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3.2 Titoli e intestazioni

@translationof Titles and headers

Quasi tutte le partiture musicali hanno il titolo e il nome del compositore e alcuni brani comprendono molte altre informazioni.


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3.2.1 Creazione di titoli intestazioni e piè di pagina

@translationof Creating titles headers and footers


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Come funzionano i titoli

@translationof Titles explained

Ogni blocco \book in un singolo file di input produce un diverso file di output, vedi Struttura del file. In ciascun file di output sono disponibili tre tipi di titolazioni: titoli del libro all’inizio di ogni libro (book), titoli della parte all’inizio di ciascuna parte (bookpart) e titoli del brano all’inizio di ciascun brano (score).

I valori dei campi dei titoli come title (titolo) e composer (compositore) sono definiti nei blocchi \header (la sintassi dei blocchi \header e un elenco completo dei campi disponibili si trovano in Formattazione predefinita dei titoli delle parti e dei brani). I titoli del libro, delle parti e dei brani possono avere tutti gli stessi campi, sebbene per impostazione predefinita i campi dei titoli del brano siano limitati a piece e opus.

I blocchi \header possono essere inseriti in quattro diversi punti formando una gerarchia discendente di blocchi \header:

I valori dei campi vengono filtrati attraverso questa gerarchia, con i valori più in alto nella gerarchia che persistono finché un valore più in basso nella gerarchia non ha la precedenza. In sintesi:

Non è necessario inserire blocchi \header in tutti e quattro i luoghi: alcuni o perfino tutti possono essere omessi. Analogalmente, in semplici file di input si possono omettere i blocchi \book e \bookpart, lasciando che questi siano creati implicitamente.

Se il libro ha un solo brano, il blocco \header viene di solito messo all’inizio del file, in modo che sia prodotto soltanto il titolo della parte e lasciando disponibili tutti i campi di titolazione.

Se il libro ha vari brani, è possibile usare diverse disposizioni dei blocchi \header, corrispondenti ai diversi tipi di pubblicazione musicale. Per esempio, se la pubblicazione contiene vari brani dello stesso compositore, la soluzione più adatta prevederebbe un blocco \header all’inizio del file che specifichi il titolo del libro e il nome del compositore, e dei blocchi \header in ciascun blocco \score che specifichino il titolo del brano (piece) e dell’opera (opus), come in questo esempio:

 
\header {
  title = "SUITE I."
  composer = "J. S. Bach."
}

\score {
  \new Staff \relative {
    \clef bass
    \key g \major
    \repeat unfold 2 { g,16( d' b') a b d, b' d, } |
    \repeat unfold 2 { g,16( e' c') b c e, c' e, } |
  }
  \header {
    piece = "Prélude."
  }
}

\score {
  \new Staff \relative {
    \clef bass
    \key g \major
    \partial 16 b16 |
    <g, d' b'~>4 b'16 a( g fis) g( d e fis) g( a b c) |
    d16( b g fis) g( e d c) b(c d e) fis( g a b) |
  }
  \header {
    piece = "Allemande."
  }
}

[image of music]

Sono possibili disposizioni più complesse. Per esempio, i campi testuali del blocco \header di un libro possono essere stampati nei titoli di tutti i brani, magari sovrascrivendo alcuni campi e sopprimendone altri:

 
\book {
  \paper {
    print-all-headers = ##t
  }
  \header {
    title = "DAS WOHLTEMPERIRTE CLAVIER"
    subtitle = "TEIL I"
    % Non mostrare il piè di pagina predefinito nell'ultima pagina di questo libro
    tagline = ##f
  }
  \markup { \vspace #1 }
  \score {
    \new PianoStaff <<
      \new Staff { s1 }
      \new Staff { \clef "bass" s1 }
    >>
    \header {
      title = "PRAELUDIUM I"
      opus = "BWV 846"
      % Non mostrare il sottotitolo in questo brano
      subtitle = ##f
    }
  }
  \score {
    \new PianoStaff <<
      \new Staff { s1 }
      \new Staff { \clef "bass" s1 }
    >>
    \header {
      title = "FUGA I"
      subsubtitle = "A 4 VOCI"
      opus = "BWV 846"
      % Non mostrare il sottotitolo in questo brano
      subtitle = ##f
    }
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Struttura del file, Formattazione predefinita dei titoli delle parti e dei brani, Formattazione personalizzata dei titoli.


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Formattazione predefinita dei titoli delle parti e dei brani

@translationof Default layout of bookpart and score titles

Questo esempio illustra visivamente tutte le variabili del blocco \header:

 
\book {
  \header {
      % I seguenti campi sono centrati
    dedication = "Dedica"
    title = "Titolo"
    subtitle = "Sottotitolo"
    subsubtitle = "Sottosottotitolo"
      % I seguenti campi sono distribuiti uniformemente su una riga
      % il campo "instrument" appare anche nelle pagine seguenti
    instrument = \markup \with-color #green "Strumento"
    poet = "Poeta"
    composer = "Compositore"
      % I campi seguenti sono posti agli estremi opposti della stessa riga
    meter = "Tempo"
    arranger = "Arrangiatore"
      % I campi seguenti sono centrati in fondo
    tagline = "Lo slogan va in fondo all'ultima pagina"
    copyright = "Il copyright va in fondo alla prima pagina"
  }
  \score {
    { s1 }
    \header {
        % I campi seguenti sono posti agli estremi opposti della stessa riga
      piece = "Brano 1"
      opus = "Opera 1"
    }
  }
  \score {
    { s1 }
    \header {
        % I campi seguenti sono posti agli estremi opposti della stessa riga
      piece = "Brano 2 sulla stessa pagina"
      opus = "Opera 2"
    }
  }
  \pageBreak
  \score {
    { s1 }
    \header {
        % I campi seguenti sono posti agli estremi opposti della stessa riga
      piece = "Brano 3 su una nuova pagina"
      opus = "Opera 3"
    }
  }
}

[image of music]

Notare che:

Per cambiare la formattazione predefinita leggere Formattazione personalizzata dei titoli.

Se un blocco \book inizia subito con un blocco \bookpart, non verrà stampato alcun titolo per il libro, dato che non esiste una pagina in cui farlo apparire. Se il titolo del libro deve comunque apparire, conviene inserire all’inizio di \book del testo inserito con \markup oppure un comando \pageBreak.

Usare la variabile breakbefore all’interno di un blocco \header racchiuso in un blocco \score per far sì che i titoli del blocco \header di più alto livello appaiano da soli nella prima pagina, mentre la musica (definita nel blocco \score) inizia nella pagina successiva.

 
\book {
  \header {
    title = "Titolo del libro"
    subtitle = "Sottotitolo del libro"
    copyright = "Fine della prima pagina"
  }
  \score {
    \repeat unfold 4 { e'' e'' e'' e'' }
    \header {
      piece = "Titolo del brano"
      breakbefore = ##t
    }
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Manuale di apprendimento: (learning)Come funzionano i file di input di LilyPond section ‘Come funzionano i file di input di LilyPond’ in Manuale di Apprendimento,

Guida alla notazione: Formattazione personalizzata dei titoli, Struttura del file.

File installati: ‘ly/titling-init.ly’.


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Formattazione predefinita delle intestazioni e dei piè di pagina

@translationof Default layout of headers and footers

Le intestazioni e i piè di pagina sono linee di testo che appaiono in cima e in fondo alle pagine, distinte dal testo principale di un libro. Possono essere definite nelle seguenti variabili del blocco \paper:

Queste variabili di markup possono soltanto accedere ai campi testuali definiti nei blocchi \header del livello superiore (che vengono applicati a tutti i brani del libro) e sono definiti in ‘ly/titling-init.ly’. Impostazioni predefinite:

Il testo del piè di pagina predefinito per l’ultima pagina può essere modificato aggiungendo il campo tagline al blocco \header del livello superiore.

 
\book {
  \header {
    tagline = "... notazione musicale per tutti"
  }
  \score {
    \relative {
      c'4 d e f
    }
  }
}

[image of music]

Per toglierlo, impostare tagline su ##f.


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3.2.2 Titoli intestazioni e piè di pagina personalizzati

@translationof Custom titles headers and footers


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Titoli personalizzati

@translationof Custom text formatting for titles

Si possono usare i normali comandi \markup per personalizzare qualsiasi intestazione, piè di pagina e titolo di un blocco \header.

 
\score {
  { s1 }
  \header {
    piece = \markup { \fontsize #4 \bold "PRAELUDIUM I" }
    opus = \markup { \italic "BWV 846" }
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Formattazione del testo.


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Formattazione personalizzata dei titoli

@translationof Custom layout for titles

I comandi \markup nel blocco \header sono utili solo per la formattazione del testo, ma non consentono un controllo preciso sul posizionamento dei titoli. Per personalizzare il posizionamento dei campi testuali, cambiare una o entrambe le seguenti variabili \paper:

Il posizionamento dei titoli secondo i valori predefiniti di queste variabili \markup è mostrato negli esempi in Formattazione predefinita dei titoli delle parti e dei brani.

Le impostazioni predefinite di scoreTitleMarkup, definite in ‘ly/titling-init.ly’, sono:

 
scoreTitleMarkup = \markup { \column {
  \on-the-fly \print-all-headers { \bookTitleMarkup \hspace #1 }
  \fill-line {
    \fromproperty #'header:piece
    \fromproperty #'header:opus
  }
}
}

Questo pone i campi testuali piece e opus alle estremità opposte della stessa riga:

 
\score {
  { s1 }
  \header {
    piece = "PRAELUDIUM I"
    opus = "BWV 846"
  }
}

[image of music]

L’esempio seguente ridefinisce scoreTitleMarkup in modo che il campo testuale di piece sia centrato e in un tipo di carattere più grande e in grassetto.

 
\book {
  \paper {
    indent = 0\mm
    scoreTitleMarkup = \markup {
      \fill-line {
        \null
        \fontsize #4 \bold \fromproperty #'header:piece
        \fromproperty #'header:opus
      }
    }
  }
  \header { tagline = ##f }
  \score {
    { s1 }
    \header {
      piece = "PRAELUDIUM I"
      opus = "BWV 846"
    }
  }
}

[image of music]

I campi testuali che non sono normalmente attivi nei blocchi \header compresi in un blocco \score possono essere stampati nello spazio dedicato al titolo del brano aggiungendo print-all-headers nel blocco \paper. Lo svantaggio di questo metodo è che i campi testuali intesi esclusivamente per lo spazio del titolo della parte devono essere manualmente soppressi in ogni blocco \score. Vedi Come funzionano i titoli.

Per evitare ciò, è meglio mettere il campo testuale desiderato nella definizione di scoreTitleMarkup. Nell’esempio seguente il campo composer (solitamente associato a bookTitleMarkup) viene aggiunto a scoreTitleMarkup, facendo sì che ogni brano possa elencare un diverso compositore:

 
\book {
  \paper {
    indent = 0\mm
    scoreTitleMarkup = \markup {
      \fill-line {
        \null
        \fontsize #4 \bold \fromproperty #'header:piece
        \fromproperty #'header:composer
      }
    }
  }
  \header { tagline = ##f }
  \score {
    { s1 }
    \header {
      piece = "MENUET"
      composer = "Christian Petzold"
    }
  }
  \score {
    { s1 }
    \header {
      piece = "RONDEAU"
      composer = "François Couperin"
    }
  }
}

[image of music]

È anche possibile creare un campo testuale personalizzato e fare riferimento ad esso nella definizione di markup.

 
\book {
  \paper {
    indent = 0\mm
    scoreTitleMarkup = \markup {
      \fill-line {
        \null
        \override #`(direction . ,UP)
        \dir-column {
          \center-align \fontsize #-1 \bold
            \fromproperty #'header:mycustomtext %% Campo definito dall'utente
          \center-align \fontsize #4 \bold
            \fromproperty #'header:piece
        }
        \fromproperty #'header:opus
      }
    }
  }
  \header { tagline = ##f }
  \score {
    { s1 }
    \header {
      piece = "FUGA I"
      mycustomtext = "A 4 VOCI" %% Campo definito dall'utente
      opus = "BWV 846"
    }
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: Come funzionano i titoli.


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Formattazione personalizzata di intestazioni e piè di pagina

@translationof Custom layout for headers and footers

I comandi \markup nel blocco \header sono utili solo per la formattazione del testo, ma non consentono un controllo preciso sul posizionamento di intestazioni e piè di pagina. Per personalizzare il posizionamento dei campi testuali, usare una o entrambe le seguenti variabili \paper:

Il comando \on-the-fly – usato all’interno di un blocco \markup – permette di aggiungere del testo a intestazioni e piè di pagina definiti nel blocco \paper, solo se certe condizioni sono soddisfatte, tramite la seguente sintassi:

 
variabile = \markup {
  …
  \on-the-fly  \procedura  testo
  …
}

La procedura viene chiamata ogni volta che viene elaborato il comando \markup nel quale essa si trova. La procedura verifica una precisa condizione e interpreta (ovvero stampa) l’argomento testo se e solo se la condizione è vera.

Sono disponibili varie procedure pronte per verificare varie condizioni:

Nome della proceduraCondizione verificata
print-page-number-check-firststampare questa pagina?
create-page-number-stencilprint-page-numbers è vero?
print-all-headersprint-all-headers è vero?
first-pageprima pagina del libro?
not-first-pagenon la prima pagina del libro?
(on-page nmbr)numero pagina = nmbr?
last-pageultima pagina del libero?
part-first-pageprima pagina della parte?
not-part-first-pagenon la prima pagine della parte?
part-last-pageultima pagina della parte?
not-single-pagepagine della parte > 1?

L’esempio seguente centra i numeri di pagina in fondo a ogni pagina. Innanzitutto vengono annullate le impostazioni predefinite per oddHeaderMarkup e evenHeaderMarkup definendo ciascuno di essi come un markup null. Poi oddFooterMarkup viene ridefinito col numero di pagina centrato. Infine a evenFooterMarkup viene assegnata la stessa formattazione di \oddFooterMarkup:

 
\book {
  \paper {
    print-page-number = ##t
    print-first-page-number = ##t
    oddHeaderMarkup = \markup \null
    evenHeaderMarkup = \markup \null
    oddFooterMarkup = \markup {
      \fill-line {
        \on-the-fly \print-page-number-check-first
        \fromproperty #'page:page-number-string
      }
    }
    evenFooterMarkup = \oddFooterMarkup
  }
  \score {
    \new Staff { s1 \break s1 \break s1 }
  }
}

[image of music]

Varie condizioni \on-the-fly possono essere combinate insieme come se si utilizzasse l’operatore logico ‘AND’ e il testo apparirà solo se tutte le condizioni sono vere. Per esempio, queste due condizioni

 
  \on-the-fly \first-page
  \on-the-fly \last-page
  { \markup … \fromproperty #'header: … }

verificano se l’output è una pagina singola.

Vedi anche

Guida alla notazione: Come funzionano i titoli, Formattazione predefinita dei titoli delle parti e dei brani.

File installati: ‘../ly/titling-init.ly’.


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3.2.3 Creazione di metadati per i file di output

@translationof Creating output file metadata

Oltre ad apparire nell’output, le variabili di \header vengono usate anche per impostare i metadati per i file di output. Per esempio, con i file PDF, questi metadati possono essere mostrati dai lettori PDF come proprietà del file PDF. Per ciascun tipo di file di output, verranno considerate solo le definizioni \header dei blocchi specifici per quel tipo e dei blocchi che si trovano al livello superiore della gerarchia. Dunque per i file PDF solo le definizioni \header del livello \book e del livello superiore vengono utilizzate per i metadati PDF del documento, mentre per i file MIDI vengono usate le definizioni che si trovano in un livello inferiore o in un blocco \score.

Per esempio, impostando la proprietà title del blocco header su ‘Sinfonia I’, questo nome verrà usato come titolo del documento PDF e come nome della sequenza del file MIDI.

 
  \header {
    title = "Sinfonia I"
  }

Se si desidera impostare il titolo dell’output su un valore e la proprietà titolo del PDF su un valore diverso, si può usare pdftitle, nel modo seguente:

 
  \header {
    title = "Sinfonia I"
    pdftitle = "Sinfonia I di Beethoven"
  }

Le variabili title, subject, keywords, subtitle, composer, arranger, poet, author e copyright impostano anche le proprietà del PDF e possono essere tutte prefissate con ‘pdf’ per impostare una proprietà del PDF su un valore diverso da quello dell’output.

La proprietà PDF Creator è automaticamente impostata su ‘LilyPond’ più la versione di LilyPond utilizzata, e CreationDate (data di creazione) e ModDate (data di modifica) sono entrambe impostate sulla data e ora correnti. ModDate può essere sovrascritta impostando nel blocco header la variabile moddate (o pdfmoddate) su una valida data per il PDF.

La variabile title imposta anche il nome della sequenza dei file MIDI. La variabile midititle serve a impostare il nome della sequenza in modo indipendente dal valore usato per l’output.


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3.2.4 Creazione di note a piè di pagina

@translationof Creating footnotes

Le note a piè di pagina possono essere usate in situazioni diverse. In tutti i casi, un ‘segno della nota a piè di pagina’ viene inserito come riferimento vicino al testo o alla musica a cui si riferisce e il corrispondente ‘testo della nota a piè di pagina’ appare in fondo alla stessa pagina.

Le note a piè di pagina si creano diversamente a seconda che siano applicate a espressioni musicali o a del testo separato e fuori dalle espressioni musicali.


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Note a piè di pagina nelle espressioni musicali

@translationof Footnotes in music expressions

Panoramica sulle note a piè di pagina attaccate alla musica

Le note a piè di pagina nelle espressioni musicali appartengono a due categorie:

Note a piè di pagina basate su un evento

sono collegate a un preciso evento. Esempi di tali eventi sono note singole, articolazioni (come le indicazioni di diteggiatura, gli accenti, le dinamiche), e ciò che è successivo a un evento (come le legature di portamento e le travature manuali). La forma generale per le note a piè di pagina basate su un evento è la seguente:

 
[direzione] \footnote [segno] offset nota musica
Note a piè di pagina basate sul tempo

sono collegate a un preciso momento temporale in un contesto musicale. Alcuni comandi come \time e \clef non usano in realtà degli eventi per creare oggetti come le indicazioni di tempo e le chiavi. E nemmeno un accordo crea un suo evento: il suo gambo o coda sono creati alla fine di un’unità di tempo (attraverso un evento di una delle note al suo interno). Non è definito esattamente quale dei molteplici eventi nota di un accordo sarà giudicato la causa ultima di un gambo o di una coda. Dunque per legare una nota a questi, sono preferibili le note a piè di pagina basate sul tempo.

Una nota a piè di pagina basata sul tempo permette a tali oggetti della formattazione di avere delle note senza che sia necessario riferirsi a un evento. La forma generale per le note a piè di pagina basate sul tempo è la seguente:

 
\footnote [segno] offset nota [Contesto].NomeGrob

Gli elementi di entrambe le forme sono:

direzione

se (e solo se) \footnote viene applicato a un post-evento o a una articolazione, deve essere preceduto da un indicatore di direzione (-, _, ^) per poter collegare la musica (col segno della nota a piè di pagina) alla nota o pausa precedenti.

segno

è del testo – racchiuso tra virgolette o in un blocco \markup – che specifica il segno della nota usata per contrassegnare sia il punto di riferimento che la nota stessa in fondo alla pagina. Può essere omesso (o sostituito con \default), nel qual caso sarà generato automaticamente un numero in sequenza. Tali sequenze numeriche ricominciano su ogni pagina contenente una nota.

offset

è una coppia di numeri come ‘#(2 . 1)’ che specificano la distanza orizzontale e verticale (X e Y offset), in unità di spazio rigo, dal bordo dell’oggetto in cui il segno deve essere posizionato. Valori positivi degli offset vengono presi dal bordo in alto a destra, valori negativi dal bordo in basso a sinistra e lo zero significa che il segno è centrato sul bordo.

Contesto

è il contesto in cui è creato il grob a cui è collegata la nota. Può essere omesso se il grob si trova in un contesto più basso, per esempio un contesto Voice.

NomeGrob

indica un tipo di grob a cui assegnare la nota (come ‘Flag’). Se viene specificato, la nota a piè di pagina non è collegata a un’espressione musicale in particolare, bensì a tutti i grob di quel tipo che si trovano in quel momento del tempo musicale.

nota

è il testo – racchiuso tra virgolette o in un blocco \markup – che contiene il testo da usare per la nota a piè di pagina.

musica

è l’evento musicale o il post-evento o articolazione a cui viene collegata la nota.

Note a piè di pagina basate su un evento

Una nota a piè di pagina può essere collegata a un oggetto della formattazione direttamente causato dall’evento corrispondente a musica con la sintassi:

 
\footnote [segno] offset nota musica
 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c'' {
    \footnote #'(-1 . 3) "Una nota" a4
    a4
    \footnote #'(2 . 2) "Una pausa" r4
    a4
  }
}

[image of music]

Contrassegnare un intero accordo con una nota a piè di pagina basata su un evento non è possibile: infatti un accordo, perfino uno che contenga una sola nota, non produce un vero evento specifico. Tuttavia possono essere contrassegnate singole note dentro l’accordo:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c'' {
    \footnote #'(2 . 3) "Non funziona" <a-3>2
    <\footnote #'(-2 . -3) "Funziona" a-3>4
    <a-3 \footnote #'(3 . 1/2) "Anche questo funziona" c-5>4
  }
}

[image of music]

Se la nota deve essere attaccata a un post-evento o un’articolazione il comando \footnote deve essere preceduto da un indicatore di direzione, -, _, ^, e seguito dal post-evento o dall’articolazione che si desidera commentare nell’argomento musica. In questa forma \footnote può essere considerato semplicemente una copia del suo ultimo argomento con un segno di nota a piè di pagina collegato a esso. La sintassi è:

 
direzione \footnote [segno] offset nota musica
 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative {
    a'4_\footnote #'(0 . -1) "Una legatura di portamento forzata in giù" (
    b8^\footnote #'(1 . 0.5) "Una travatura manuale forzata in su" [
    b8 ]
    c4 )
    c-\footnote #'(1 . 1) "Tenuto" --
  }
}

[image of music]

Note a piè di pagina basate sul tempo

Se l’oggetto della formattazione a cui attaccare la nota è indirettamente causato da un evento – come un Accidental (alterazione) o Stem (gambo) causati da un evento NoteHead (testa di nota), è necessario specificare il NomeGrob dell’oggetto di formattazione al posto di musica dopo il testo della nota:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c'' {
    \footnote #'(-1 . -3) "Un bemolle" Accidental
    aes4 c
    \footnote #'(-1 . 0.5) "Un altro bemolle" Accidental
    ees
    \footnote #'(1 . -2) "Un gambo" Stem
    aes
  }
}

[image of music]

Tuttavia nota che, quando si specifica un NomeGrob, una nota a piè di pagina sarà attaccata a tutti i grob di quel tipo che si trovano in quel momento musicale:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c' {
    \footnote #'(-1 . 3) "Un bemolle" Accidental
    <ees ges bes>4
    \footnote #'(2 . 0.5) "Articolazione" Script
    c'->-.
  }
}

[image of music]

È possibile assegnare a una nota di un accordo una singola nota a piè di pagina (basata su un evento). ‘NoteHead’ è l’unico grob causato direttamente dalla nota di un accordo, dunque una nota a piè di pagina basata su un evento è adatta soltanto ad aggiungere una nota a piè di pagina al ‘NoteHead’ all’interno di un accordo. Tutti gli altri grob delle note di un accordo sono causati indirettamente. Il comando \footnote non ha una sintassi per specificare sia un particolare tipo di grob sia un particolare evento a cui collegare la nota. Tuttavia si può usare un comando \footnote basato sul tempo per specificare il tipo di grob e poi precedere tale comando con \single perché venga applicato soltanto all’evento che segue:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c'' {
    < \footnote #'(1 . -2) "An A" a
      \single \footnote #'(-1 . -1) "Un diesis" Accidental
      cis
      \single \footnote #'(0.5 . 0.5) "Un bemolle" Accidental
      ees fis
    >2
  }
}

[image of music]

Nota: Quando le note a piè di pagina sono collegate a diversi elementi musicali nello stesso momento musicale, come nell’esempio precedente, le note sono numerate dall’elemento più alto a quello più in basso come questi appaiono nell’output e non nell’ordine in cui sono inseriti nell’input.

Gli oggetti della formattazione come le chiavi e i cambi di armatura di chiave sono causati principalmente da proprietà modificate piuttosto che da veri eventi. Per questo motivo le note su tali oggetti devono essere basate sul loro tempo musicale. Le note a piè di pagina basate sul tempo sono da preferire anche quando si vogliono contrassegnare elementi come i gambi e le travature in un accordo: sebbene tali elementi dell’accordo siano nominalmente assegnati a un evento all’interno dell’accordo, affidarsi a una scelta particolare sarebbe imprudente.

L’oggetto della formattazione in questione deve essere sempre specificato esplicitamente nelle note a piè di pagina basate sul tempo, e il contesto appropriato deve essere indicato se il grob viene creato in un contesto diverso da quello più basso.

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c'' {
    r1 |
    \footnote #'(-0.5 . -1) "Cambio di tempo" Staff.TimeSignature
    \time 3/4
    \footnote #'(1 . -1) "Gambo dell'accordo" Stem
    <c e g>4 q q
    \footnote #'(-0.5 . 1) "Stanghetta" Staff.BarLine
    q q
    \footnote #'(0.5 . -1) "Cambio di armatura" Staff.KeySignature
    \key c \minor
    q
  }
}

[image of music]

Si possono usare segni personalizzati in alternativa a quelli numerici, e si può sopprimere la linea che collega l’oggetto commentato al segno:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \relative c' {
    \footnote "*" #'(0.5 . -2) \markup { \italic "* La prima nota" } a'4
    b8
    \footnote \markup { \super "$" } #'(0.5 . 1)
      \markup { \super "$" \italic " La seconda nota" } e
    c4
    \once \override Score.FootnoteItem.annotation-line = ##f
    b-\footnote \markup \tiny "+" #'(0.1 . 0.1)
      \markup { \super "+" \italic " Editoriale" } \p
  }
}

[image of music]

Altri esempi di segni personalizzati si trovano in Note a piè di pagina nel testo separato.


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Note a piè di pagina nel testo separato

@translationof Footnotes in stand-alone text

Vengono usate all’interno di blocchi \markup che si trovano fuori dalle espressioni musicali. Non hanno una linea che le unisce al loro punto di riferimento: i loro segni seguono semplicemente il testo citato. I segni possono essere inseriti automaticamente, nel qual caso sono numerici; altrimenti è possibile inserire manualmente dei segni personalizzati.

Le note a piè di pagina su testo separato vengono create in modo diverso a seconda che si scelgano segni automatici oppure segni personalizzati.

Note a piè di pagina nel testo separato con segni automatici

La sintassi di una nota a piè di pagina nel testo separato con segni automatici è

 
\markup { … \footnote testo nota … }

Gli elementi sono:

testo

è il testo – racchiuso tra virgolette doppie o in un blocco markup – da contrassegnare.

nota

è il testo della nota a piè di pagina.

Per esempio:

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \markup {
    "Una semplice"
    \footnote "canzone" \italic " Scritta da me"
    "è mostrata sotto.  È una composizione"
    \footnote "recente" \italic " Agosto 2012"
    "."
  }
  \relative {
    a'4 b8 e c4 d
  }
}

[image of music]

Note a piè di pagina nel testo separato con segni personalizzati

La sintassi di una nota a piè di pagina nel testo separato con segni personalizzati è

 
\markup { … \footnote segno nota … }

Gli elementi sono:

segno

è una stringa di testo o un markup che indicano il segno da usare per contrassegnare il punto di riferimento. Tale segno non viene inserito automaticamente prima della nota stessa.

nota

è una stringa di testo o un markup che indicano il testo della nota a piè di pagina, preceduto dal segno.

Qualsiasi carattere facile da scrivere, come * o +, può essere usato come+ segno, come è spiegato in Note a piè di pagina nelle espressioni musicali. Altrimenti, si possono usare gli alias ASCII (vedi Alias ASCII):

 
\book {
  \paper { #(include-special-characters) }
  \header { tagline = ##f }
  \markup {
    "Una semplice canzone"
    \footnote "*" \italic "* Scritta da me"
    "è mostrata sotto.  È una composizione recente"
    \footnote \super &dagger; \concat {
      \super &dagger; \italic " Agosto 2012"
    }
    "."
  }
  \relative {
    a'4 b8 e c4 d
  }
}

[image of music]

È possibile usare anche i caratteri Unicode per indicare i segni (vedi Unicode):

 
\book {
  \header { tagline = ##f }
  \markup {
    "Una semplice canzone"
    \footnote \super \char##x00a7 \concat {
      \super \char##x00a7 \italic " Scritta da me"
    }
    "è mostrata sotto.  È una composizione recente"
    \footnote \super \char##x00b6 \concat {
      \super \char##x00b6 \italic " Agosto 2012"
    }
    "."
  }
  \relative {
    a'4 b8 e c4 d
  }
}

[image of music]

Vedi anche

Manuale di apprendimento: (learning)Oggetti e interfacce section ‘Oggetti e interfacce’ in Manuale di Apprendimento.

Guida alla notazione: Alias ASCII, Nuvoletta di aiuto, Elenco dei caratteri speciali, Indicazioni testuali, Scritte, Unicode.

Guida al funzionamento interno: (internals)FootnoteEvent section ‘FootnoteEvent’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)FootnoteItem section ‘FootnoteItem’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)FootnoteSpanner section ‘FootnoteSpanner’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)Footnote_engraver section ‘Footnote_engraver’ in Guida al Funzionamento Interno.

Problemi noti e avvertimenti

Varie note a piè di pagina sulla stessa pagina possono essere messe soltanto una dopo l’altra; non è possibile disporle sulla stessa riga.

Le note a piè di pagina non possono essere collegate a MultiMeasureRests, a travature automatiche o a testo vocale.

I segni delle note a piè di pagina potrebbero entrare in collisione con righi, oggetti \markup, altri segni e linee delle note a piè di pagina.


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3.2.5 Riferimento ai numeri di pagina

@translationof Reference to page numbers

È possibile contrassegnare un punto specifico di una partitura usando il comando \label (etichetta) nel livello superiore o all’interno della musica. Questa etichetta può quindi essere citata all’interno di un blocco markup, per ottenere il numero di pagina in cui è stato inserito il punto contrassegnato, tramite il comando markup \page-ref.

 
\header { tagline = ##f }
\book {
  \label #'primoBrano
  \score {
    {
      c'1
      \pageBreak \mark A \label #'segnoA
      c'1
    }
  }
  \markup { Il primo brano inizia a pagina \page-ref #'primoBrano "0" "?" }
  \markup { Il segno A è a pagina \page-ref #'segnoA "0" "?" }
}

[image of music]

Il comando markup \page-ref prende tre argomenti:

  1. l’etichetta – un simbolo Scheme – per esempio #'primoBrano;
  2. un testo markup da usare come misura di riferimento per stimare le dimensioni del testo;
  3. un testo markup che verrà usato al posto del numero di pagina se l’etichetta non viene trovata.

Il motivo per cui è necessario una misura di riferimento è che, nel momento in cui vengono interpretati i testi (markup), le interruzioni di pagina non sono state decise, quindi i numeri di pagina non sono ancora noti. Per aggirare il problema, la vera interpretazione del testo viene rimandata a un momento successivo; tuttavia le dimensioni del testo devono essere conosciute prima, ecco perché serve una misura di riferimento per decidere tali dimensioni. Se il libro ha un numero di pagine compreso tra 10 e 99, tale misura sarà "00", ovvero un numero di due cifre.

Comandi predefiniti

\label, \page-ref.


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3.2.6 Indice

@translationof Table of contents

L’indice si include col comando \markuplist \table-of-contents. Gli elementi che devono apparire nell’indice si inseriscono col comando \tocItem, che può essere usato nel livello superiore o all’interno di un’espressione musicale.

\markuplist \table-of-contents
\pageBreak

\tocItem \markup "Primo brano"
\score {
  {
    c'4  % ...
    \tocItem \markup "Un punto preciso nel primo brano"
    d'4  % ...
  }
}

\tocItem \markup "Secondo brano"
\score {
  {
    e'4 % ...
  }
}

I testi markup usati per formattare l’indice sono definiti nel blocco \paper. Ce ne sono due predefiniti:

Queste variabili possono essere entrambe modificate.

Ecco un esempio che mostra come cambiare il titolo dell’indice in francese:

\paper {
  tocTitleMarkup = \markup \huge \column {
    \fill-line { \null "Table des matières" \null }
    \hspace #1
  }
}

Ecco un esempio che mostra come cambiare il corpo dei caratteri nell’indice:

\paper {
  tocItemMarkup = \markup \large \fill-line {
    \fromproperty #'toc:text \fromproperty #'toc:page
  }
}

Nota il modo in cui sono citati il testo e il numero di pagina dell’elemento dell’indice nella definizione di tocItemMarkup.

Includendo il comando \tocItemWithDotsMarkup dentro tocItemMarkup lo spazio tra un elemento dell’indice e la sua pagina corrispondente sarà riempito con dei punti:

 
\header { tagline = ##f }
\paper {
  tocItemMarkup = \tocItemWithDotsMarkup
}

\book {
  \markuplist \table-of-contents
  \tocItem \markup { Allegro }
  \tocItem \markup { Largo }
  \markup \null
}

[image of music]

Si possono anche definire comandi personalizzati con markup specifici per creare un indice più complesso. Nell’esempio seguente, viene definito un nuovo stile per inserire i nomi degli atti nell’indice di un’opera.

Una nuova variabile di markup (chiamata tocActMarkup) viene definita nel blocco \paper:

\paper {
  tocActMarkup = \markup \large \column {
    \hspace #1
    \fill-line { \null \italic \fromproperty #'toc:text \null }
    \hspace #1
  }
}

Viene quindi aggiunta una funzione musicale personalizzata (tocAct), che usa la nuova definizione di markup tocActMarkup:

tocAct =
#(define-music-function (text) (markup?)
   (add-toc-item! 'tocActMarkup text))

Un file di input di LilyPond, che usi queste definizioni personalizzate, potrebbe avere il seguente output:

[image of music]

Ecco un esempio del comando \fill-with-pattern usato nel contesto di un indice:

\paper {
  tocItemMarkup = \markup { \fill-line {
    \override #'(line-width . 70)
    \fill-with-pattern #1.5 #CENTER . \fromproperty #'toc:text \fromproperty #'toc:page
    }
  }
}

Vedi anche

File installati: ‘ly/toc-init.ly’.

Comandi predefiniti

\table-of-contents, \tocItem.


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