti i tipi di carattere.
layout-set-staff-size all’interno del blocco \layout di quel brano:
\score {
…
\layout {
#(layout-set-staff-size 14)
}
}
|
\magnifyStaff. Per esempio, le partiture di musica da camera
incise in modo tradizionale spesso usavano righi per pianoforte di 7mm mentre
gli altri righi erano solitamente tra 3/5 e 5/7 più grandi (tra 60% e 71%).
Per ottenere la proporzione 5/7, usare:
\score {
<<
\new Staff \with {
\magnifyStaff #5/7
} { … }
\new PianoStaff { … }
>>
}
|
Se si desidera una dimensione del tipo di carattere (fontSize) ben
precisa, si può usare la seguente forma:
\score {
<<
\new Staff \with {
\magnifyStaff #(magstep -3)
} { … }
\new PianoStaff { … }
>>
}
|
Per emulare l’aspetto delle partiture incise coi metodi tradizionali, è meglio evitare di ridurre lo spessore delle linee del rigo.
Il font Emmentaler fornisce l’insieme di glifi musicali Feta in otto dimensioni diverse, ciascuna calibrata per una specifica dimensione del rigo. Più piccola è la dimensione del glifo, più “grosso” diventa, per abbinarsi alle linee del rigo più spesse. Le dimensioni dei glifi consigliate sono elencate nella seguente tabella:
| nome del tipo di carattere | altezza del rigo (pt) | altezza del rigo (mm) | uso |
| feta11 | 11.22 | 3.9 | partiture tascabili |
| feta13 | 12.60 | 4.4 | |
| feta14 | 14.14 | 5.0 | |
| feta16 | 15.87 | 5.6 | |
| feta18 | 17.82 | 6.3 | canzonieri |
| feta20 | 20 | 7.0 | parti standard |
| feta23 | 22.45 | 7.9 | |
| feta26 | 25.2 | 8.9 |
Guida alla notazione: Impostare la dimensione del rigo, Il font Emmentaler.
Frammenti: (snippets)Spacing section ‘Spacing’ in Frammenti di codice.
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