[ < ] [ > ]   [ << ] [ Su ] [ >> ]         [Inizio] [Contenuti] [Indice] [ ? ]

3.2 Le voci contengono la musica

@translationof Voices contain music

Un cantante ha bisogno della voce per cantare, e lo stesso vale per LilyPond. La musica vera e propria per tutti gli strumenti di una partitura è contenuta nelle Voci – il più importante concetto di LilyPond.


[ < ] [ > ]   [ << ] [ Su ] [ >> ]         [Inizio] [Contenuti] [Indice] [ ? ]

3.2.1 Sento le Voci

@translationof I’m hearing Voices

I livelli più profondi, più interni e più importanti di uno spartito di LilyPond sono chiamati ‘Voice contexts’ («Contesti della voce») o semplicemente ‘Voices’ («Voci»). In altri programmi di notazione le voci sono chiamate talvolta ‘layers’ («livelli»).

Il livello o contesto della voce è l’unico che può contenere la musica. Se un contesto della voce non è dichiarato esplicitamente, ne viene creato uno automaticamente, come abbiamo visto all’inizio di questo capitolo. Alcuni strumenti, come ad esempio un oboe, possono produrre una sola nota per volta. La musica scritta per tali strumenti necessita di una sola voce. Invece gli strumenti che possono produrre più di una nota contemporaneamente, come ad esempio il pianoforte, richiederanno spesso voci multiple per codificare le diverse note e ritmi simultanei che sono capaci di riprodurre.

Ovviamente, una singola voce può contenere molte note in un accordo, dunque quando l’uso delle voci multiple è davvero necessario? Si osservi questo esempio di quattro accordi:

 
\relative {
  \key g \major
  <d' g>4 <d fis> <d a'> <d g>
}

[image of music]

Questa musica può essere espressa usando soltanto i simboli dell’accordo, ovvero le parentesi angolari, < … >, e una singola voce è sufficiente. Ma cosa accadrebbe se il Fa# fosse in realtà una nota di un ottavo seguita da un Sol di un ottavo, una nota di passaggio che porta al La? In questo caso abbiamo due note che iniziano nello stesso momento ma hanno durate diverse: il Re da un quarto e il Fa# da un ottavo. Come si possono scrivere queste note? Non possono essere scritte come un accordo perché tutte le note di un accordo devono avere la stessa durata. E non possono nemmeno essere scritte come due note in sequenza perché devono iniziare in contemporanea. Si tratta quindi di un caso in cui sono necessarie due voci.

Vediamo come ottenerle nella sintassi di input di LilyPond.

Il modo più semplice per inserire frammenti che utilizzino più di una voce su un rigo è scrivere ogni voce come una sequenza (con { … }), e poi combinarle in simultanea tramite le doppie parentesi angolari, << … >>. Per collocarli in voci distinte, i frammenti devono essere separati da un doppio backslash, \\. Senza di esso, le note sarebbero inserite in un’unica voce, e questo normalmente causerebbe degli errori. Questa tecnica è particolarmente adatta ai brani che sono in gran parte omofonici ma con brevi e occasionali sezioni polifoniche.

Ecco come suddividere gli accordi precedenti in due voci e aggiungere sia la nota di passaggio che la legatura di portamento:

 
\relative {
  \key g \major
  %    Voce = "1"               Voce = "2"
  << { g'4 fis8( g) a4 g } \\ { d4 d d d }  >>
}

[image of music]

Si noti come i gambi della seconda voce adesso siano rivolti in basso.

Ecco un altro semplice esempio:

 
\relative {
  \key d \minor
  %    Voce = "1"            Voce = "2"
  << { r4 g' g4. a8 }   \\ { d,2 d4 g }       >> |
  << { bes4 bes c bes } \\ { g4 g g8( a) g4 } >> |
  << { a2. r4 }         \\ { fis2. s4 }       >> |
}

[image of music]

Non è necessario usare un costrutto con << \\ >> in ogni battuta. Per musiche che hanno poche note in ogni battuta questo layout può aiutare la leggibilità del codice, ma se ci sono molte note in ogni battuta è preferibile dividere ogni voce, così:

 
<<
  \key d \minor
  % Voce = "1"
  \relative {
    r4 g' g4. a8 |
    bes4 bes c bes |
    a2. r4 |
  } \\
  % Voce = "2"
  \relative {
    d'2 d4 g |
    g4 g g8( a) g4 |
    fis2. s4 |
  }
>>

[image of music]

Questo esempio ha solo due voci, ma si potrebbe usare lo stesso costrutto per scrivere tre o più voci aggiungendo più backslash.

I contesti della voce hanno i nomi "1", "2", etc. I primi contesti impostano le voci più esterne, la voce più alta nel contesto "1" e la più bassa nel "2". Le voci più interne vanno nei contesti "3" e "4". In ogni contesto, la direzione verticale di legature di portamento, gambi, legature di valore, dinamica, etc., è impostata correttamente.

 
\new Staff \relative {
  % Voce principale
  c'16 d e f
  %    Voce = "1"    Voce = "2"              Voce = "3"
  << { g4 f e } \\ { r8 e4 d c8~ } >> |
  << { d2 e }   \\ { c8 b16 a b8 g~ 2 } \\ { s4 b c2 } >> |
}

[image of music]

Se preferisci inserire le voci in un ordine diverso, per esempio dall’alto verso il basso, puoi specificare i rispettivi numeri di voce prima di un costrutto << … >> tramite il comando \voices:

 
\new Staff \relative {
  % Voce principale
  c'16 d e f
  %    Voce = "1"    Voce = "2"
  << { g4 f e } \\ { r8 e4 d c8~ } >> |
  \voices 1,3,2
  %    Voce = "1"    Voce = "3"     Voce = "2"
  << { d2 e }   \\ { s4 b c2 } \\ { c8 b16 a b8 g~ 2 } >> |
}

[image of music]

Tutte queste voci sono separate dalla voce principale che contiene le note e che si trova fuori dal costrutto << … >>, che chiameremo il costrutto simultaneo. Legature di portamento e di valore possono connettere solo note che fanno parte della stessa voce, quindi le legature non possono entrare in un costrutto simultaneo o uscirne. Viceversa, voci parallele appartenenti a costrutti simultanei distinti sullo stesso rigo sono la stessa voce. Anche altre caratteristiche della voce di riferimento sono trasferite ai costrutti simultanei. Ecco lo stesso esempio, ma con colori e teste delle note diversi per ogni voce. Si noti che i cambiamenti in una voce non interessano le altre voci, ma persistono sulla stessa voce in seguito. Si noti anche che le note legate possono essere divise sulle stesse voci in due costrutti, come mostra qui la voce con i triangoli blu.

 
\new Staff \relative {
  % Voce principale
  c'16 d e f
  <<  % Battuta 1
    {
      \voiceOneStyle
      g4 f e
    }
  \\
    {
      \voiceTwoStyle
      r8 e4 d c8~
    }
  >> |
  <<  % Battuta 2
     % Voce 1 continua
    { d2 e }
  \\
     % Voce 2 continua
    { c8 b16 a b8 g~ 2 }
  \\
    {
      \voiceThreeStyle
      s4 b c2
    }
  >> |
}

[image of music]

I comandi \voiceXXXStyle sono pensati soprattutto per documenti didattici come questo. Modificano il colore della testa, del gambo e delle travature, e lo stile della testa, così da rendere le voci facilmente distinguibili. La voce uno è impostata su rombi rossi, la voce due su triangoli blu, la voce tre su cerchi barrati verdi, e la voce quattro (non impiegata nell’esempio) su croci magenta; \voiceNeutralStyle (anch’esso non usato qui) riporta lo stile all’impostazione predefinita. Vedremo in seguito come l’utente possa creare comandi simili. Si veda Visibilità e colore degli oggetti e Uso delle variabili per modificare la formattazione.

La polifonia non cambia le relazioni tra le note all’interno di un blocco \relative. L’altezza di ogni nota continua a essere calcolata in rapporto a quella della nota che la precede, o della prima nota del precedente accordo. Dunque, in

 
\relative c' { notaA << < notaB notaC > \\ notaD >> notaE }

notaB è relativa a notaA;
notaC è relativa a notaB, non a notaA;
notaD è relativa a notaB, non a notaA o a notaC;
notaE è relativa a notaD, non a notaA.

Un metodo alternativo, che potrebbe essere più chiaro se le note nelle voci sono ampiamente separate, consiste nel porre un comando \relative all’inizio di ogni voce:

 
\relative c' { noteA … }
<<
  \relative c'' { < noteB noteC > … }
\\
  \relative g' { noteD … }
>>
\relative c' { noteE … }

Analizziamo infine le voci in un brano più complesso. Queste note sono tratte dalle prime due battute del secondo dei due Notturni op. 32 di Chopin. Questo esempio verrà usato successivamente, in questo e nel prossimo capitolo, per illustrare varie tecniche di notazione, quindi per il momento ignora qualsiasi cosa del codice sottostante che ti sembra incomprensibile e concentrati solo sulla musica e sulle voci – le parti più complesse saranno spiegate tutte in sezioni successive.

[image of music]

La direzione dei gambi viene spesso usata per indicare la continuità di due linee melodiche simultanee. In questo esempio i gambi delle note più acute sono tutti rivolti in su mentre i gambi delle note più gravi sono tutti rivolti in giù. Questo è il primo indizio del fatto che è coinvolta più di una voce.

Ma è quando note che iniziano nello stesso momento hanno durate diverse che il ricorso a voci multiple diventa realmente indispensabile. Osserva le note che iniziano alla terza pulsazione della prima battuta. Il La bemolle è una nota di tre ottavi, il Fa è una semiminima e il Re bemolle è una minima. Non possono essere scritte come un accordo perché tutte le note di un accordo devono avere la stessa durata. Né possono essere scritte come note in sequenza, dato che devono iniziare contemporaneamente. Questa sezione della battuta necessita di tre voci, e la normale pratica consiste nello scrivere l’intera battuta su tre voci, come mostrato sotto, dove abbiamo usato diverse teste e colori per le tre voci. Ancora una volta, il codice che sta dietro questo esempio verrà spiegato dopo, quindi ignora quel che non capisci.

[image of music]

Proviamo a scrivere il codice di questa musica da zero. Come vedremo, questo pone alcune difficoltà. Come abbiamo imparato, iniziamo usando il costrutto << \\ >> per inserire la musica della prima battuta in tre voci:

 
\new Staff \relative {
  \key aes \major
  <<
    { c''2 aes4. bes8 } \\ { <ees, c>2 des } \\ { aes'2 f4 fes }
  >> |
  <c ees aes c>1 |
}

[image of music]

La direzione dei gambi è assegnata automaticamente: le voci dispari avranno i gambi in su e le voci pari i gambi in giù. I gambi per le voci 1 e 2 sono giusti, ma in questo brano i gambi della voce 3 dovrebbero essere in giù. Possiamo correggere semplicemente omettendo la voce tre e ponendo la musica nella voce quattro. Si potrebbe fare aggiungendo semplicemente un altro paio di \\, ma preferiamo usare il comando \voices (che ci permette anche di inserire le voci in un ordine diverso, se lo vogliamo):

 
\new Staff \relative {
  \key aes \major
  \voices 1,2,4   % Omette la terza voce
  <<  % Voce uno
    { c''2 aes4. bes8 }
  \\  % Voce due
    { <ees, c>2 des }
  \\  % Voce quattro
    { aes'2 f4 fes }
  >> |
  <c ees aes c>1 |
}

[image of music]

Possiamo vedere che questo corregge la direzione del gambo, ma il posizionamento orizzontale delle note non è quello che desideriamo. LilyPond sposta le note più interne quando queste o i loro gambi collidono con le voci più esterne, ma questo non è appropriato nella musica per pianoforte. In altre situazioni, gli spostamenti applicati da LilyPond potrebbero non riuscire a evitare le collisioni. LilyPond fornisce molti modi per aggiustare la collocazione orizzontale delle note. Per ora, non siamo ancora pronti a cercare di correggere questo problema, dunque dovremo aspettare fino a una prossima sezione – si veda la proprietà force-hshift in Correggere elementi della notazione sovrapposti.

Nota: Il testo e gli estensori, spanner nella terminologia di LilyPond, (come le legature di portamento e di valore, le forcelle, etc.) non possono essere creati ‘attraverso’ le voci.

Vedi anche

Guida alla notazione: (notation)Più voci section ‘Più voci’ in Guida alla Notazione.


[ < ] [ > ]   [ << ] [ Su ] [ >> ]         [Inizio] [Contenuti] [Indice] [ ? ]

3.2.2 Definire esplicitamente le voci

@translationof Explicitly instantiating voices

I contesti della voce possono anche essere creati manualmente, all’interno di un blocco << >> che crea musica polifonica, usando \voiceOne … \voiceFour per indicare le direzioni desiderate per gambi, legature, etc. Nelle partiture più grandi questo metodo è più chiaro, perché fa sì che le voci possano essere separate e nominate in modo più descrittivo.

Nello specifico, il costrutto << \\ >> usato nella sezione precedente:

 
\new Staff {
  \relative {
    << { e'4 f g a } \\ { c,4 d e f } >>
  }
}

è equivalente a

 
\new Staff <<
  \new Voice = "1" { \voiceOne \relative { e'4 f g a } }
  \new Voice = "2" { \voiceTwo \relative { c'4 d e f } }
>>

Entrambi hanno come risultato

[image of music]

I comandi \voiceXXX impostano le direzioni di gambi, legature di portamento, legature di valore, articolazioni, annotazioni, punti di aumentazione di note puntate e diteggiature. \voiceOne e \voiceThree fanno sì che questi oggetti siano rivolti verso l’alto, mentre \voiceTwo e \voiceFour fanno sì che puntino verso il basso. Questi comandi producono anche uno spostamento orizzontale per ogni voce quando si crei la necessità di evitare collisioni tra le teste. Il comando \oneVoice riporta i valori alle normali impostazioni di una singola voce.

Vediamo tramite alcuni semplici esempi quali effetti esattamente \oneVoice, \voiceOne e \voiceTwo hanno su markup, legature di valore, legature di portamento, e dinamica:

 
\relative c'{
  % Comportamento predefinito o comportamento dopo \oneVoice
  c4 d8~ 8 e4( f | g4 a) b-> c |
}

[image of music]

 
\relative {
  \voiceOne
  c'4 d8~ 8 e4( f | g4 a) b-> c |
  \oneVoice
  c,4 d8~ 8 e4( f | g4 a) b-> c |
}

[image of music]

 
\relative {
  \voiceTwo
  c'4 d8~ 8 e4( f | g4 a) b-> c |
  \oneVoice
  c,4 d8~ 8 e4( f | g4 a) b-> c |
}

[image of music]

Vediamo adesso, usando l’esempio della sezione precedente, quattro modi diversi di scrivere uno stesso passo di musica polifonica, e i rispettivi vantaggi, a seconda delle circostanze.

Un’espressione che appare direttamente in un << >> appartiene alla voce principale (ma, attenzione: non in un costrutto << \\ >>). Questo metodo è utile quando le altre voci entrano mentre la voce principale sta già suonando. Ecco una versione più corretta del nostro esempio. Le note a rombi rossi mostrano che la melodia principale si trova ora nel contesto di una voce singola, e questo fa sì che sia possibile disegnare una legatura di frase sopra di esse.

 
\new Staff \relative {
  \voiceOneStyle
  % Questa sezione è omofonica
  c'16^( d e f
  % Inizia la sezione simultanea di tre voci
  <<
    % Continua la voce principale in parallelo
    { g4 f e | d2 e) | }
    % Inizia la seconda voce
    \new Voice {
      % Imposta in giù gambi, etc.
      \voiceTwo
      r8 e4 d c8~ | 8 b16 a b8 g~ 2 |
    }
    % Inizia la terza voce
    \new Voice {
      % Imposta in su gambi, etc.
      \voiceThree
      s2. | s4 b c2 |
    }
  >>
}

[image of music]

Il comando \voices può essere usato anche per continuare una voce principale nel costrutto simultaneo:

 
\new Staff \relative {
  \new Voice = "principale" {
    \voiceOneStyle
    % Questa sezione è omofona
    c'16^( d e f
    % Inizia la sezione simultanea con tre voci
    \voices "principale",2,3
    <<
      % Continua la voce principale in parallelo
      { g4 f e | d2 e) | }
      % Inizia la seconda voce
    \\
      % Imposta i gambi, etc., in giù
      { r8 e4 d c8~ | 8 b16 a b8 g~ 2 | }
    \\
      % Inizia la terza voce
      % Imposta i gambi, etc, in su
      { s2. | s4 b c2 | }
    >>
  }
}

[image of music]

Sono possibili costrutti polifonici annidati più fittamente, e se una voce appare solo brevemente questo potrebbe essere un modo più semplice di scrivere lo spartito:

 
\new Staff \relative {
  c'16^( d e f
  <<
    { g4 f e | d2 e) | }
    \new Voice {
      \voiceTwo
      r8 e4 d c8~ |
      <<
        { c8 b16 a b8 g~ 2 | }
        \new Voice {
          \voiceThree
          s4 b c2 |
        }
      >>
    }
  >>
}

[image of music]

Questo metodo di annidare nuove voci in breve è utile quando solo piccole parti della musica sono polifoniche, ma quando la polifonia è impiegata largamente in tutta la parte può essere più chiaro ricorrere a voci multiple, usando le note spaziatrici per saltare le parti in cui una delle voci è muta, come nel seguente esempio:

 
\new Staff \relative <<
  % Inizia la prima voce
  \new Voice {
    \voiceOne
    c'16^( d e f g4 f e | d2 e) |
  }
  % Inizia la seconda voce
  \new Voice {
    % Imposta i gambi, etc., in giù
    \voiceTwo
    s4 r8 e4 d c8~ | 8 b16 a b8 g~ 2 |
  }
  % Inizia la terza voce
  \new Voice {
    % Imposta i gambi, etc., in su
    \voiceThree
    s1 | s4 b c2 |
  }
>>

[image of music]

Colonne di note

Le note maggiormente ravvicinate all’interno di un accordo o quelle che compaiono nello stesso momento in voci diverse sono disposte in due, e talvolta più, colonne, per impedire la sovrapposizione delle teste. Esse vengono chiamate colonne delle note. Le singole colonne di ognuna delle voci sono indipendenti, e lo scarto adottato nella voce in uso è determinato dal distanziamento delle colonne nei casi in cui altrimenti si determinerebbe una collisione. Si può vedere nell’esempio precedente. Nella seconda battuta il Do della seconda voce è spostato a destra del Re nella prima voce, e nell’ultimo accordo il Do nella terza voce è spostato anch’esso a destra delle altre note.

I comandi \shiftOn, \shiftOnn, \shiftOnnn, e \shiftOff specificano il grado con cui le note e gli accordi della voce debbano essere spostati in caso di collisione. L’impostazione predefinita prevede che le voci esterne (di norma le voci uno e due) abbiano \shiftOff attivato, mentre le voci interne (terza e quarta) abbiano \shiftOn attivato. Quando uno spostamento viene applicato, le voci una e tre vengono spostate a destra e le voci due e quattro a sinistra.

\shiftOnn e \shiftOnnn definiscono ulteriori livelli di scarto che possono essere temporaneamente specificati per risolvere le collisioni in situazioni complesse – si veda Esempio musicale.

Una colonna di note può contenere soltanto una nota (o accordo) di una voce con gambi in su e una nota (o accordo) di una voce con gambi in giù. Se note di due voci che hanno i gambi nella stessa direzione sono poste nella stessa posizione ed entrambe le voci non hanno uno spostamento specificato oppure ne hanno uno dello stesso tipo, si produrrà il messaggio di errore “questa voce ha bisogno di un’impostazione \voiceXx o \shiftXx”.

Vedi anche

Manuale di apprendimento: Spostare gli oggetti.

Guida alla notazione: (notation)Più voci section ‘Più voci’ in Guida alla Notazione.


[ < ] [ > ]   [ << ] [ Su ] [ >> ]         [Inizio] [Contenuti] [Indice] [ ? ]

3.2.3 Voci e musica vocale

@translationof Voices and vocals

La musica vocale presenta una difficoltà in più: occorre combinare due espressioni – note e testo.

Abbiamo già visto il comando \addlyrics{}, che ben si comporta con le partiture semplici. Tuttavia, questa tecnica è piuttosto limitata. Per musica più complessa, occorre introdurre il testo in un contesto Lyrics usando \new Lyrics e collegando esplicitamente il testo alle note con \lyricsto{}, tramite il nome assegnato alla voce.

 
<<
  \new Voice = "one" {
    \relative {
      \autoBeamOff
      \time 2/4
      c''4 b8. a16 | g4. f8 | e4 d | c2 |
    }
  }
  \new Lyrics \lyricsto "one" {
    No more let | sins and | sor -- rows | grow. |
  }
>>

[image of music]

Si noti che il testo deve essere collegato a un contesto Voice, non a un contesto Staff. Questo è un caso in cui è necessario creare esplicitamente contesti Staff e Voice.

La disposizione automatica delle travature predefinita di LilyPond funziona bene per la musica strumentale, ma non altrettanto per la musica con testi, dove le travature o non sono usate affatto o servono a indicare la presenza di melismi nel testo. Nell’esempio precedente usiamo il comando \autoBeamOff per disattivare la travatura automatica.

Riprendiamo l’esempio precedente di Judas Maccabæus per presentare questa tecnica più flessibile. Innanzitutto lo rimaneggiamo per usare delle variabili per mezzo delle quali la musica e il testo possano essere separate dalla struttura del rigo. Inseriamo anche una parentesi ChoirStaff. Il testo deve essere introdotto da \lyricmode per assicurare che siano interpretati come testo invece che come musica.

 
global = { \key f \major \time 6/8 \partial 8 }

SopOneMusic = \relative {
  c''8 | c8([ bes)] a a([ g)] f | f'4. b, | c4.~ 4
}
SopOneLyrics = \lyricmode {
  Let | flee -- cy flocks the | hills a -- dorn, __
}
SopTwoMusic = \relative {
  r8 | r4. r4 c'8 | a'8([ g)] f f([ e)] d | e8([ d)] c bes'
}
SopTwoLyrics = \lyricmode {
  Let | flee -- cy flocks the | hills a -- dorn,
}

\score {
  \new ChoirStaff <<
    \new Staff <<
      \new Voice = "SopOne" {
        \global
        \SopOneMusic
      }
      \new Lyrics \lyricsto "SopOne" {
        \SopOneLyrics
      }
    >>
    \new Staff <<
      \new Voice = "SopTwo" {
        \global
        \SopTwoMusic
      }
      \new Lyrics \lyricsto "SopTwo" {
        \SopTwoLyrics
      }
    >>
  >>
}

[image of music]

Questa è la struttura di base di tutte le partiture vocali. Si possono aggiungere più righi, più voci in ogni rigo, più versi nei testi, e le variabili contenenti la musica possono essere poste in file separati se dovessero diventare troppo lunghe.

Ecco un esempio della prima linea di un inno con quattro strofe, impostate su SATB. In questo caso le parole per tutte e quattro le parti sono le stesse. Si noti l’uso delle variabili per separare la notazione musicale e le parole dalla struttura del rigo. Si veda anche come una variabile, che abbiamo deciso di chiamare ‘keyTime’, venga usata per avere vari comandi a disposizione all’interno dei due righi. In altri esempi questo viene spesso chiamato ‘global’.

 
keyTime = { \key c \major \time 4/4 \partial 4 }

SopMusic   = \relative { c'4 | e4. e8 g4  g    | a4   a   g  }
AltoMusic  = \relative { c'4 | c4. c8 e4  e    | f4   f   e  }
TenorMusic = \relative  { e4 | g4. g8 c4.   b8 | a8 b c d e4 }
BassMusic  = \relative  { c4 | c4. c8 c4  c    | f8 g a b c4 }

VerseOne =
  \lyricmode { E -- | ter -- nal fa -- ther, | strong to save, }
VerseTwo   =
  \lyricmode { O | Christ, whose voice the | wa -- ters heard, }
VerseThree =
  \lyricmode { O | Ho -- ly Spi -- rit, | who didst brood }
VerseFour  =
  \lyricmode { O | Tri -- ni -- ty of | love and pow'r }

\score {
  \new ChoirStaff <<
    \new Staff <<
      \clef "treble"
      \new Voice = "Sop"  { \voiceOne \keyTime \SopMusic }
      \new Voice = "Alto" { \voiceTwo \AltoMusic }
      \new Lyrics \lyricsto "Sop" { \VerseOne   }
      \new Lyrics \lyricsto "Sop" { \VerseTwo   }
      \new Lyrics \lyricsto "Sop" { \VerseThree }
      \new Lyrics \lyricsto "Sop" { \VerseFour  }
    >>
    \new Staff <<
      \clef "bass"
      \new Voice = "Tenor" { \voiceOne \keyTime \TenorMusic }
      \new Voice = "Bass"  { \voiceTwo \BassMusic }
    >>
  >>
}

[image of music]

Vedi anche

Guida alla notazione: (notation)Musica vocale section ‘Musica vocale’ in Guida alla Notazione.


[ < ] [ > ]   [ << ] [ Su ] [ >> ]

This document was generated by gub on Luglio 13, 2020 using texi2html 1.82.

Altre lingue: English, català, česky, deutsch, español, français, magyar, 日本語, nederlands.
A proposito della selezione automatica della lingua.