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@translationof Chord notation
Gli accordi possono essere inseriti come normali note opppure nella modalità per accordi, e visualizzati usando varie convenzioni della tradizione europea. Possono essere visualizzati anche i nomi degli accordi e la notazione del basso continuo.
| 2.7.1 Modalità accordo | ||
| 2.7.2 Visualizzazione accordi | ||
| 2.7.3 Basso continuo |
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@translationof Chord mode
La modalità accordo serve a inserire accordi usando un indicatore della struttura dell’accordo invece delle altezze dell’accordo.
| Panoramica sulla modalità accordo | ||
| Accordi comuni | ||
| Accordi estesi e alterati |
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@translationof Chord mode overview
Gli accordi possono essere inseriti come musica simultanea, come è spiegato in Note in un accordo.
Possono essere inseriti anche in “modalità accordo”, ovvero una modalità di input che utilizza le strutture degli accordi nella tradizione musicale europea invece di altezze specifiche. Ciò è più comodo per chi è abituato a utilizzare i nomi degli accordi per descriverli. Maggiori informazioni sulle diverse modalità di input si trovano in Modalità di inserimento.
\chordmode { c1 g a g c }
Gli accordi inseriti in modalità accordo sono elementi musicali e possono
quindi essere trasposti proprio come gli accordi inseriti come musica
simultanea. \chordmode funziona in modalità assoluta, perché
\relative non ha effetto sui blocchi \chordmode. Tuttavia
in modalità accordo le altezze assolute sono un’ottava più alta che in
modalità nota.
Nella musica sequenziale è possibile mischiare la modalità accordo con la modalità nota:
\relative { <c' e g>2 <g b d> \chordmode { c2 f } <c e g>2 <g' b d> \chordmode { f2 g } }
Glossario musicale: (music-glossary)chord section ‘accordo’ in Glossario Musicale.
Guida alla notazione: Note in un accordo, Modalità di inserimento.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Le scorciatoie predefinite per le articolazioni e gli ornamenti non possono essere usate sulle note in modalità accordo, vedi Articolazioni e abbellimenti.
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@translationof Common chords
Le triadi maggiori si inseriscono scrivendo la nota fondamentale seguita da una durata opzionale:
\chordmode { c2 f4 g }
Le triadi minori, aumentate e diminuite si inseriscono aggiungendo
: e un modificatore della qualità subito dopo la durata:
\chordmode { c2:m f4:aug g:dim }
Si possono creare accordi di settima:
\chordmode { c1:7 c:m7 c:maj7 c:dim7 c:aug7 }
La tabella seguente mostra le azioni dei modificatori della qualità su triadi e accordi di settima. Il settimo grado predefinito aggiunto agli accordi è una settima minore, che rende la settima dominante l’accordo di settima fondamentale. Tutte le alterazioni sono relative alla settima dominante. Una tabella più completa dell’uso dei modificatori si trova in Modificatori degli accordi comuni.
| Modificatore | Azione | Esempio |
| Nessuno | L’azione predefinita; produce una triade maggiore. | |
| m, m7 | L’accordo minore. Questo modificatore abbassa il 3° grado. | |
| dim, dim7 | L’accordo diminuito. Questo modificatore abbassa il 3°, il 5° e (se presente) il 7° grado. | |
| aug | L’accordo aumentato. Questo modificatore alza il 5° grado. | |
| maj, maj7 | L’accordo di settima maggiore. Questo modificatore aggiunge un 7° grado alzato.
Il 7 che segue maj è opzionale. Non usare questo modificatore
per creare una triade maggiore. |
Guida alla notazione: Modificatori degli accordi comuni, Accordi estesi e alterati.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Si può usare un solo modificatore della qualità per accordo, solitamente sul grado più alto presente nell’accordo. Gli accordi con più di un modificatore verranno analizzati senza produrre errori o avvisi, ma producono risultati imprevedibili. Gli accordi che non si possono ottenere con un singolo modificatore devono essere alterati per altezze individuali, come è spiegato in Accordi estesi e alterati.
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@translationof Extended and altered chords
In modalità accordo è possibile creare strutture di accordi di arbitraria
complessità. Il modificatore permette di estendere un accordo, aggiungere
o rimuovere i gradi di un accordo, alzare o abbassare i gradi, aggiungere
una nota di basso o creare un’inversione.
Il primo numero che segue il : identifica l’estensione dell’accordo.
L’accordo viene costruito aggiungendo in modo sequenziale delle terze alla
nota fondamentale finché non si raggiunge il numero specificato. Il settimo
grado aggiunto come parte di un accordo esteso sarà la settima minore, non
la settima maggiore. Se l’estensione non è una terza (per esempio, 6),
vengono aggiunte le terze fino alla terza più alta entro l’estensione, e
poi viene aggiunto il grado dell’estensione. Il valore più grande possibile
è 13. Qualsiasi valore superiore viene interpretato come 13.
\chordmode { c1:2 c:3 c:4 c:5 c1:6 c:7 c:8 c:9 c1:10 c:11 c:12 c:13 c1:14 }
C’è un’eccezione speciale: c:5 produce un “power chord” che
consiste solo della nota fondamentale e della quinta.
Dato che un 11° grado non alterato non suona bene se unito a un 13° grado
non alterato, l’11° grado viene rimosso da un accordo :13, a
meno che non venga aggiunto esplicitamente.
\chordmode { c1:13 c:13.11 c:m13 }
Si possono aggiungere gradi individuali a un accordo. Le aggiunte seguono
l’estensione e sono precedute da un punto (.). Il settimo grado
aggiunto a un accordo è una settima minore invece di una settima maggiore.
\chordmode { c1:3.5.6 c:3.7.8 c:3.6.13 }
I gradi aggiunti possono essere alti quanto si vuole.
\chordmode { c4:3.5.15 c:3.5.20 c:3.5.25 c:3.5.30 }
I gradi aggiunti dell’accordo possono essere alterati aggiungendo un suffisso
- o + al numero. Per alterare un grado aggiunto automaticamente
in quanto parte della struttura base dell’accordo, aggiungerlo come grado
alterato.
\chordmode { c1:7+ c:5+.3- c:3-.5-.7- }
Dopo i gradi da aggiungere, una serie di gradi da togliere viene introdotta
dal modificatore con prefisso ^. Per togliere più di un grado, i
gradi da rimuovere vengono separati dal . subito dopo il ^
iniziale.
\chordmode { c1^3 c:7^5 c:9^3 c:9^3.5 c:13.11^3.7 }
Per creare accordi sospesi si aggiunge alla stringa il modificatore sus,
che toglie il terzo grado dall’accordo. Aggiungere 2 o 4 per
aggiungere il 2° o il 4° grado dell’accordo. Se sus è seguito dal 2° o
dal 4° grado, è equivalente a ^3, altrimenti a sus4, ovvero
5.4.
\chordmode { c1:sus c:sus2 c:sus4 c:5.4 }
Le inversioni (ovvero l’inserimento di un’altezza diversa dalla fondamentale
come nota più bassa dell’accordo) e le note di basso possono essere specificate
aggiungendo /altezza all’accordo.
\chordmode { c'1 c'/e c'/f }
Una nota di basso che fa parte dell’accordo può essere aggiunta, invece di
essere spostata come in un’inversione, usando /+altezza.
\chordmode { c'1 c'/g c'/+e }
I modificatori degli accordi che possono essere usati per produrre i vari accordi standard sono elencati in Modificatori degli accordi comuni.
Guida alla notazione: Modificatori degli accordi comuni.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Ogni grado può essere presente in un accordo una volta sola. L’esempio
seguente produce un accordo aumentato, perché 5+ viene interpretato
per ultimo.
\chordmode { c1:3.5.5-.5+ }
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@translationof Displaying chords
Gli accordi possono essere visualizzati per nome, oltre alla visualizzazione standard come note di un rigo.
| Stampa dei nomi degli accordi | ||
| Personalizzazione dei nomi degli accordi |
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@translationof Printing chord names
Per visualizzare i nomi degli accordi si usa il contesto ChordNames:
\new ChordNames { \chordmode { c2 f4. g8 } }
Gli accordi possono essere inseriti come note simultanee o tramite la modalità accordo. Il nome dell’accordo visualizzato sarà lo stesso, indipendentemente dalla modalità di inserimento, a meno che non ci siano inversioni o note di basso:
chordmusic = \relative { <c' e g>2 <f bes c> <f c' e g>1 \chordmode { c2 f:sus4 c1:/f } } << \new ChordNames { \chordmusic } { \chordmusic } >>
Le pause usate nel contesto ChordNames faranno apparire il testo del
simbolo noChordSymbol (nessun accordo).
<< \new ChordNames \chordmode { c1 r1 g1 c1 } \chordmode { c1 r1 g1 c1 } >>
\chords { … } è una scorciatoia per
\new ChordNames \chordmode { … }.
\chords { c2 f4.:m g8:maj7 }
\new ChordNames { \chordmode { c2 f4.:m g8:maj7 } }
Mostrare gli accordi nei cambi
Per impostazione predefinita, ogni accordo inserito viene visualizzato; tale comportamento può essere modificato in modo che i nomi degli accordi siano mostrati solo all’inizio delle linee e quando l’accordo cambia.
harmonies = \chordmode { c1:m c:m \break c:m c:m d } << \new ChordNames { \set chordChanges = ##t \harmonies } \new Staff { \relative c' { \harmonies } } >>
Canzoniere semplice
Mettendo insieme nomi degli accordi, melodia e testo si ottiene un canzoniere (in inglese “lead sheet”):
<< \chords { c2 g:sus4 f e } \new Staff \relative c'' { a4 e c8 e r4 b2 c4( d) } \addlyrics { One day this shall be free __ } >>
Glossario musicale: (music-glossary)chord section ‘accordo’ in Glossario Musicale.
Guida alla notazione: Scrivere la musica in parallelo.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Guida al funzionamento interno: (internals)ChordNames section ‘ChordNames’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)ChordName section ‘ChordName’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)Chord_name_engraver section ‘Chord_name_engraver’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)Volta_engraver section ‘Volta_engraver’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)Bar_engraver section ‘Bar_engraver’ in Guida al Funzionamento Interno.
Gli accordi che contengono inversioni o note di basso alterate non avranno un nome corretto se inseriti usando la musica simultanea.
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@translationof Customizing chord names
Non esiste un unico sistema per il nome degli accordi. Tradizioni musicali diverse usano nomi diversi per lo stesso gruppo di accordi. Esistono anche simboli diversi per un certo nome di accordo. I nomi e i simboli degli accordi sono personalizzabili.
Il formato fondamentale dei nomi degli accordi è un sistema per la musica Jazz, proposto da Klaus Ignatzek (vedi (essay)Bibliografia section ‘Bibliografia’ in Saggio). (Si possono implementare altri sistemi per i nomi degli accordi attraverso funzioni Scheme, come illustrato nel frammento “Chord names alternative” in (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.) Un elenco dei comuni accordi jazz si trova nel Grafico dei nomi degli accordi.
Il sistema predefinito per i nomi degli accordi può essere modificato
facilmente in vari modi. Per iniziare, dei comandi predefiniti consentono
di usare lingue diverse per l’altezza fondamentale. I comandi predefiniti
sono \germanChords, \semiGermanChords, \italianChords
e \frenchChords:
I canzonieri tedeschi talvolta indicano gli accordi minori con lettere
minuscole, senza alcun suffisso m. Ciò si può ottenere impostando
la proprietà chordNameLowercaseMinor:
\chords { \set chordNameLowercaseMinor = ##t c2 d:m e:m f }
Il nome dell’accordo da visualizzare può essere aggiustato anche tramite le seguenti proprietà.
chordRootNamerIl nome dell’accordo appare solitamente come una lettera per la nota fondamentale seguita da un’alterazione opzionale. La trasformazione dell’altezza in lettera è eseguita da questa funzione. Si possono creare nomi speciali di note (per esempio, il tedesco “H” per l’accordo di Si) salvando una nuova funzione in questa proprietà.
majorSevenSymbolQuesta proprietà contiene l’oggetto markup usato per seguire l’output di
chordRootNamer e identificare un accordo di settima maggiore. Le
opzioni predefinite sono whiteTriangleMarkup e
blackTriangleMarkup.
additionalPitchPrefixSe il nome dell’accordo contiene ulteriori altezze, si può aggiungere un prefisso testuale. Il comportamento predefinito è senza prefisso, per evitare troppo ingombro, ma per numeri piccoli di altezze aggiuntive il risultato può essere visualmente efficace.
\new ChordNames { <c e g d'> % add9 \set additionalPitchPrefix = "add" <c e g d'> % add9 }
chordNoteNamerSe il nome dell’accordo contiene altre altezze oltre all’altezza fondamentale
(per esempio, una nota di basso), questa funzione viene usata per mostrare
l’altezza ulteriore. Per impostazione predefinita l’altezza viene stampata
con la funzione chordRootNamer. La proprietà chordNoteNamer
può essere impostata su una funzione specializzata per cambiare tale
comportamento. Per esempio, la nota di basso può essere stampata in
minuscolo.
chordNameSeparatorParti diverse del nome di un accordo sono separate da un piccolo spazio
orizzontale. Impostando chordNameSeparator, si può usare qualsiasi
testo come separatore. Ciò non ha effetti sul separatore tra un accordo e
la sua nota di basso; per personalizzarlo si usa una proprietà specifica,
slashChordSeparator.
\chords { c4:7.9- c:7.9-/g \set chordNameSeparator = \markup { "/" } \break c4:7.9- c:7.9-/g }
slashChordSeparatorGli accordi possono essere suonati utilizzando come nota di basso una nota
diversa da quella fondamentale normalmente usata. In questo caso si parla
di «inversioni» o «slash chord», perché il modo predefinito di rappresentarli
è con una barra obliqua (forward slash) tra l’accordo principale e la nota
di basso. Dunque il valore predefinito di slashChordSeparator è una
barra obliqua, ma è possibile cambiarlo con qualsiasi testo.
\chords { c4:7.9- c:7.9-/g \set slashChordSeparator = \markup { " over " } \break c4:7.9- c:7.9-/g }
chordNameExceptionsQuesta proprietà è una lista di coppie. Il primo elemento di ciascuna coppia
è un insieme di altezze usate per identificare i gradi presenti nell’accordo.
Il secondo elemento è un testo markup che seguirà l’output di
chordRootNamer per creare il nome dell’accordo.
minorChordModifierGli accordi minori sono spesso indicati con un suffisso “m” a destra della fondamentale dell’accordo. Tuttavia alcuni preferiscono altri suffissi, come il segno meno.
\chords { c4:min f:min7 \set minorChordModifier = \markup { "-" } \break c4:min f:min7 }
chordPrefixSpacerIl modificatore per gli accordi minori determinato da minorChordModifier
appare solitamente subito dopo la fondamentale dell’accordo. È possibile
porre uno spazio tra la fondamentale e il modificatore impostando
chordPrefixSpacer. Lo spazio non viene usato quando la fondamentale
è alterata.
\whiteTriangleMarkup,
\blackTriangleMarkup,
\germanChords,
\semiGermanChords,
\italianChords,
\frenchChords.
Eccezioni dei nomi degli accordi
La proprietà chordNameExceptions permette di salvare un elenco di
notazioni speciali per accordi specifici.
% modify maj9 and 6(add9) % Exception music is chords with markups chExceptionMusic = { <c e g b d'>1-\markup { \super "maj9" } <c e g a d'>1-\markup { \super "6(add9)" } } % Convert music to list and prepend to existing exceptions. chExceptions = #( append ( sequential-music-to-chord-exceptions chExceptionMusic #t) ignatzekExceptions) theMusic = \chordmode { g1:maj9 g1:6.9 \set chordNameExceptions = #chExceptions g1:maj9 g1:6.9 } \layout { ragged-right = ##t } << \context ChordNames \theMusic \context Voice \theMusic >>
Nome dell’accordo di settima maggiore
La formattazione dell’accordo di settima maggiore può essere regolata
con la proprietà majorSevenSymbol.
\chords { c:7+ \set majorSevenSymbol = \markup { j7 } c:7+ }
Aggiungere stanghette al contesto ChordNames
Per mostrare le stanghette nel contesto ChordNames, aggiungere
l’incisore Bar_engraver.
\new ChordNames \with { \override BarLine.bar-extent = #'(-2 . 2) \consists "Bar_engraver" } \chordmode { f1:maj7 f:7 bes:7 }
Volta sotto gli accordi
Aggiungendo l’incisore Volta_engraver al rigo, è possibile
inserire le volte sotto gli accordi.
\score { << \chords { c1 c1 } \new Staff \with { \consists "Volta_engraver" } { \repeat volta 2 { c'1 } \alternative { c' } } >> \layout { \context { \Score \remove "Volta_engraver" } } }
Modifica del separatore dell’accordo
L’elemento che separa le diverse parti di un accordo può essere impostato su qualsiasi testo di tipo markup.
\chords { c:7sus4 \set chordNameSeparator = \markup { \typewriter | } c:7sus4 }
Guida alla notazione: Grafico dei nomi degli accordi, Modificatori degli accordi comuni.
Saggio sull’incisione musicale automatizzata: (essay)Bibliografia section ‘Bibliografia’ in Saggio.
File installati: ‘scm/chords-ignatzek-names.scm’, ‘scm/chord-entry.scm’, ‘ly/chord-modifiers-init.ly’.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
I nomi degli accordi sono determinati sia dalle altezze presenti nell’accordo
sia dalle informazioni sulla struttura dell’accordo che potrebbero essere
state inserite in \chordmode. Se si usa il metodo delle altezze
simultanee per inserire gli accordi, in caso di inversioni o note di basso
si otterranno nomi non voluti.
myChords = \relative c' { \chordmode { c1 c/g c/f } <c e g>1 <g c e> <f c' e g> } << \new ChordNames { \myChords } \new Staff { \myChords } >>
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@translationof Figured bass
La notazione del basso continuo è supportata.
| Introduzione al basso continuo | ||
| Inserimento del basso continuo | ||
| Visualizzazione del basso continuo |
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@translationof Introduction to figured bass
LilyPond supporta il basso continuo, detto anche basso numerato o cifrato:
<< \new Voice { \clef bass dis4 c d ais g fis} \new FiguredBass { \figuremode { < 6 >4 < 7\+ >8 < 6+ [_!] > < 6 >4 <6 5 [3+] > < _ >4 < 6 5/>4 } } >>
Il supporto per il basso continuo consiste in due parti: c’è una modalità di
input, introdotta dal comando \figuremode, che accetta l’inserimento
dei numeri di basso; e c’è un contesto chiamato FiguredBass che si
occupa di mostrare gli oggetti BassFigure. Il basso continuo può
essere mostrato anche in contesti Staff.
\figures { … } è una scorciatoia per
\new FiguredBass \figuremode { … }.
Sebbene il supporto per basso continuo possa assomigliare apparentemente al
supporto per accordi, è in realtà molto più semplice. La modalità
\figuremode si limita a contenere i numeri e il contesto
FiguredBass li stampa così come sono inseriti. Non c’è alcuna
conversione in altezze.
Glossario musicale: (music-glossary)figured bass section ‘basso continuo’ in Glossario Musicale.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
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@translationof Entering figured bass
\figuremode permette di passare alla modalità di input per il basso
continuo. Maggiori informazioni sulle diverse modalità di input si trovano
in Modalità di inserimento.
In modalità basso continuo, un gruppo di numeri di basso è delimitato da
< e >. La durata si inserisce dopo il >.
\new FiguredBass { \figuremode { <6 4>2 } }
Si possono usare le alterazioni (inclusi i bequadri) per modificare i gradi
della scala. Si inseriscono aggiungendo + (per i diesis), -
(per i bemolli) o ! (per i bequadri) dopo il numero. Per le doppie
alterazioni il modificatore va applicato due volte. Per modificare il terzo
grado il numero di solito viene omesso e ciò si può fare usando _ al
posto del numero.
\figures { <7! 6+ 4-> <5++> <3--> < _+ > < 7 _!> }
Si possono indicare gradi aumentati e diminuiti:
\figures { <6\+ 5/> <7/> }
Si può creare una barra inversa che taglia il numero (usata comunemente per i sesti gradi alzati):
\figures { <6> <6\\> }
I numeri possono essere racchiusi da parentesi:
\figures { <[12] 8 [6 4]> }
Si può inserire come numero qualsiasi testo di tipo markup:
\figures { <\markup { \tiny \number 6 \super (1) } 5> }
Si possono usare linee di continuazione per indicare numeri ripetuti:
<< { \clef bass e4 d c b, e4 d c b, } \figures { \bassFigureExtendersOn <6 4>4 <6 3> <7 3> <7 3> \bassFigureExtendersOff <6 4>4 <6 3> <7 3> <7 3> } >>
In questo caso, le linee di estensione sostituiscono i numeri esistenti, a meno che le linee di continuazione non siano state terminate esplicitamente.
<< \figures { \bassFigureExtendersOn <6 4>4 <6 4> <6\! 4\!> <6 4> } { \clef bass d4 d c c } >>
La seguente tabella riassume i modificatori del numero disponibili.
| Modificatore | Scopo | Esempio |
| +, -, ! | Alterazioni | |
| \+, / | Gradi aumentati e diminuiti | |
| \\ | Sesto grado alzato | |
| \! | Fine della linea di continuazione |
\bassFigureExtendersOn,
\bassFigureExtendersOff.
Cambiare la posizione delle alterazioni del basso continuo
Le alterazioni e i segni più possono apparire prima o dopo i numeri, a
seconda delle proprietà figuredBassAlterationDirection e
figuredBassPlusDirection.
\figures { <6\+> <5+> <6 4-> r \set figuredBassAlterationDirection = #RIGHT <6\+> <5+> <6 4-> r \set figuredBassPlusDirection = #RIGHT <6\+> <5+> <6 4-> r \set figuredBassAlterationDirection = #LEFT <6\+> <5+> <6 4-> r }
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Guida al funzionamento interno: (internals)BassFigure section ‘BassFigure’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureAlignment section ‘BassFigureAlignment’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureLine section ‘BassFigureLine’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureBracket section ‘BassFigureBracket’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureContinuation section ‘BassFigureContinuation’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)FiguredBass section ‘FiguredBass’ in Guida al Funzionamento Interno.
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@translationof Displaying figured bass
Il basso continuo può essere visualizzato usando il contesto FiguredBass
o la maggior parte dei contesti del rigo.
Se visualizzato in un contesto FiguredBass, la posizione verticale dei
numeri è independente dalle note del rigo.
<< \relative { c''4 c'8 r8 c,4 c' } \new FiguredBass { \figuremode { <4>4 <10 6>8 s8 <6 4>4 <6 4> } } >>
Nell’esempio precedente, il contesto FiguredBass deve essere istanziato
esplicitamente per evitare la creazione di un secondo rigo (vuoto).
Il basso continuo può anche essere aggiunto direttamente ai contesti
Staff. In questo caso la posizione verticale dei numeri è
regolata automaticamente.
<< \new Staff = "mioRigo" \figuremode { <4>4 <10 6>8 s8 <6 4>4 <6 4> } %% Inserire le note nello stesso rigo dei numeri di basso \context Staff = "mioRigo" { \clef bass c4 c'8 r8 c4 c' } >>
Se aggiunto in un contesto Staff, il basso continuo può essere
visualizzato sopra o sotto il rigo.
<< \new Staff = "mioRigo" \figuremode { <4>4 <10 6>8 s8 \bassFigureStaffAlignmentDown <6 4>4 <6 4> } %% Inserire le note nello stesso rigo dei numeri di basso \context Staff = "mioRigo" { \clef bass c4 c'8 r8 c4 c' } >>
\bassFigureStaffAlignmentDown,
\bassFigureStaffAlignmentUp,
\bassFigureStaffAlignmentNeutral.
Frammenti: (snippets)Chords section ‘Chords’ in Frammenti di codice.
Guida al funzionamento interno: (internals)BassFigure section ‘BassFigure’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureAlignment section ‘BassFigureAlignment’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureLine section ‘BassFigureLine’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureBracket section ‘BassFigureBracket’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)BassFigureContinuation section ‘BassFigureContinuation’ in Guida al Funzionamento Interno, (internals)FiguredBass section ‘FiguredBass’ in Guida al Funzionamento Interno.
Per assicurarsi che le linee di continuazione funzionino correttamente, è più sicuro usare lo stesso ritmo nella linea dei numeri e nella linea dei bassi.
<< { \clef bass \repeat unfold 4 { f16. g32 } f8. es16 d8 es } \figures { \bassFigureExtendersOn % Qui gli estensori sono corretti, perché hanno lo stesso ritmo del basso \repeat unfold 4 { <6 4->16. <6 4->32 } <5>8. r16 <6>8 <6\! 5-> } >> << { \clef bass \repeat unfold 4 { f16. g32 } f8. es16 d8 es } \figures { \bassFigureExtendersOn % Qui gli estensori non sono corretti, anche se il tempo è lo stesso <6 4->4 <6 4->4 <5>8. r16 <6>8 <6\! 5-> } >>
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